La prima visita in un club per scambisti è uno di quei momenti che molte coppie rimandano per mesi. C’è chi aspetta per curiosità, chi per paura, e chi semplicemente perché sente dentro di sé: “non è ancora il momento”. Ed è assolutamente normale.
Lo scambismo non ama la fretta. Non è un’esperienza da “buttiamoci e vediamo che succede”. Funziona davvero solo quando ci si entra con lucidità, con disponibilità emotiva e, soprattutto, con una vera sensazione di sicurezza nella relazione.
Contrariamente a ciò che si pensa, qui non vince l’“audacia” e nemmeno la “spontaneità”. Vince la preparazione.
Per questo ho raccolto alcuni segnali chiari che indicano quando rimandare la prima visita potrebbe essere la scelta più sana, prima che diventi una fonte di stress o di conflitti nella coppia.
1) State pensando al club come all’ultima chance per “salvare” la coppia
Quando in una relazione manca intimità o complicità, è facile illudersi che una scarica di adrenalina possa rimettere tutto a posto. In realtà spesso succede l’opposto.
Entrare in un ambiente pieno di persone nuove, sguardi ed erotismo può amplificare proprio ciò che già fa male e che nella coppia non sta funzionando.
Se l’idea del club nasce come tentativo di “aggiustare” qualcosa, prima serve rafforzare quel legame senza aggiungere ulteriore pressione.
Viverlo è senza dubbio bellissimo, ma non può portare addosso il peso di una missione: “deve funzionare”.
2) Non avete chiarezza su cosa volete davvero
I desideri condivisi uniscono. Le incomprensioni, invece, possono ferire.
Se uno immagina una serata tranquilla a osservare, mentre l’altro si aspetta contatto immediato, il rischio di tensione è alto. Senza confini chiari è come camminare nella nebbia: siete insieme, ma ogni passo vi porta in direzioni diverse.
Le regole non sono una formalità: sono la base della sicurezza. Se parlare di limiti è difficile, quello è già un segnale che serve ancora tempo e che non siete assolutamente ancora pronti.
3) La gelosia arriva subito… e colpisce forte
La gelosia non è un nemico: è un messaggio. Il problema nasce quando diventa un macigno.
In un club le emozioni si muovono più intensamente: stimoli, confronti, reazioni improvvise.
Se già oggi la gelosia vi fa soffrire, l’esperienza potrebbe accendere una valanga difficile da gestire.
Meglio imparare a conoscere questa emozione a piccoli passi, prima di trovarsi dentro una situazione ad alto impatto.
Anche nelle coppie più collaudate in questo ambiente esiste la gelosia, ma la si controlla e fa parte del gioco che si è creato.
4) La scelta non è davvero vostra, ma influenzata da qualcun altro
A volte è il partner che spinge. A volte è un’amica che racconta quanto sia stato eccitante. A volte è la pubblicità del club, con immagini perfette e promesse implicite.
Ma se dentro di te senti “non ancora”, vale la pena ascoltarti.
La prima volta dovrebbe nascere da un vostro “sì” condiviso, non dal confronto con chi “l’ha già fatto”.
Sotto pressione è facile perdersi. E in un club la cosa più importante è restare presenti a voi stessi.
5) Vi aspettate che la prima volta sia come una fantasia perfetta
La prima visita raramente è “da film” anche se non è raro che accada, anzi che vada spesso oltre le aspettative.
Può essere impacciata, silenziosa, fatta di osservazione più che di azione. C’è chi torna incantato. C’è chi torna stanco per l’eccesso di stimoli.
Se avete bisogno che tutto sia perfetto, rischiate la delusione. La magia arriva quando non c’è performance, non c’è copione, non c’è l’obbligo di “dover fare qualcosa”.
Spesso ho conosciuto coppie che sono entrate solo per guardare e sono uscite dal club con gli occhi che brillavano abbracciati come due fidanzatini nei primi giorni di innamoramento.
