Contrariamente a quello che normalmente si è creduto, laddove vige una repressione sessuale culturale maggiore, si tende a trasgredire e a spingersi oltre i confini del pudore.
Molte ragazze, spesso con un’amica, tendono ad iscriversi a social specifici per incontrare maschi “professionisti del sesso” o coppie con cui condividere esperienze
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Il disagio giovanile si concretizza con l’abuso di pornografia on line, con l’utilizzo di droghe, soprattutto marjiuana o con avventure sessuali non protette. Ma i trend sono diversi a seconda che si analizzi il Nord o il Sud Italia. È questo l’esito di una doppia ricerca effettuata dagli studiosi dell’Università di Padova, che prima hanno valutato i profili di 1.426 studenti veneti e poi quelli di 891 pugliesi nell’ambito del progetto di prevenzione andrologica DiGit-Pro promosso dalla Fondazione Foresta.
Le ragazze del SUD sono più disinvolte
Un ritratto in base al quale i ragazzi, e le ragazze, del Sud sono più ‘disinvolti’ di quelli del Nord. “Gli stili di vita sono per il sistema endocrino-riproduttivo dell’uomo fattori di rischio per l’infertilità e per il funzionamento endocrino del testicolo e per la sessualità”, spiega Carlo Foresta. Nel dettaglio, queste sono alcune delle analisi prodotte dallo studio.
AL SUD NON SI PARLA DI SESSO IN FAMIGLIA (MA SI FA PRIMA).
La composizione familiare dei giovani della provincia di Lecce è più numerosa poiché solo il 12% dei ragazzi è figlio unico, mentre il 18% a Padova. In ogni caso il riferimento familiare per le informazioni sulla sessualità e sulle malattie del sistema endocrino-riproduttivo e sessuale a Lecce è ritenuto di poco rilievo (68,7% degli intervistati a Lecce contro 62,9% a Padova).
In genere, i giovani leccesi, rispetto ai coetanei padovani, considerano le istituzioni come la famiglia, gli insegnanti e i medici, di scarso riferimento per l’approccio a queste tematiche.
GIOVANI DEL NORD PIÙ ALTI.
Continua a crescere il trend dell’altezza nei giovani del terzo millennio, tuttavia il confronto tra le popolazioni studiate mette in evidenza che i giovani maschi del nord rimangono due centimetri più alti rispetto a quelli di Lecce (179,4 contro 177,4 centimetri), mentre le ragazze sono di poco più alte rispetto a quelle di Lecce (165 vs 164 cm).
Questa osservazione è importante poiché potrebbe essere conseguenza di un più alto tasso di inquinamento ambientale nel nord, che interferendo soprattutto con l’attività degli ormoni maschili, può determinare proprio nel maschio un aumento della lunghezza degli arti e quindi dell’altezza generale.
A tal proposito, il gruppo di ricerca ha dimostrato che nei giovani padovani si determina uno squilibrio tra la lunghezza del tronco e quella delle gambe, esprimendo in questi casi un ritardo nel blocco della crescita per la presenza di sostanze inquinanti che interferiscono con gli ormoni maschili.
I GIOVANI AL SUD FUMANO MENO E SI DROGANO DI PIÙ.
Nei giovani leccesi vi è una maggior abitudine al fumo di sigarette (43% contro 37%), che si riscontra in ugual misura tra maschi e femmine. Vi è un incremento del consumo di alcolici nel fine settimana, e un incremento di uso di sostanze stupefacenti, soprattutto marjiuana.
Dato interessante, le ragazze di Lecce dichiarano di assumere sostanze stupefacenti di gran lunga più frequentemente rispetto alle giovani ragazze padovane, ma addirittura più frequentemente degli stessi maschi leccesi.
NELLA SFERA SESSUALE I GIOVANI DI LECCE HANNO UNA MAGGIOR PROPENSIONE AD AVERE ATTEGGIAMENTI A RISCHIO: quasi il 50% dichiara di avere rapporti non protetti, rispetto al 35% dei coetanei di Padova.
Questi atteggiamenti si riflettono anche nella scarsa attenzione alla contraccezione, e nel già frequente uso, sia a Lecce che a Padova, della pillola del giorno dopo.
TROPPO PORNO ON LINE.
