Belle, benestanti, sole… Una Escort….

Belle, benestanti, sole… Una Escort….

Disprezzate, odiate, evitate da ogni cultura e società “civile” e “religiosa” dalla notte dei tempi, eppure sempre presenti sin dalla comparsa dei primi accampamenti primordiali.

Agli occhi del senso comune sono etichettate come un male. Persone senza cuore che sfruttano le debolezze umane o che sono costrette a prostituirsi perchè obbligate o, l’ancor piu’ ingiuriosa, “puttane” perchè prive di una qualsiasi voglia di lavorare per mantenersi scegliendo la via piu’ facile.

Non parliamo oggi di quelle donne che vengono prese dai paesi poveri con l’inganno di una vita migliore e poi brutalizzate per prostituirsi per strada. Quello per cui vi hanno raccontato essere la totalità dei casi riguarda si e no 1/4 del totale. Il restante a prostituirsi ci va con cognizione di causa convinta dalla necessità di una situazione familiare/economica non facile.

Come si puo’ disprezzare cio’ che in ogni civiltà ha rappresentato da sempre un pilastro della società stessa? Già gli antichi romani nelle fila dei loro eserciti portavano delle prostitute. E vi siete mai chiesti come facesse una guarnigione romana a fondare una città ? tutti uomini? Le prostitute sono da sempre state la primaria fonte di scambio. Puttane, cortigiane, damigelle, accompagnatrici, segretarie speciali o… escort… è sempre , da sempre, stata la stessa cosa.

Ed ancora.. perchè disprezzare chi vende il suo corpo per necessità ed invece limitarsi a sorridere quando si parla di una Elisabetta Gregoraci che ha avuto piu’ partner di una prostituta professionale solo per arrivare al riccone di turno e poi parlare in pubblico di amore?

E’ l’ipocrisia il male piu’ grande del mondo. Quello che non considera che le donne, già segregate di suo in una società maschilista, spesso non hanno altre scelte. Perchè hai scelto di prostiturti? non potevi trovare un lavoro? Ecco un’estratto di un’invervista di chi ha avuto il coraggio di dire in pubblico quello che il pubblico non vuole e non vorrà sentirsi dire.

“Innanzitutto, specifico che non ho rilasciato l’intervista per vanità  o per pubblicità (altrimenti avrei dichiarato il mio nome da escort per  consentire agli interessati di trovarmi), ma perché ci tenevo a  raccontare il mio personale punto di vista sul mondo delle  “accompagnatrici”. A mio giudizio, è un universo fatto di poche (finte)  luci e molte (vere) ombre, di tante lacrime amare ben nascoste sotto la  maschera dei sorrisi che sfoderiamo e degli abiti sexy che indossiamo.  Di sicuro, esistono signore e signorine che sono ben felici di svolgere  questa professione. Buon per loro, ma io sono diversa! L’etichetta di  “principessa sul pisello” senza sale in zucca e zero voglia di lavorare  non mi appartiene, per questo rimango ferita da chi spara sentenze dopo  il superficiale ascolto di 6 minuti d’intervista, da cui è impossibile  capire gli avvenimenti sfortunati che mi hanno costretta al mio attuale  percorso.Non oso paragonarmi alle povere donne vittime di tratta (ci mancherebbe altro!), ma nel mio piccolo anche io sono una vittima. Figlia di un paese il cui governo anziché emanare leggi per sviluppare l’occupazione, mortifica l’intelligenza di tanti giovani (e non solo), ostacolandoli nell’espressione delle loro capacità, spesso a vantaggio dei “figli di”, relegando chi non ha “santi in paradiso” a lavoretti precari, con stipendi miseri!

Per 5 anni ho sperimentato sulla mia pelle tutto questo. 800 euro in nero per 10 ore in piedi dentro un negozio, senza condizionatore d’estate e senza riscaldamento d’inverno. Facile immaginare che dovendo pagare un affitto salatissimo per una camera, ben poco mi rimaneva in tasca. Ho addirittura sfiorato l’anoressia perché dopo la seconda settimana del mese, già non avevo più denaro per un pasto decente tutti i giorni e così, ad un certo punto, dopo due battaglie sindacali per ottenere qualche diritto, ho detto basta e mi sono incamminata su questo percorso per sole ragioni di lucro.