In altri casi ho conosciuto coppie “più arroganti” che sono entrate con l’aria del sappiamo già tutto e invece sono usciti dal club litigando tra di loro.
6) Uno ha paura… e l’altro non la vede (o la minimizza)
La paura non è debolezza. È un segnale: mente e corpo non sono pronti.
Se qualcuno cerca di zittire quel segnale con frasi tipo “dai, vedrai che ti piacerà”, magari lo fa con buone intenzioni, ma nel modo sbagliato. La vera prontezza è equilibrio. Se non siete allineati, la prima visita può lasciare emozioni difficili da ricomporre.
7) Non avete concordato un “piano di uscita” chiaro
Un semplice accordo può cambiare tutto: una parola, un gesto, un segnale che significa “stop, usciamo”.
Sapere che potete andarvene in qualsiasi momento, senza spiegazioni e senza discussioni, dà un’enorme calma.
Se non avete parlato di come fermare la serata quando uno dei due prova disagio, forse non siete ancora davvero pronti. E qui, la prontezza è tutto.
8) Solo l’idea del club vi fa sentire chiusi, contratti, tesi
Quel nodo allo stomaco non è sempre “paura”. A volte è intuizione. Un “non ora” silenzioso.
Se il corpo reagisce con tensione già a casa, nel club potrebbe reagire ancora più forte.
La prima volta dovrebbe avere dentro più eccitazione che oppressione. Se l’emozione dominante è pesante, forse è il momento di riposare e ascoltarsi, non di spingere oltre.
9) Vi è difficile parlare di sesso, emozioni e desideri
In un club la comunicazione è tutto. Se nella vita di tutti i giorni fate fatica a dire cosa vi piace, cosa non vi piace, cosa vi mette a disagio… è improbabile che diventi improvvisamente facile in mezzo a persone sconosciute.
Il primo passo verso un club non è la porta d’ingresso: è la conversazione tra voi. Quando parlare diventa naturale, vi accorgerete che cambia anche la percezione di “essere pronti”.
10) Non avete previsto una conversazione calma dopo il rientro
Quello che succede dopo è importante quanto la serata stessa.
A casa arrivano i pensieri, le sensazioni, le domande, a volte anche piccoli “scossoni emotivi”.
Se non avete spazio e tempo per parlarne con serenità, la prima esperienza può restare come una ferita aperta, invece che un ricordo condiviso.
Serve un momento protetto: silenzio, vicinanza e disponibilità a essere sinceri.
In conclusione: non è un “no”, è un “non ancora”
Se ti riconosci in uno o più punti, non significa che lo swing non faccia per voi. Significa solo che avete bisogno di un po’ più di tempo per sentirvi in pace.
Le migliori prime volte arrivano quando nessuno corre. Quando la decisione matura. Quando entrambi sentite che state scegliendo qualcosa di nuovo, sì… ma insieme, e con il vostro ritmo.
Non ci sono scadenze. Non ci sono obblighi. C’è solo la vostra prontezza. E quando sarà davvero arrivata, lo saprete senza dubbi.
Alla fine degli anni 90 e all’inizio del nuovo millennio i Club Privè hanno avuto un vero boom quando gli italiani sembravano finalmente aver scoperto che, anche in un paese culturalmente retrogrado come il nostro, si potesse essere sessualmente felici e liberi.
Se i primi club erano il punto di ritrovo preferito di persone abbienti e di buona cultura, con il tempo la platea si è enormemente allargata a chiunque sentisse la voglia di trasgredire e vivere nuove emozioni, indipendentemente dal proprio ceto sociale e con l’inizio degli anni 2000 la proposta commerciale si è notevolente differenziata.
Un pò perchè, essendosi espansa la platea di pubblico, iniziavano ad esserci necessità diverse (un locale solo per coppie non può andare bene a una coppia cuck ad esempio), ma anche perchè sono scesi in campo imprenditori attirati solo dal profitto, con poca o nessuna conoscenza di questo mondo, rendendoli semplicemente dei luoghi dove si fa sesso senza che ci fosse più quello spirito aggregante dell’epoca d’oro.