Tra gli intervistati, sia padovani che leccesi, è fortemente incrementata la frequenza di coloro che giudicano non soddisfacente la propria sessualità.
Le motivazioni delle più frequenti difficoltà erettive e l’assenza di desiderio sessuale possono avere diverse interpretazioni. L’elevata emancipazione del sesso femminile, gli atteggiamenti ormai disinvolti delle ragazze che non si distinguono da quelle dei ragazzi, possono creare un senso di inibizione, che poi può diventare patologia quando la sessualità multimediale prende il sopravvento.
Infatti il collegamento ai siti pornografici è dichiarato nella grande maggioranza dei maschi, sino al 90%, e sia i maschi che le femmine utilizzano questa modalità per un autoerotismo che può diventare anche molto frequente (90% nei maschi, 43% nelle ragazze).
Per quanto riguarda le abitudini sessuali emerge un dato che merita approfondimenti: una percentuale tra il 10 e il 19% dichiara una sessualità fluida, e questo atteggiamento è molto più evidente tra le ragazze, sia di Padova che di Lecce.
Sono seduto di fronte a un piccolo tavolo IKEA, nel bilocale di un tale a cui mi sono presentato appena un quarto d’ora fa e che ora mi guarda smorzando un po’ di imbarazzo.
Alla mia sinistra c’è un ragazzo poco più grande di me, sui 35, che gioca con la zip della gonna della sua fidanzata. La coppia ed io abbiamo raggiunto il bilocale dopo esserci incontrati nel parcheggio di un McDonald’s poco distante, all’uscita dell’autostrada di una cittadina del centro Italia. Ci eravamo messi d’accordo via mail, dopo che gli avevo mandato alcune mie foto.
Dopo una serie di brevi convenevoli, il padrone di casa ci fa strada nella sua camera: sul letto ha steso un telo per non rischiare di macchiare il copriletto. Nell’ora successiva facciamo a turno sesso con la ragazza, mentre il fidanzato nudo ci guarda e si masturba: ogni tanto si avvicina per palpare il seno di lei, o parlarle all’orecchio, ma poi torna al suo posto.
Quando finiamo, lei va in bagno a lavarsi e rivestirsi. Allora prendo i pantaloni, tiro fuori il “regalo” e lo do al fidanzato. L’altro, avendo messo la casa, non deve niente.
Il “regalo”, che in questo caso sono 50 euro, fa parte di un rituale che chi frequenta il mondo delle coppie scambiste conosce molto bene.
Non c’entra con la prostituzione: quasi tutte le coppie che incontrano singoli ricevono una donazione simbolica come scambio per l’ingresso nella loro intimità, ma se poi nel tempo si instaura un rapporto di fiducia non è più necessaria. C’è pure una specie di etichetta: la regola non scritta vuole che lo scambio non avvenga mai di fronte alla donna.
Ormai sono sette anni che faccio sesso con le coppie, le cerco sui siti di annunci e frequento regolarmente i club privé. La trovo una situazione di per sé molto stimolante, perché c’è tutta la questione del prendersi qualcosa che appartiene a qualcun altro con il suo permesso, e poi perché è comodo, semplice, e indolore. Basta conoscere le regole. Eccone qualcuna.
1) TROVARE COPPIE INTERESSATE
La prima esperienza è capitata per caso: ero in un villaggio vacanze in Grecia, con amici, e avevo conosciuto una coppia più grande al bar. Siamo entrati in confidenza, e uno degli ultimi giorni il marito mi ha preso da parte per chiedermi se mi sarebbe piaciuto fare sesso con la moglie. Onestamente lei non era bellissima, ma l’esperienza mi attirava molto. Alla fine ho passato la notte nella loro stanza.
Quella è stata un’occasione estremamente rara: le coppie scambiste solitamente non si “offrono” così, e non mi è più capitata una cosa del genere. Per una questione di comodità e di controllo, queste persone frequentano siti specializzati e locali in cui sanno già chi e cosa possono trovare.
Dopo la prima coppia volevo replicare l’esperienza, ma non sapevo come: andavo su internet—esistono migliaia di siti per scambisti con annunci di coppie—e scrivevo brevi messaggi a qualunque coppia della mia zona. Nella mail mettevo quasi esclusivamente le caratteristiche fisiche: altezza, colore degli occhi e dei capelli, misure.