Non ho certo la presunzione di ritenermi l’unico essere umano in Terra ad aver subito ingiustizie, né scrivo mossa dalla ricerca di pietà. So bene che non tutte le donne, malgrado impieghi saltuari e mal retribuiti, arrivano a prostituirsi per incrementare i propri scarsi stipendi, ma è sempre perché hanno un’alternativa, un aiuto da parte di amici, di parenti. Io non avevo e non ho nulla oltre me stessa. Ciò nonostante, prima di maturare questa decisione estrema ho cercato per circa 3 mesi qualunque tipo di occupazione. Ho consegnato i miei curricula ovunque, anche “porta a porta”, ma ho ricevuto solo tanti “le faremo sapere”! Sono arrivata al punto che non potevo più aspettare, perché stavo per essere sfrattata. Quando non hai genitori alle spalle che possono sostenerti in difficoltà simili, cosa ti resta? Io provengo da una famiglia povera, che già a 16 anni ero io ad aiutare con qualche lavoretto. Quindi, la mia non è stata per nulla una “scelta” facile!

Ero stanca di avere fame, di non aver soldi nemmeno per curare una cistite e soprattutto, ero stanca delle avances del capo (schiavista) di turno. Ritengo molto “meglio” (di certo non bello, divertente o giusto) donarsi ad un uomo per denaro, che concedersi al boss per mantenere il posto di lavoro! Ci sono alcune donne che accettano tali compromessi solo perché così mantengono l’apparenza da “signora per bene”, la professionista da lodare e rispettare, ma lo schifo della sua “scelta” è identico allo schifo della mia “scelta”, con la differenza che da escort la mia umiliazione è molto ben pagata.

Quello che faccio però, non identifica quello che sono. I miei incontri (non tutti ma la maggior parte) sono “stupri” a cui il mio corpo acconsente, ma che il mio spirito subisce. Nessuno mi regala i soldi, li devo guadagnare interpretando i loro desideri che solo a volte corrispondono ai miei, ma non sono certo Julia Roberts in “Pretty Woman” e loro non sono Richard Gere! La mia vita non è un film romantico e quasi ogni uomo “mi ruba” qualcosa. Piccoli, grandi “tasselli” di me che forse non riuscirò mai più a ritrovare. E’ il rovescio della medaglia ! E’ il caro prezzo che pago per ottenere gli agognati soldi.

Resisto solo grazie all’amicizia con alcuni clienti (meritevoli di affetto molto più di tanti fidanzati del passato) e grazie alla consapevolezza che non sarò “una bambola in vendita” per il resto della vita! L’obiettivo è di guadagnare una cifra consistente non per vivere di rendita, ma per non essere costretta ad accettare di nuovo qualsiasi impiego perché ho bisogno di mangiare. La disperazione spinge ad accettare situazioni di sfruttamento inammessibili, a piegare la testa di fronte ad ingiustizie palesi. In futuro, voglio essere libera di scegliere un lavoro perché mi piace, non perché ho estrema necessità di guadagnare.

Purtroppo, la mia adorata Italia è una Nazione colma di ipocriti ed è “normale” che io venga attaccata per la mia “scelta” dagli stessi individui che poi telefonano per incontrarmi, dagli stessi personaggi che predicano la moralità, i valori, che frequentano la chiesa e poi, nel buio della mia camera, per 20 secondi di piacere, rinnegano tutto quello in cui affermano di credere alla luce del giorno! Questi “signori” che in televisione, sui quotidiani, via internet esortano al sacrificio, allo studio, all’impegno, sono gli stessi che creano quelle disgraziate condizioni che possono costringere una persona ad accettare di “sporcarsi” per sopravvivere.