Gli scambisti, quelli veri, si sono sempre riconosciuti come coppie con una marcia in più, capaci di vivere la loro sessualità in una forma libera e gratificante, confrontandosi con ambienti e persone che conoscano bene le regole del gioco.
Ma la qualità dei singoli… quelli che ci sappiano fare.. ha iniziato a scendere. Sempre più persone che confondono un locale per scambisti con un bordello hanno iniziato ad invadere le scene.
La Pandemia e la crisi del mercato
Il LockDown ha fatto male a tutti i settori, ma quello dei club è stato sicuramente il più devastato e che ha subito i maggiori danni economici.
Con un bar, un ristorante, un negozio si ha sempre avuto la certezza che, con i dovuti accorgimenti, si sarebbe potuto riaprire e che le persone comunque fuori casa per mangiare, fare acquisti, prendersi un apertivo, sarebbero tornate.
E infatti queste attività sono state fatte riaprire piano piano…
In un luogo dove la distanza non è contemplata, il terrore del contagio, ha di fatto reso impossibile aprire per praticamente due anni e anche dopo l’apertura, il flusso di persone che si recavano in un club è calato di quasi 3/4.
Gli affitti si pagano, la struttura va manutenuta, nessun aiuto statale in quanto quando si parla di sesso, si fa sempre finta che questi posti non esistano.
Alla riapertura moltissimi di questi club hanno cercato immediatamente di monetizzare senza pianificare un piano di rilancio della struttura o del marchio e questo è stato per loro devastante.
Poichè il guadagno si fa sui titoli di ingresso per singoli, i locali hanno iniziato ad invitare e ospitare coppie pagate e singole (in alcuni casi è eccessivo chiamarle prostitute, ma in molti casi non sarebbe sbagliato) contrattualizzate come addette alla sala.
In un primo momento questa scelta ha portato sicuramente a un maggiore afflusso di cassa, ma quando i singoli (che sono maschi e in quanto tali sono meno predisposti a stare con le stesse persone e negli stessi luoghi) iniziano a migrare altrove, si trovano in una situazione in cui le coppie oramai non vanno più (con coppie e singole pagate che facilitano il lavoro ai singoli, si toglie loro un territorio di caccia), il locale si svuota e diventa complicatissimo se non impossibile rilanciare il locale.
In tutto questo ci aggiungiamo anche che i manager dei club ancora non comprendono appieno che il mercato è cambiato e che il passaparola non funziona più.
Rilanciare un Club prima che sia troppo tardi
Siti web fatiscenti, con poche informazioni e non adatti ai dispositivi mobili, poca presenza sui social o ci si limita soltanto a pubblicare una locandina come se fosse arrivato in città il circo come negli anni 80.
Noi stessi abbiamo messo a disposizione per tutti i club servizi a prezzi vantaggiosissimi e funzioni gratuite, come la pubblicazione del locale su mappa e la gestione degli eventi, ma notiamo che solo pochi (e sono quelli che funzionano) si prendono il giusto tempo per farsi notare e programmare la loro crescita su internet.
Per lanciare un club bisogna capire in che settore dello scambismo orientarsi (i gusti sono diversi) e lavorare proponendosi come prodotto e non solo come un luogo dove recarsi.
Per farsi notare su internet non basta aprire un sito web. Ci vuole una pianificazione di almeno 6 mesi perchè bisogna (a meno che non si paghino cifre importanti se non importantissime a google) far crescere la ricerca delle proprie pagine e termini chiave.
I vostri clienti sono cambiati e rispetto a 10 anni fa tutte le loro informazioni le prendono da internet. Un luogo dove le cose si fanno velocemente e dove l’aspettativa deve sempre corrispondere all’offerta.