Poi allegavo qualche foto del pisello. Basta. Copiavo e incollavo il messaggio a ripetizione, e ricevevo pochissime risposte che di rado si concretizzavano.
Solo in seguito ho capito che questo mondo non funziona così, e che come per le lettere di presentazione da allegare al CV bisogna personalizzare il tutto a seconda del destinatario.
2) PRESENTARSI NEL MODO GIUSTO
Sono pochissime le donne di coppia che cercano semplicemente un “mandingo” con gli addominali: quello che vogliono, di solito, è un coinvolgimento sessuale che ruoti attorno alla partecipazione del marito. Come ti comporterai con lui mentre sei con lei—se ti piace umiliarlo, coinvolgerlo, farti guidare—è un dettaglio che va specificato.
Devi descrivere il più possibile quanto ti piace avere il permesso di entrare nella loro intimità, e fornire dettagli precisi per far capire che sei attirato da quella determinata coppia.
Anche la scelta delle foto è importante: ora solitamente metto anche quelle di me a qualche serata, sempre coprendo il viso, perché sono utili a inquadrarmi e far capire alla coppia che tipo di locali frequento, come mi vesto, che tipo sono.
Anche concentrarsi solo sulla donna non paga sempre. Perché se vuole semplicemente fare sesso con altri uomini, il marito non serve—se invece lo coinvolge, è proprio perché la sua presenza è il vero motore dell’esperienza. Solo chi fa parte di questo mondo, infatti, sa che spesso ti senti proprio come un pezzo di carne: magari lei nel mentre manco ti guarda, presa com’è dalle reazioni del compagno.
3) CAPIRE LA COPPIA
Una volta mi è capitato di andare con una donna che per tutto il tempo non mi ha nemmeno parlato: mentre lo facevamo, descriveva al marito quello che provava, lo toccava, lo chiamava. Lui ogni tanto mi diceva cosa farle, ma era quasi come se non ci fossi. Quando abbiamo finito, mi sono sentito un po’ come un fattorino che doveva semplicemente fare una consegna.
Altre coppie, invece, si concentrano sull’umiliazione dell’uomo: il compagno vuole che gli dici quanto è “troia” sua moglie, o quanto ce l’ha piccolo rispetto a te.
Quanto al singolo, nella maggior parte dei casi il suo compito è dimostrare quella sicurezza, quel tipo di “intraprendenza” un po’ stupida e quella fame da bagnino romagnolo di metà anni Ottanta che ci si aspetta da uno che va con le mogli degli altri.
Ma solo durante l’incontro. Nella fase di approccio, deve dimostrare di sapere quali sono le regole. Per questo è sempre meglio approcciare prima il partner maschile.
4) APPROCCIARE LA COPPIA
Anche in un privé, quando ci si avvicina a una coppia che sta dimostrando interesse nei tuoi confronti—con sguardi e quant’altro—l’ideale è cercare una connessione prima con il marito o il fidanzato, così da far capire che si vuole creare un’intesa con tutti i membri del trio.
Io solitamente faccio così: mentre mi presento a lui guardo insistentemente lei, e poi comincio a fare i complimenti al marito per la bellezza della moglie. Dico a lui quello che voglio dire a lei. So che è abbastanza ridicolo, ma l’ambiente degli scambisti è pieno di queste situazioni stereotipate.
Certo, ci sono anche molte coppie in cui la donna ha un ruolo dominante, e in questo caso non passare attraverso il marito è meglio. Però sono situazioni più semplici, perché sono le donne a venirti a cercare. Tutto quello che devi fare, in quei casi, è assecondarle.
Questa regola del confrontarsi prima con il marito può presentare anche degli inconvenienti, specialmente quando si tratta di annunci online. Nei siti, infatti, girano anche moltissimi papponi che spacciano le prostitute per fidanzate o mogli.
5) EVITARE LE FREGATURE
Riconoscere un pappone in realtà è piuttosto semplice: innanzitutto gli annunci di questo tipo sono sempre molto stringati, e si concentrano sul descrivere la bellezza della donna. C’è sempre un numero telefonico—anche molte coppie reali lo mettono per un rapido contatto, ma poi l’incontro avviene dopo una fase preliminare—quindi la prima cosa da fare è cercarlo su Google.