Parafrasando la grande Anna Magnani in un noto film: “Sono stufa dell’onestà! Qua si sta morendo di onestà!”. Negli sguardi di alcun e nei commenti che ascolto o leggo in giro sui giornali e sul web, emerge un disprezzo spaventoso verso chi esercita il mestiere più antico del mondo. Come se dicessero: “Fai la prostituta. Che stima posso avere di te?”. La donna che sposa il ricco di turno per farsi mantenere a vita, quella invece come si chiama? Trionfo della falsità!

Io ho tantissimi difetti, ma non accetterei mai di sposare un uomo che non amo solo perché ricco. Il mio cuore non è in vendita. Questo, è uno dei miei valori assoluti! A quanti sostengono che una escort dovrebbe pagare le tasse, rispondo: dovrei versare parte dei miei soldi ad uno Stato che non riconosce la mia attuale professione? C’è un enorme buco legislativo in merito all’argomento. Lo Stato non ha alcun diritto di pretendere denaro da una prostituta, visto che non la considera una lavoratrice. Questa “caccia alle streghe” è insensata. L’evasione fiscale è quella di medici, professori, negozianti (lavoratori riconosciuti dalla legge italiana) che non emettono scontrini e fatture. Il prezzo del meretricio è un indennizzo per la “violenza” subita dal nostro corpo, dalla nostra mente e dalla nostra anima e gli indennizzi non sono tassabili!”

Intervista con Coppiagio. Io Cuckold di una coppia che si ama da impazzire

Intervista con Coppiagio. Io Cuckold di una coppia che si ama da impazzire

Giorgio & Alessandra sono una coppia sposata che è iscritta al nostro sito “Il Lato Oscuro del Sesso” da parecchio tempo e sono la classica coppia che conosce le regole del gioco e che ama mostrarsi e raccontarsi senza mai avere paura.

Proprio per questo abbiamo deciso di intervistarli e farci raccontare come hanno iniziato, cosa amano di questo mondo e perchè è bello fare ciò che si fa quando c’è intesa e feeling.

Ecco a voi, in esclusiva, l’intervista a COPPIAGIO’

Quando hai confessato i tuoi desideri alla tua donna e come ha reagito?

– Nel lontano 1995 ho confessato a mia moglie, con la quale ci siamo fidanzati a 15 anni e che lei a breve avrebbe compiuto 35 anni, che l’unico uomo con cui aveva fatto sesso ero io, suo marito, e che forse era giunta l’ora che provasse un’altro pene e che mi sarebbe piaciuto condividere con lei questo momento. Come previsto mi ha risposto che ero pazzo e che non la amavo, se è questo che desidero con lei.

Quando è successo la prima volta con un altro uomo e come l’avete organizzata?

– Nel 2000 dopo dopo essere riuscito,per gradi, a farle fare diverse cosette trasgressive in vacanza a Stromboli su mia continua insistenza, come sfida, è uscita all’angolo della strada e si è messa provocante dicendo “se qualcuno mi abborda ti raggiungo in casa”. Così è stato! Un signore l’ha abbordata e si è presentata in casa con lui, sperando che il gioco finisse lì, invece io non l’ho fermata e lei ha cominciato a spogliarsi e poi si è fatta scopare davanti a me. Come l’ha presa? cosa mi ha detto dopo? Mi ha detto: “Mi hai dato in pasto ai porci, adesso mi faccio scopare da tutta l’isola!!” ed è uscita da casa nuda dicendo: “è cosi che mi vuoi adesso sono una donna libera”.

Come si è passati da una reazione di “ripicca” da parte della moglie a qualcosa che invece ora le piace molto?

– Premesso che, prima della sua prima scopata con un altro uomo, gli anni precedenti al mare è capitato più volte che mentre lei mezza nuda o nuda prendeva il sole e io la masturbavo col vibro, diversi guardoni la spiavano e si masturbavano per lei. Poi successivamente alla vacanza di Stromboli, considerato che in precedenza l’avevo data in pasto ad un estraneo, bene, ogni guardone che stava per masturbarsi per lei lo raggiungeva e bello o brutto si metteva a disposizione dicendo: “mio marito vuole che io sia tutta per voi”, naturalmente sempre sesso protetto. Più la trattavano con volgarità, più il suo piacere aumentava.