Cosa fare per tenere vivo e visibile il vostro Club
La prima cosa da non dire è un “Ma io non ho tempo per i social e per internet”. Se ne siete veramente convinti che non serva, rassegnatevi a fare la stessa fine dei dinosauri.
Potete assumere un webmaster, qualcuno che si occupi della vostra presenza su internet, potete farlo voi, ma DOVETE farlo.
Cambiate l’approccio da Club a Prodotto. Siete un qualcosa per cui le persone vanno invogliate a comprare
Curate il sito web e in particolare l’home page. La prima impressione è quella più importante. Un sito web non professionale = Locale non professionale
Non organizzate solo eventi per persone che già conoscono l’ambiente. Ci sono molte coppie che aspettano la serata giusta per provare timidamente a fare questo primo passo
Aumentate la presenza sui Social (evitate quelli come Facebook. Età media 60 anni, in astinenza sessuale dal giorno del matrimonio e che non sono disposti a pagare l’ingresso).
Utilizzate siti specializzati come il nostro per essere in elenco dei club e di pubblicare gli eventi
Siate sempre cortesi nelle risposte anche con chi, capita fin troppo frequentemente, sta solo facendo perdere tempo
Fidelizzate i vostri clienti in modo che tornino. Normalmente si chiama post-vendita, qui si parla di mantenere un contatto e convincerli a tornare a trovarvi
Bisogna solo organizzarsi e capire che se il mondo è cambiato non è necessariamente in peggio. Vanno solo colte le nuove opportunità.
Non esitate a contattarci per consigli, suggerimenti o se volete pubblicare il vostro club con noi.
Quante volte vi sarà venuta l’idea di provare a fare un salto in un club di scambisti e poi non ci siete andati perchè qualcosa vi metteva paura o non vi convinceva?
Con l’articolo di oggi cercheremo di darvi tutte le informazioni, anche in base al vostro status (Coppia, Singola o Singolo) su quello che realmente succede nei club e cosa potete aspettarvi di trovare.
Un luogo di perdizione (Pericoloso?)
Iniziamo a definire cosa sia un Club Privè dicendo che no, non è una casa di appuntamenti e… NO… non è che chi entra deve immediatamente lanciare i propri genitali in mezzo alla folla e lanciarsi in orge sfrenate senza aver nemmeno avuto il tempo di ambientarsi.
Un Club (si parla genericamente) è un luogo che viene messo a disposizione dei Soci per poter avere un luogo riservato, lontanissimo da occhi indiscreti e senza rischi, per poter giocare a trasgredire.
Trasgredire non vuol dire forzatamente fare sesso di gruppo e subito. Trasgredire è anche semplicemente flitare, provocarsi con un’altra coppia e se scatta la scintilla si può decidere di approfondire, da soli o insieme ad altri, ma è anche vero che spesso una coppia va li, sta in disparte, bevicchia guarda e poi va via senza che succeda nulla.
Questo perchè quell’aurea peccaminosa che si vive in questo ambiente, aiuta le fantasie e la sessualità della coppia a prescindere che si sia consumato o meno.
Un ambiente intimo e trasgressivo
Non tutti i Club sono uguali.
Questa sezione avremmo dovuta metterla alla fine, ma abbiamo deciso di farvela leggere subito perchè nelle vostre scelte deve essere un elemento importante da tenere in considerazione.
Ci sono Club che non fanno tanta selezione all’ingresso (tanti.. molti dicono di farla ma poi se c’è da incassare fanno entrare chiunque), altri che invece cercano di equilibrare il rapporto coppie/singoli (puo’ variare da 1:1 a 3:1) e anche club che hanno serate libere per tutti e serate specificatamente riservate solo a coppie e singole (no singoli insomma).
Quando e se, leggendo il resto dell’articolo, valuterete la possibilità di andarci, evitate quella tipologia di club che non rientra nei vostri interessi. Se siete timidi e alle prime armi vi consigliamo un locale mediamente piccolo. Se invece siete già decisi a fare fuoco e fiamme ritenetevi piu’ liberi nelle scelte.