Se è presente anche su siti di escort, meglio lasciar perdere. Un altro segnale può essere dato dai modi sbrigativi o dall’offerta di incontrare direttamente la “moglie”. Anche in questo caso, meglio lasciar perdere.
Una volta ho contattato un presunto marito che mi ha proposto di incontrarlo a una stazione di servizio alle 22. Al mio arrivo era al telefono, e stava già prendendo altri appuntamenti. Mi disse di seguirlo con la macchina, e mi portò di fronte a un palazzo popolare indicandomi a quale interno dovessi suonare per incontrare la “moglie”.
Poi se ne andò di nuovo. Una volta raggiunta la porta, mi trovai di fronte una ragazza dell’est, in sottoveste, palesemente annoiata e svogliata, che mi chiese subito di darle i soldi. Finsi di aver dimenticato il portafogli in macchina e me ne andai. Nei mesi successivi continuai a vedere gli annunci del tizio in questione su vari siti: venne fuori che di “mogli scambiste” lui ne aveva minimo quattro o cinque.
Una coppia reale vuole sempre creare una certa atmosfera prima di fare sesso, e soprattutto capire se effettivamente il singolo è di loro interesse.
6) EVITARE COINVOLGIMENTI NON RICHIESTI
Un’altra regola non scritta per vivere bene questo tipo di situazione, è saper rispettare gli spazi altrui: l’insistenza non è mai gradita. Queste coppie solitamente hanno una vita regolare al di là delle loro preferenze sessuali, quindi non bisogna asfissiarle con chiamate a metà giornata o la sera dopo cena. Molti annunci specificano qual è l’orario in cui chiamare, ma se non è così l’idea migliore è quella di mandare un messaggio per chiedere il permesso.
Non è soltanto buona educazione—sapere che esiste una formalità in questo tipo di relazioni, e seguirla con scrupolo, aiuta a mantenere certe distanze.
Un pericolo meno frequente ma possibile, nel fare sesso con le coppie, è quello di imbattersi in persone che stanno nell’ambiente solo per cercare scappatoie alla propria relazione.
Circa un paio di anni fa, una delle donne che avevo incontrato in un locale cominciò a chiamarmi continuamente. Mi parlava dei suoi problemi con il marito, dei suoi problemi al lavoro, delle sue ansie.
Io inizialmente, visto che il nostro incontro era andato piuttosto bene, l’avevo interpretato come parte del rituale: pensavo che volesse stringere un rapporto di confidenza con me per creare una certa situazione da sfruttare con il marito. Ma con il tempo mi sono reso conto che stava semplicemente tentando di capire se avevo intenzione di fare sul serio con lei.
Questo non è un problema soltanto perché sei incappato in una situazione di cui non eri alla ricerca—mai conosciuto nessun single che frequenta i privé per avere relazioni—ma anche perché può pregiudicare la tua credibilità.
Io abito in una città mediamente piccola, e non sono molti i locali da frequentare: alla fine, quindi, nel giro tutti bene o male si conoscono. Se viene fuori che sei uno che non sa stare al suo posto, anche se è capitato contro la tua volontà, puoi essere tagliato fuori.
Fondamentalmente, insomma, entrare nel mondo degli scambisti è come essere un massone: per vivere bene questa esperienza devi capire con quale linguaggio comunicare, quali sono le cose da evitare per non avere problemi, e soprattutto rispettare le regole.
Il mondo dei social ha fatto in modo che persone, che prima non si sentivano adeguate a sostenere determinati argomenti o atteggiamenti, potessero esprimersi, spacciandosi per quello che non sono (esperti di medicina, politica, economia e… sesso) senza dover mai rendere conto al di là di un proprio profilo sul web più o meno falso.
Donne che si ritoccano cosi’ tanto digitalmente che poi le incontri e ti chiedi se sia la nonna. Uomini che millantano fascino e simpatia e poi dal vivo invece sono meno simpatici di un becchino che abbia litigato col capo.
Nei social del Sesso, come ad esempio il nostro (Il Lato Oscuro del Sesso), ci sono molto BULL che, per chi non fosse avvezzo alla terminologia in voga in questi ambienti, indica un uomo che è pronto a prestarsi come oggetto sessuale per una donna o più verosimilmente un’altra coppia come “aggiunta”.