Come scegliete i partner? Li scegli tu o lei? E quali caratteristiche fisiche devono avere?

– I partner li sceglie sempre lei, sempre in vacanza o lontani da casa, se vede un uomo che se la tromba con gli occhi allora lei gioca di anticipo e si propone. Naturalmente sceglie sempre non bei ragazzi o uomini di classe che  devono essere “allupati”.

Vi siete mai trovati in situazioni imbarazzanti o che vi siano sfuggite di mano?

– Abbiamo trovato sempre persone con tanta voglia di fottersi mia moglie senza mai avere problemi.

Quando guardi tua moglie fare sesso con altri, osservi in silenzio oppure chiedi al bull di fare ciò che tu gli dici?

– Quando mia moglie si fa usare si mette a completa disposizione del bull di turno e io mi godo lo spettacolo in un angolo in silenzio, come se fossi al cinema.

Avete mai partecipato o organizzato ad una gang bang? Se si, ci raccontate come è andata?

– Non abbiamo mai partecipato a gang bang e non abbiamo alcuna intenzione di organizzarne una.

Qual’è la cosa più porca che tua moglie ha fatto con un uomo con te presente?

– Mia moglie quando scopa si fa fare di tutto per cercare di farmi diventare geloso sperando che io la fermi.

Esiste un desiderio, anche se perverso e irrealizzabile che tu vorresti far vivere a tua moglie o che lei desidera segretamente?

– Desideri particolari non ne ho perchè lei mi stupisce sempre, sperando che io la fermi, il mio segreto da marito è guardare e non partecipare mai, poi faccio sesso con lei quando va via il bull.

“UnderBoobs”. La nuova moda sexy per i selfie

“UnderBoobs”. La nuova moda sexy per i selfie

Per la felicità di tutti gli uomini, e perchè no di alcune donne, l’hashtag più hot del momento sui social network è #underboob, letteralmente “sotto le tette”, ed è la nuova frontiera dei sexy selfie.

Già il selfie era una mania: c’è chi non mette piede fuori di casa se prima non pubblica online una foto dell’outfit con cui sta uscendo in pubblico. Solo che ora si mostrano le tette!

La nuova moda spopola tra Instagram e Twitter, con migliaia di foto piccanti, selfie prosperosi pubblicati dalle ragazze che si fotografano a seno parzialmente scoperto, ma senza mostrare troppo.

Dagli USA, la tendenza è dilagata in tutto il mondo in un batter d’occhio: migliaia di attraenti ragazze postano le loro immagini, e da sotto le magliette si intravedono le forme molto spesso abbondanti.

Le foto lasciano sempre intravedere la parte bassa del seno, che a volte sporge da una maglietta appena rialzata, altre volte straborda da un reggiseno o da un bikini troppo stretto.

Seni perfetti o quasi, sempre pieni, prepotenti, prorompenti: chi più ne ha, metta il meglio in evidenza, sembra essere l’ultimo grido.

E astenersi misere seconde un po’ cadenti, di reggiseno.
Insomma, sono arrivate le varianti spregiudicate dell’autoscatto: c’è anche il Belfie (in cui protagonista non è la faccia ma il lato-b, o sedere), e poi ancora l’aftersex selfie(l’autoscatto dopo l’orgasmo, belli soddisfatti e rilassati).

Insomma, era inevitabile che prima o poi l’originale selfie si sarebbe tramutato in occasione per esibire atteggiamenti sempre più hot e parti del corpo sempre più intime.

Lo fanno anche i VIP? Certo: Jen Selter, considerato “il lato B più popolare di Instagram” (uno dei social network dedicati esclusivamente alle immagini), grazie alle foto ha fatto ad esempio del suo fondoschiena il suo lavoro. Claudia Romani,  grazie ai social network, in cui posta le proprie immagini semi-hot, riesce ad accaparrarsi migliaia di fan sulla rete.