Cosa succede entrando in un Club la prima volta.
I club sono associazioni cultirali e quindi per accedere dovrete essere registrati come soci del club. Se è la prima volta che andate in quel posto, vi conviene dirglielo, solitamente (dipende dalla cortesia dei gestori) vi viene spiegato l’ambiente, i servizi offerti. Si entra (spesso con ovvio ed evidente imbarazzo se è la prima volta) e ci si sentirà addosso parecchi oggi.
Questa cosa è normale perchè è un luogo dove, giocando ovviamente, si è tutti prede e predatori. E’ normale studiarsi e osservarsi.
La coppia (o singola) in un club privè
Parlando sempre di voi, che siete una coppia alle prime armi, la paura più grande è quella di entrare ed essere assaltati da singoli, coppie che vi si siedono di fianco e rompono le scatole. Questo è assolutamente falso (nei locali ben gestiti.. sia chiaro).
In tutti i club se una coppia sta per i fatti suoi niente e nessuno, senza il loro permesso, può entrare in quella che si chiama “private zone” e cioè l’area della coppia (leggete il paragrafo successivo su come si comportano i singoli in un Club).
E’ probabile che riceverete un cenno di saluto, magari vi si offrirà cortesemente da bere. In questi ambienti un No Grazie non è mai un’offesa. E’ la cosa che solitamente più difficile da imparare.
Nel mondo dei Club chi si offende per un No Grazie non è adatto a quei posti. Quindi non vi sentite mai di offendere nessuno con un rifiuto.
Ogni coppia, ogni persona che entra in un club ha voglia di giocare in un modo personale. Tutti i presenti lo sanno quindi un No non vuol dire “mi fate schifo”, ma semplicemente un “per quello che abbiamo voglia di realizzare stasera (che può essere anche nulla) non ci rientrate”.
Se vi sentite a disagio o isolati la soluzione migliore è stazionare in zona bar o scambiare due chiacchiere con i gestori del locale. Magari vi da una mano a rompere il ghiaccio con altre persone se vi va di farlo.
I singoli in un club privè
Il maschio per una coppia o una singola è un oggetto che, a secondo di una loro scelta, può essere usato a piacimento. il “coglione” (usiamo il termine appropriato) che pensa che vada in un locale, scelga chi scoparsi e decida di farlo come lui creda, è semplicemente un povero idiota che di questo mondo non ne sa nulla.
Il singolo che entra in un club deve sapersi far notare, proporsi e accettare di indietreggiare, senza mai insistere, qualora la coppia o la singola con cui ha interagito non gradisca. Un no è un no. Non è che chiedendo la seconda volta la situazione possa cambiare come se l’avessi incontrata in un centro commerciale. Qui la timidezza non esiste.
Qualora si venga invitati ad avvicinarsi a una coppia ricordatevi che, per quanto vi interessi la lei, è appunto una coppia. Quando vi rivolgete a loro si parla al plurale, in particolare all’inizio si consiglia di interagire principalmente con il lui che, in quanto marito, spesso ha il ruolo anche di filtrare eventuale persone che risulterebbero sgradevoli prima ancora che lei decida che le possa andare bene.
Le mani addosso bisogna saperle mettere e capire quando sia il momento. Ci sono segnali che vi inviteranno a farlo. Troppo presto e vi siete giocati le possibilità di proseguire. Sappiate essere attenti a cio che vi si dice senza usare le parole.
Un singolo che si approccia direttamente, senza che abbia ottenuto il permesso da una coppia, se gli va bene viene invitato a uscire dal locale. Se gli va male (cosa che spesso mi auguro) dal locale ci esce comunque ma toccando terra una decina di metri più in là 😉
I nostri consigli
La prima cosa da dire, che può sembrare ovvia ma spesso non lo è, sta nello stabilire all’interno della coppia il giusto equilibrio decisionale. Se uno dei due non è convinto e non va di andarci, non ci andate.