Insomma in poche parole si offre per sesso e quelli validi sono anche piuttosto richiesti. Il problema è che, come per ogni cosa, bisogna averne i requisiti.
Oggi elenchiamo i 4 principali motivi per cui “come bull” molti non ci sono decisamente portarti.
La prestanza fisica
Fareste mai fare il muratore a uno col fisico di Woody Allen? La risposta ve la siete data da soli. Per ogni cosa ci vuole una caratteristica peculiare. Per un professore ci vuole la capacità di saper spiegare, per un medico esperienza e capacità mnemonica, per tanti altri lavori ci vuole intelligenza o quelli più faticosi un fisico che sappia sostenere, ad esempio, lunghe ore con la muscolatura in tensione. Il Bull deve avere almeno ciò per cui serve e che sia fuori dalla norma, altrimenti ci si sarebbe già rivolti altrove. Insomma si parla di capacità sessuale, sia nella “misura” che nella durata. Deve avere un buon fisico, ma una coppia che chiede a un terzo uomo di giocare con loro, di certo non avrebbe il minimo motivo di prenderne uno bassotto, cicciottello, con il riporto e un pipetto piccolo o normale. Insomma anche a me piacerebbe fare il miliardario, ma purtroppo non ho i soldi per farlo, ma non per questo mi iscrivo a siti spacciandomi per tale 😉
Foto brutte e impostate male
Dovete sempre chiedervi per cosa vi state presentando. Il viso simpatico, una linguaccia, il far vedere che si sta alle maldive vi fa perdere punti e tempo. Chi vi deve selezionare è interessato al vostro fisico, non al fatto che abbiate una macchina sportiva e che sappiate fare boccacce divertenti. Non vi si sta cercando per raccontare barzellette o per farsi due risate….
Non conoscere l’italiano
Capisco che qualche errore di battitura lo facciamo tutti e che magari qualche verbetto possa scappare, ma una coppia che deve scegliere tra tanti, tantissimi uomini che si propongono di fare sesso con loro (con un’altra donna passerebbero sopra a molte più cose, proprio perchè c’è meno concorrenza) vogliono uno con la giusta dotazione e il giusto cervello. Una persona che non sta attenta (o non conosce proprio l’argomento) all’italiano usato, si mette già tra gli esclusi da solo. Ovvio che se è un superfigone, perchè questo è un mondo dove l’aspetto è la cosa piu’ importante, non avrà problemi, ma se non siete così e scrivete cose tipo “Sn singol, cerko inkontri secsi, etc etc” lasciate perdere da subito….
Non sapersi approcciare e la non conoscenza delle regole
L’errore più grande che vedo fare è quello di non aver capito, nemmeno lontanamente, il proprio ruolo e le regole del gioco. Lo ripeto perchè molti non lo comprendono. Essere BULL vuol dire mettersi a disposizione di un’eventuale coppia per realizzare delle situazioni sessuali che possono interessare alla coppia, non al BULL. Il vostro ruolo è quello di oggetto sessuale non quello del “trovo una coppia che mi fa fare sesso e lo faccio come dico io”. State entrando in una casa (e una moglie) non vostra, siete ospiti e dovete accettare le regole del gioco. Se volete fare quello che vi pare, andate a prostitute, non è il posto per voi.
Anche l’approccio sui social solitamente è estremamente sbagliato. Per ogni coppia che cerca un bull, ce ne sono almeno una 50ina che si propone nell’arco di pochissimo tempo e voi siete uno dei tanti, mettetevelo in testa. Per farvi scegliere dovete rispettare tutti i requisiti sopracitati, ma anche capire che dopo esservi proposti, se non ottenete un seguito, continuare a scrivere e disturbare la coppia, vi fa ottenere di sicuro un “Blocca utente”.
Giorgio & Alessandra sono una coppia sposata che è iscritta al nostro sito “Il Lato Oscuro del Sesso” da parecchio tempo e sono la classica coppia che conosce le regole del gioco e che ama mostrarsi e raccontarsi senza mai avere paura.
Proprio per questo abbiamo deciso di intervistarli e farci raccontare come hanno iniziato, cosa amano di questo mondo e perchè è bello fare ciò che si fa quando c’è intesa e feeling.