Controindicazioni? Diciamo che il pericolo più diretto che si corre è una segnalazione del proprio profilo Instagram, al di là delle possibilità di essere beccati dai genitori, fidanzati, mariti e magari capi ufficio, con le conseguenze che potete immaginare (oppure no, chissà…)

Ma ricordiamoci sempre che il web è frequentato anche da persone che potrebbero approfittare o rubare degli scatti postati sui social, per ogni tipo di scopo.

La pericolosa moda del Chem-Sex

La pericolosa moda del Chem-Sex

In un mondo connesso e dove le mode e le notizie girano a una velocità impressionante che solo 10 anni fa non potevamo nemmeno immaginare, anche le cose più truci e stupide prendono piede senza nessun controllo.

Dalle teorie allucinanti in cui per curare un timore basta bere tanto limone o alle teorie complottistiche sulle scie chimiche, tutto corre sul web e spesso le persone che non sono solite verificare l’attendibilità o le conseguenze di una notizia che porta a un azione ci cascano facendo tanti danni sulla propria pelle. Ed è proprio questo che sa succedendo questi giorni con una nuova moda che sta imperversando tra i giovani.

Che cosa è il Chem-Sex ?

E’ una moda nata negli ambienti omosessuali londinesi di età compresa tra i 20 e i 35 anni,dove, grazie ad un mix di droghe, si vivono esperienze estreme di sesso per un’intero weekend. Si tratta di assumere una serie di allucinogeni come il mefedrone, l’acido γ-idrossibutirrico (Ghb), il γ-butirrolattone (Gbl) e la metamfetamina, che danno euforia, resistenza, abbassano il senso di pudore e inibizione ma in particolare danno quel senso di sapere di stare facendo qualcosa senza poi ricordarsi esattamente cosa. Una sensazione strana di immagini, flash, situazioni nella mente che non durano per più di due secondi.

Si sa insomma che si è fatto qualcosa ma non si sa come ci si è arrivati, cosa si sia fatto davvero e ci si chiede come mai di certi segni o fastidi arrivando alle volte di non capire nemmeno perchè ci si trovi in certi posti.

Come abbiamo detto questa moda è nata negli ambienti omosessuali ma si è diffusa in tutta europa anche e, in particolare ora, sopratutto tra gli etero sessuali che spesso, senza rendersene costo, si ritrovano a fare sesso omosessuale senza nemmeno ricordarselo.

I pericoli sono immensi ma non vengono considerati

Oltre ai problemi legati alla droga come i rischi di problemi cardiaci e respirato, oltre ai problemi che nel brevo e medio termine possono portare ai reni e al fegato , considerando anche il mix di droghe, c’è l’aspetto più inquietanto che è quello che poi spinge le persone a provare questa “emozione”.

Il non capire dove si è, ma in particolare con chi si è, porta ad avere rapporti non protetti, con perfetti sconosciuti e con conseguenze inimmaginabili. Non avendo freni inibitori, confusi e con quel senso di onnipotenza che le droghe di danno, ci si può ritrovare in giochi che possono oltrepassare il limite e sfociare nella violenza o nel compiere qualcosa di estremamente sbagliato che potete solo immaginare.

Riusciremo a fermare questa terribile moda?

 

Storia del Bukkake

Storia del Bukkake

Quando si parla di sesso spesso ci troviamo davanti a dei termini di cui non comprendiamo appieno il significato, anche perchè spesso usare termini più rappresentativi può sembrare decisamente volgare.

Un esempio può essere sicuramente quando da ragazzina sentivo dire che con il proprio ragazzo si era fatto del "Petting". Io chissà cosa mi immaginavo e ci rosicavo nel pensare che le altre fossero più avanti di me e chissà quali mirabolanti giochi e posizioni tenessero fino poi a scoprire che si trattava solo di qualche palpatina e mano che superasse il limite dell'elastico degli slip.

Che cosa è il Bukkake ?