E’ come portare vostro figlio in un posto dove non vuole assolutamente andarci. Potete insistere quanto volete sul fatto che poi si diverta, mentre invece, per partito preso, lo vedrete col muso tutto il tempo a guardarvi con occhi di odio e sofferenza. Evitate
L’unica cosa che è normale che voi abbiate è la paura dell’imbarazzo, motivo per cui pianificatevi sempre almeno un paio di tentativi prima di decidere se sia una cosa per voi o no.
Questo perchè se la tensione prende il sopravvento non riuscirete ad entrare in sintonia con l’ambiente. Con una seconda volta sarete sicuramente più a vostro agio.
Cercate di socializzare e scambiare due parole. Sappiate che l’altra coppia con cui parlerete ha avuto anch’essa la sua prima volta in un club. Chi meglio di loro possono capire il vostro stato mentale ed imbarazzo ed aiutarvi a comprendere meglio come non bisogna temere nulla?
Il Lato Oscuro del Sesso & Bad Romance Swingers Club di Roma
Per chi ancora non lo sapesse abbiamo creato una collaborazione strettissima (una vera e autentica amicizia con i gestori) con il Bad Romance Swingers Club di Roma e, tra le tante cose che abbiamo organizzato, ci siamo strutturati anche per accogliere “la vostra prima volta” e darvi un giusto occhio di riguardo e maggiore attenzione per aiutarvi ad ambientarvi (Leggi qui dal sito Bad Romance).
Il locale è ciò che sia di più perfetto per chi cerca un luogo non dispersivo, intimo e non volgare, in cui cercare di capire se questo mondo faccia per voi, senza nessuna pressione.
Vi ricordiamo inoltre che gli iscritti certificati di I.L.O. (qui la procedura) possono accedere gratuitamente al locale e usufruire di tutti i servizi, tra cui un Open Bar che aiuta tantissimo a rompere il ghiaccio. Per ottenere l’ingresso gratuito contattateci che vi invieremo il buono.
Potete trovare tutte le info sul Club ai seguenti link:
Si tratta di una pratica usata da cyber criminali per estorcere denaro alle vittime, che sono soprattutto uomini (ma la truffa può colpire anche le donne).
La tecnica è abbastanza semplice (ma evidentemente efficace): la vittima viene contattata via Facebook (o su altri social media) da una persona che crea un profilo falso con foto di donne o uomini avvenenti: sono esche sessuali.
Dopo che tra l’adescatore e la vittima è nato un rapporto confidenziale, la conversazione si sposta su Skype (o su una qualsiasi altra applicazione di chat e messaggistica istantanea).
La donna si spoglia e chiede al suo interlocutore di fare lo stesso, ovviamente davanti alla webcam, con lo scopo di ottenere una nutrita collezione di foto e video osé.
A questo punto − raggiunto lo scopo − la scena cambia: la donna sparisce e al suo posto compare una richiesta di riscatto.
Sembra incredibile, ma molti ci cascano.
E la richiesta di riscatto (via money transfer e sempre più spesso anche in Bitcoin) viene resa più forte con la minaccia di pubblicare le immagini compromettenti sul social network. E si tratta di una minaccia reale, perché la vittima ha concesso l’amicizia all’adescatore, quindi questo ora conosce la lista di tutti i suoi contatti.
Le vittime vengono scelte in base alla loro situazione familiare e alla carica che ricoprono (per esempio un uomo sposato con figli o un professionista sono tra le vittime preferite). Questo persone offrono teoricamente ai criminal hacker una maggiore “garanzia” per il pagamento del riscatto senza denunciare l’accaduto per nascondere le foto e i video.
La sextortion è in Italia un reato in crescita esponenziale, le cui vittime sono prevalentemente persone di sesso maschile (nel 2017 gli uomini sono stati il 92%) di ogni età ed estrazione sociale.