Ecco a voi, in esclusiva, l’intervista a COPPIAGIO’
Quando hai confessato i tuoi desideri alla tua donna e come ha reagito?
– Nel lontano 1995 ho confessato a mia moglie, con la quale ci siamo fidanzati a 15 anni e che lei a breve avrebbe compiuto 35 anni, che l’unico uomo con cui aveva fatto sesso ero io, suo marito, e che forse era giunta l’ora che provasse un’altro pene e che mi sarebbe piaciuto condividere con lei questo momento. Come previsto mi ha risposto che ero pazzo e che non la amavo, se è questo che desidero con lei.
Quando è successo la prima volta con un altro uomo e come l’avete organizzata?
– Nel 2000 dopo dopo essere riuscito,per gradi, a farle fare diverse cosette trasgressive in vacanza a Stromboli su mia continua insistenza, come sfida, è uscita all’angolo della strada e si è messa provocante dicendo “se qualcuno mi abborda ti raggiungo in casa”. Così è stato! Un signore l’ha abbordata e si è presentata in casa con lui, sperando che il gioco finisse lì, invece io non l’ho fermata e lei ha cominciato a spogliarsi e poi si è fatta scopare davanti a me. Come l’ha presa? cosa mi ha detto dopo? Mi ha detto: “Mi hai dato in pasto ai porci, adesso mi faccio scopare da tutta l’isola!!” ed è uscita da casa nuda dicendo: “è cosi che mi vuoi adesso sono una donna libera”.
Come si è passati da una reazione di “ripicca” da parte della moglie a qualcosa che invece ora le piace molto?
– Premesso che, prima della sua prima scopata con un altro uomo, gli anni precedenti al mare è capitato più volte che mentre lei mezza nuda o nuda prendeva il sole e io la masturbavo col vibro, diversi guardoni la spiavano e si masturbavano per lei. Poi successivamente alla vacanza di Stromboli, considerato che in precedenza l’avevo data in pasto ad un estraneo, bene, ogni guardone che stava per masturbarsi per lei lo raggiungeva e bello o brutto si metteva a disposizione dicendo: “mio marito vuole che io sia tutta per voi”, naturalmente sempre sesso protetto. Più la trattavano con volgarità, più il suo piacere aumentava.
Come scegliete i partner? Li scegli tu o lei? E quali caratteristiche fisiche devono avere?
– I partner li sceglie sempre lei, sempre in vacanza o lontani da casa, se vede un uomo che se la tromba con gli occhi allora lei gioca di anticipo e si propone. Naturalmente sceglie sempre non bei ragazzi o uomini di classe che devono essere “allupati”.
Vi siete mai trovati in situazioni imbarazzanti o che vi siano sfuggite di mano?
– Abbiamo trovato sempre persone con tanta voglia di fottersi mia moglie senza mai avere problemi.
Quando guardi tua moglie fare sesso con altri, osservi in silenzio oppure chiedi al bull di fare ciò che tu gli dici?
– Quando mia moglie si fa usare si mette a completa disposizione del bull di turno e io mi godo lo spettacolo in un angolo in silenzio, come se fossi al cinema.
Avete mai partecipato o organizzato ad una gang bang? Se si, ci raccontate come è andata?
– Non abbiamo mai partecipato a gang bang e non abbiamo alcuna intenzione di organizzarne una.
Qual’è la cosa più porca che tua moglie ha fatto con un uomo con te presente?
– Mia moglie quando scopa si fa fare di tutto per cercare di farmi diventare geloso sperando che io la fermi.
Esiste un desiderio, anche se perverso e irrealizzabile che tu vorresti far vivere a tua moglie o che lei desidera segretamente?
– Desideri particolari non ne ho perchè lei mi stupisce sempre, sperando che io la fermi, il mio segreto da marito è guardare e non partecipare mai, poi faccio sesso con lei quando va via il bull.
I locali per adulti non sono tutti uguali. Il sesso non è solo un atto riproduttivo e segue molto i gusti, le passioni e i desideri di tutte le persone. E’ qualcosa che piace a tutti, ma ognuno di noi ha un’idea diversa su cosa potrebbe renderlo eccezionale.