Molti uomini lo sapranno bene, istruiti da centinaia di migliaia di film porno visti, mentre per le donne (vedi il discorso del Petting) si limitano a definirla la pratica del farsi venire sul viso.

In realtà si tratta di una pratica di "gruppo" in cui più uomini lo fanno contemporaneamente inondandola, pratica che spesso non è associata ad un rapporto completo con tutti i presenti.

Molte amanti del Bukkake spingono gli uomini a venire senza avere con essi un rapporto che vada al di là della masturbazione (con mano e bocca).

Come è nato il Bukkake

Del Bukkake (termine evidentemente giapponese) se ne parla in alcuni scritti e documenti risalenti al XIII Secolo come pratica già ampiamente diffusa e quindi la sua origine va probabilmente cercata più indietro nel tempo.

Secondo una delle teorie più accreditate, il bukkake era un antico rito di fertilità che veniva compiuto dopo un matrimonio, per garantire una lunga a prosperosa discendenza alla coppia.

La sposina veniva ricoperta di sperma da tutti i convenuti al matrimonio, che in tal modo dichiaravano di accettare la fanciulla come donna adulta e non più come bambina, con tutti i diritti e i doveri che ne conseguivano.

La quantità di sperma indicava simbolicamente la lunga e prosperosa discendenza che i partecipanti al matrimonio auguravano alla coppia.

E' facile notare la stretta parentela tra la tradizione giapponese del bukkake e quelle occidentali del lancio di riso agli sposi: entrambe rappresentano un momento cardine della celebrazione del matrimonio e hanno la funzione di augurare agli sposi gioia e prosperità.

Col passare del tempo e il mutare dei costumi, il bukkake si è trasferito dalla sfera pubblico-sociale a quella privata (a cui avevano accesso solo i parenti stretti e gli amici più cari) e si è trasformato in una cerimonia di grande sfarzo e lusso, in cui la componente estetica aveva un peso notevole.

Le giovani giapponesi dedicavano alla preparazione del proprio bukkake una cura simile a quella che le nostre spose dedicano alla scelta dell'abito nuziale: un bukkake scarso o grossolano sarebbe stato una vergogna enorme per le famiglie della coppia.

Il bukkake ha quindi continuato a seguire questi due filoni che si sono via via separati: da una parte il bukkake "rurale" in cui la componente principale era l'aspetto quantitativo dell'emissione di sperma, dall'altra il bukkake "artistico" in cui invece si prestava la massima attenzione all'armonia dei gesti e delle musiche che accompagnavano il rituale.

Come molte antiche tradizioni giapponesi (le arti marziali, ad esempio) anche il bukkake ha subito l'influsso occidentale: quello che un tempo era un rito carico di significati simbolici è diventato uno sport in cui quello che conta sono gli arbitri e i punteggi; meno affascinante e pregno di significato, ma certamente più "digeribile" per il gusto occidentale e moderno.

In Giappone il bukkake è oggi una realtà molto diffusa: ci sono decine di scuole di alto livello che preparano i propri atleti per le innumerevoli competizioni che si svolgono ogni anno. Il momento culmimante è la finale del campionato, che si svolge in tre manches differenti e che tiene incollati al televisore milioni di giapponesi.

All'estero il bukkake non è molto diffuso, perchè gli uomini hanno difficolta a condividere la propria donna con altri uomini per farle godere questa pioggia appiccicosa e perchè una donna da sola in mezzo a una marea di sconosciuti di certo non se lo potrebbe permettere.

Perchè piace il Bukkake

Alcune donne amano quel senso di sottomissione sessuale ed essere considerate oggetti del piacere. Quel pizzico di umiliazione, se ad un livello controllato e accettato, è sicuramente eccitante. Inoltre per una donna, riuscire a provocare l'orgasmo a più uomini contemporaneamente da un forte senso di appagamento e di realizzazione personale. Fare sesso è bello e si spera duri il più possibile, ma se il vostro lui non riesce a venire ovviamente ci si da la colpa per non essere piaciute abbastanza.

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