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A partire dal 2013 si è registrata una media di circa tre casi al giorno, con un aumento delle denunce di oltre il 500% nei tre anni successivi. La Polizia Postale e delle Comunicazioni ha dedicato a questo fenomeno un pool investigativo ad hoc sin dal 2015.
Le denunce sono aumentate dalle 225 del 2013 a 1.190 nel 2014 e poi 1.288 del 2015, per arrivare a 1.324 del 2016.
La provincia di Bologna nel 2016 è stata quella nella quale è stato presentato il maggior numero di denunce (146); seguita da Milano (140) e Roma (136).
Nel 2017 si è registrata una prima flessione, con 1.041 casi.
Sono numeri preoccupanti, soprattutto se pensiamo che potrebbero essere moltiplicati di 10 volte se è vero, come ritiene la Polizia, che solo il 10% delle vittime presenta denuncia, per timore di uno scandalo o per vergogna.
Come evitare la truffa
Questi profili fasulli hanno alcune caratteristiche che dovrebbero destare subito qualche sospetto: in genere sono praticamente “vuoti”, scorrendoli non si trova una storia, né post precedenti. C’è la foto di una bella ragazza, che si presenta come “Single” e poco più.
Molto spesso sono profili gestiti non da persone, ma da “bot” (chatbot) in grado di intavolare una banale discussione in chat, ma che falliscono nel rispondere a domande complesse e in genere si esprimono per frasi fatte: “ok”, “mi chiamo Chantal”, “vivo a Nantes”, “faccio la fioraia”, “ho voglia di sesso” eccetera.
Il fatto che nel profilo sia indicata una laurea conseguita all’università di Bordeaux, per poi andare a fare la fioraia a Marsiglia potrebbe insospettire, ma quando addirittura dopo poche battute in chat ti chiedono di fare sesso virtuale, lo scopo dovrebbe diventare evidente a chiunque.
Ci sono poi altri elementari accorgimenti per non rimanere vittima della truffa del sextortion:
evitare di dare “amicizia” a persone che non si conoscono. Il fatto che qualche nostro contatto compaia nella lista delle “amicizie in comune” non significa nulla: potrebbe esserci cascato anche lui. E noi potremmo, accettando l’amicizia, indurre in errore qualche altro nostro amico;
verificare (attraverso Google, sezione Immagini) la foto (probabilmente rubata) dell’avvenente signorina che ci ha contattato: Google ci proporrà una serie di volti e di link associati alla sua foto, da cui probabilmente vedremo che quella foto appartiene a tutt’altra persona;
come ci ripetevano sempre le nostre mamme: “non accettare le caramelle dagli sconosciuti”. Nel caso della truffa del sextortion: diffidiamo sempre dai contatti sconosciuti.
Le truffe via email
molto più diffuso e aggressivo è apparso nel 2018 ed ancora oggi continua a manifestarsi ad ondate successive, in varianti diverse ma sostanzialmente simili.
La prima ondata si è registrata a luglio 2018 ed ha avuto tale diffusione da meritarsi un articolo (con lancio addirittura in prima pagina) sul Corriere della Sera del 25 luglio 2018.
Il porno ricatto veniva fatto con una e-mail che diceva sostanzialmente: “Ho violato il tuo computer, ti ho ripreso mentre andavi sui siti porno ed ora voglio soldi per non pubblicare il filmato”.
Quello che – in questa prima ondata – creava preoccupazione in chi la riceveva era soprattutto l’oggetto dell’e-mail, che era sempre del tipo: “username – password”. Dove sia lo username che la password erano autentici, cioè corrispondenti a quelli realmente utilizzati dal destinatario.
A questo punto si scarta l’idea di cancellare il messaggio e, con un po’ di ansia, si è indotti a leggerlo per capire meglio di cosa si tratta.