Ci sono Club con spogliarelliste, Topless Bar dove ti servono al tavolo ragazze senza troppi vestiti, ci sono locali da addio al celibato e ci sono anche Club Privè per scambisti, dove è possibile (e preferibile) andare in coppia con la propria partner e vivere il sesso come un’estensione del proprio rapporto in forma intensa ed estremamente erotica.
Ma anche i Club per scambisti non sono tutti uguali. Ci sono quelli a entrata libera, quelli che invece richiedono una selezione e verifica prima di potervi accedere, quelli dove anche i singoli sono accettati e quelli dove invece bisogna per forza essere in coppia.
Ma come funziona un Clubsolo per coppie selezionate a cui ci si può accedere solo se scelti e verificati? Ecco a voi il racconto di una persona che ci ha descritto la sua visita a un famoso Club nel Lazio.
…
La strada è male illuminata e io guido piano, fasciato dall’unico abito su misura che possiedo. Il dress code parla chiaro: “black pants and white shirt” per lui, “sexy snowqueen costume o white lingerie” per lei.
Le indicazioni che mi hanno mandato sono molto precise e le seguo scrupolosamente; perdersi qui è facilissimo.
Finalmente, Dietro una curva, due fiaccole incorniciano l’ingresso di una sontuosa villa di campagna. Un cancello di ferro si apre su un lungo viale alberato. In fondo, come in una fiaba appare la luce tremolante del club.
Mi accoglie il proprietario del locale. 47 anni, porta un piccolo ciuffo alla “Tin Tin” e ha un’aria pacifica. Mi sorride e poi parla veloce con una collaboratrice dando disposizioni precise. La serata non è ancora cominciata ma ci siamo quasi.
Nella vita ha fatto di tutto ed è scambista praticamente da sempre.
“Ormai ho solo amici orizzontali”, dice senza scomporsi. “Chissà, magari fra quarant’anni saremo considerati dalla società quasi normali, come i gay oggi.E in questo, sono sicuro, quello che faccio avrà avuto un ruolo”.
“Quali sono le coppie che frequentano il club?”, gli chiedo.
“Negli ultimi cinque o sei anni l’età media di chi frequenta questo mondo si è abbassata tantissimo? È pieno di ragazzi di ventitré, ventiquattro anni che vengono qui”, è la risposta.
La selezione è abbastanza rigida.
Ma non avviene all’ingresso. I singoli non entrano se non in occasioni molto particolari in cui ogni coppia può portare un amico, e per le coppie che non sono mai venute vale la regola dell’autopresentazione: si manda una foto di entrambi (vestiti), e magari si fanno due chiacchiere al telefono con lui.
“Quando mi chiamano quelli che mi dicono che hanno problemi con la moglie e che magari sperano di risollevare un rapporto in crisi venendo qua, glielo sconsiglio fortissimamente. Qui può venire solo chi ha una relazione sana. Solo coppie solide e con una vita sessuale appagante. Se no la coppia può scoppiare”.
Arriva la prima coppia. Non hanno più di trent’anni. Lei è bionda, alta, gran fisico. Lui occhi piccoli capelli neri, piuttosto atletico.
Il proprietario mi guarda e sorride.
“Scusami ma mi devo ancora cambiare. È tardissimo, dammi cinque minuti”. Poi scompare dietro una porta. Torna poco dopo, vestito di tutto punto. Ci avviamo al bar. Nel locale ci sono ormai una decina di coppie. Chiacchierano e bevono sedute davanti al grande camino al centro della sala.
La coppia che è arrivata per prima se ne sta in disparte, al lato del bancone. Stanno insieme da tre anni, hanno lavori normali e non sono mai stati in un club per scambisti prima d’ora. Ma ne parlavano da un anno.
Ieri sera si sono decisi e sono saliti sul primo aereo . Sono curiosi, si guardano intorno.
Poi ci sono le coppie “storiche” che sono di casa. Salutano il proprietario come un vecchio amico, scherzano fra loro, si chiedono se arriverà quell’altra coppia, o che fine hanno fatto quei due della scorsa settimana.
Le donne indossano tutte intimo bianco sovrastato da mantelli dello stesso colore. In testa, una coroncina. Non distrarsi è difficile.
L’atmosfera è quella di una normalissima festa. Per ora.
Nel locale ci sono adesso una cinquantina di persone. È pronta la cena. Genni attraversa il salone facendo tintinnare un campanellino d’argento. Chi con un calice di prosecco, chi con un cocktail, tutti migrano verso la grande veranda che affaccia sulla piscina esterna.
Tavoli rotondi, cinque coppie per tavolo. Seduta libera. Le domande per rompere il ghiaccio sono quelle di rito: “Venite qui da molto?”, “Come avete iniziato?”, “Siete sposati?”.
C’è un’altra coppia alle prime armi. Mai stata in un privé neanche loro. “L’idea l’abbiamo sempre avuta”, mi raccontano, “ma la decisione di venire qui l’abbiamo presa nel mentre… Cioè, proprio dentro al letto, mentre lo facevamo”.
Le coppie parlano fitto fitto. Si comincia a capire quali sono le sintonie, chi proseguirà la serata con chi.
Risate femminili ogni tanto irrompono nella sala fra il tintinnio di bicchieri e il rumore di stoviglie, e rivelano l’ebbrezza crescente. La conversazione si fa via via più piccante e alla fine del primo piatto l’argomento è diventato “il gioco”.
È così che si chiama.
Il gioco lo conducono le donne. Qualcuna è dichiaratamente bisex, qualcuna ha gusti meno riconoscibili. Poche, pochissime sono esclusivamente etero.
Ma al Club non ci sono solo coppie. Anche qualche donna single, di tanto in tanto si fa vedere. E stasera ce n’è una. È molto bella e molto alta. Lunghi capelli neri. Non è italiana ma vive qui da una vita, fa un lavoro talmente nella norma da risultare quasi banale, è separata. Ha cominciato tardi a frequentare questo ambiente. Un ex fidanzato una volta l’ha portata in un altro club, senza dirle di quale tipo di locale si trattasse. “Appena entrata ho capito da sola che posto era, ma non sono scappata a gambe levate come io stessa mi sarei aspettata di fare”. Ha deciso, invece, di stare al gioco. E quel gioco piano piano è diventato anche suo.
“Mi piace mostrarmi, mi piace che gli altri mi guardino. Sono un po’ matta e purtroppo l’ho capito tardi. Qui mi diverto, sono tutti molto carini”.
Quando mi dice la sua età ho un trasalimento. Sono convinto di aver capito male, invece dimostra semplicemente vent’anni di meno.
Ormai siamo al dolce. Una delle coppie al tavolo ha già iniziato a giocare. Vengono da tanto tempo, sono nel nucleo degli “storici”.
La testa di lui scompare per fra le gambe di lei. Tutti sorridono. Pochi secondi, pochi sguardi e l’atmosfera è già diversa.
La cena è finita, ci si sposta di nuovo verso il bar. Ora la musica è più alta e più ritmata. La pista si riempie e si inizia a ballare. Anche i nuovi si gettano nella mischia. Sono decisamente meno timidi di quando sono entrati.
Le coppie ballano vicine, si toccano, si strusciano. Le donne si guardano fra loro, si accarezzano i capelli, si baciano. Si “sculacciano” l’un l’altra.
Gli uomini sono contorno. Almeno in questa fase. Molti ciondolano ai lati della pista ammirando le proprie compagne giocare.
Sono quasi le due. È a quest’ora che cominciano le vere danze. Per tutti ma non per chi scrive. Professionalità prima di tutto. Qualcuno decide di appartarsi nelle tante stanze che offre il club, che restano aperte per chi volesse partecipare, o anche solo guardare. Come sparate via da una misteriosa forza centrifuga, le coppie si allontanano gradualmente dal centro della pista.
E si allontana con passo lento verso una stanza già gremita anche la coppietta di novellini arrivata prima di tutti.
Qualcuno si è tuffato nella enorme piscina interna riscaldata. Lì, tuttavia, è consentito solo nuotare e rilassarsi. E così, magari dopo una doccia, si sta in acqua a chiacchierare tutti insieme.
È quasi mattina, domenica. Un ragazzo, le braccia aperte sul bordo della piscina e il corpo a mollo guarda la fidanzata e dice “Mamma mia, domani si ricomincia, meno male che ci siamo presi sta vacanzina”.
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