L’e-mail è indirizzata sempre ad una persona di sesso maschile, a cui viene comunicato di essere stato spiato mentre visitava un sito porno “xxx streaming (adult porn) web-site” (ma non si specifica quale sia il sito).
Chi ha scritto il testo dell’e-mail sostiene di aver inserito (nel sito porno) un software in grado di vedere quello che la vittima ha fatto (“you know what I mean”). Si aggiungono poi altre affermazioni, più o meno minacciose, per spiegare che tutto è stato tracciato e filmato.
Come ulteriore intimidazione, lo scrivente aggiunge che si è impossessato della lista dei contatti Messenger, Facebook ed e-mail.
A questo punto arriva perentoria la richiesta di denaro (che va da 1.000 fino a 7.000 dollari), da versare sul conto Bitcoin indicato. E si precisa che “l’offerta non è negoziabile”. La minaccia è chiara: se non sarà eseguito il pagamento, il video (?) sarà inviato a tutti i nostri contatti, inclusi amici, familiari e colleghi di lavoro. Viceversa, in caso di pagamento, il video sarà cancellato (bontà loro).
Non stupisce che di fronte ad una siffatta e-mail, la persona sia spaventata e dubbiosa sul da farsi, soprattutto per la dichiarata conoscenza della password da parte del malfattore.
Come difendersi
Ovviamente si tratta solo un tentativo di estorsione, anche abbastanza grossolano, per spillare soldi agli utenti sfruttando un possibile effetto “panico”.
Non hanno nessun vostro filmato, né hanno violato la vostra casella di posta.
Quindi cancellare l’e-mail ed ignorare qualsiasi altro messaggio del genere. Hanno solo provato a fregarci, come avranno provato, “a strascico”, con chissà quanti altri.
Evitare naturalmente di interagire, rispondendo al malandrino: servirebbe solo a confermare l’esistenza del nostro indirizzo e-mail.
Non dobbiamo quindi preoccuparci, ma a condizione di tener sempre alta l’attenzione ed essere consapevoli che questi attacchi cercano di fare leva sulle debolezze umane (il social engineering).
Alcuni studi recenti hanno mostrato che più a lungo si resta sessualmente attivi, più a lungo si preservano la memoria e alcune funzioni esecutive superiori, come la capacità di prendere decisioni.
Secondo una ricerca pubblicata sul Journal of Gerontology, negli over 50 che non rinunciano a mettere in secondo piano (o rinunciarci) il sesso si osserva infatti una maggiore crescita dei neuroni dell’ippocampo, la regione del cervello associata alla memoria.
I cardiologi, inoltre, considerano il sesso un ottimo esercizio per rafforzare il cuore e allontanare i rischi cardiovascolari.
Dal punto di vista fisico, infatti, l’atto sessuale equivale in media a 15 minuti di cyclette. «L’attività sessuale è consigliata a chiunque non soffra di gravi cardiopatie: se una persona può fare due rampe di scale, allora può fare anche sesso; anzi, dovrebbe farlo più spesso perché è terapeutico», conferma Emmanuele Jannini.
Non solo: il sesso e le coccole che gli fanno da cornice aiutano anche a ridurre la pressione arteriosa.
Mentre avere rapporti sessuali frequenti (l’ideale sarebbe una o due volte a settimana), potenzia il sistema immunitario, stimolando la produzione di immunoglobuline A (IgA),
i preziosi anticorpi che si trovano nelle mucose. Gli studi più recenti, infine, confermano che l’eiaculazione protegge gli uomini dal tumore alla prostata.
«Avere una vita sessuale soddisfacente è importante a tutte le età», afferma Emmanuele Jannini, andrologo e professore ordinario di Endocrinologia e sessuologia medica all’Università “Tor Vergata” di Roma: «ma sono le persone più in là con gli anni a ricevere i benefici maggiori, perché l’attività sessuale può supplire alla minore efficienza dell’organismo nel mantenerci in salute».
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