Le più famose riviste porno anni 70/80

Le più famose riviste porno anni 70/80

C'era una volta un'epoca dove non bastava aprire un browser e digitare in un motore di ricerca la parola "Donne nude" per vedere un pò di corpi femminili. C'era una volta un periodo in cui non si potevano reperire filmini porno come oggi e che l'unico supporto esistente erano le cassette vhs e le riviste porno.

Provate a pensare quando per comprare una rivista porno bisognava recarsi dal giornalaio, che magari ti conosce pure, e chiedergli "E' uscito il nuovo Ragazzine Porche alla riscossa?". Se provate pudore solo a pensare di farlo adesso, immaginate come poteva essere negli anni 70/80 quando mostrare mezza tetta (senza capezzoli) in tv era considerato ancora un mezzo reato.

Eppure un'intera generazione è cresciuta grazie a queste riviste che ancora oggi (basta vedere ebay) hanno un valore niente male e che vengono rivenduti come cimeli da collezionisti. Certo oggi, nell'epoca delle donne da copertina perfette grazie alla chirurgia e photoshop, potrebbero non esserci confronti, ma la semplicità di quelle storie e di quelle bellezze, non dovrebbe mai essere dimenticata.

Ecco a voi un primo elenco delle riviste piu' famose che hanno fatto la fortuna di molti oculisti negli anni successivi per il sesso maschile (e non solo....)

Se vuoi vedere i commenti degli utenti, partecipare, e magari qualche pagina inedita sul tema di queste riviste, scrivi nei commenti alla fine dell'articolo. Amiamo parlarne !

SUPERSEX Rivista per adulti (1977/1997)

Supersex era una rivista di fotoromanzi "particolari" e del suo personaggio principale, Supersex, interpretato da Gabriel Pontello. La rivista è nata in Francia, ma è stata riproposta, con buon successo di vendite, anche in Italia

Se avete mai letto questa rivista conoscerete sicuramente la celeberrima frase "Ifix Tchen Tchen" ?

supersex

LE ORE Rivista per adulti (1977/1996)

La testata nasce negli anni ’50 come rivista specializzata nella critica cinematografica, ben lontana dalla natura hot che la renderà famosa ma comunque già concentrata sulle belle donne. Presenza fissa già a quel tempo erano, infatti, i servizi sulle attrici riprese in pose sensuali ma sempre vestite e castigate. Negli anni ’60 Le Ore (della settimana) segue la società civile aprendo a temi politici importanti con un orientamento socialista. L’emancipazione della donna trova spazio, ma più a parole che nelle immagini, fino alla prima chiusura nel 1967. A inizio anni ’70 riprende le pubblicazioni mostrando la sua seconda natura, quella di rivista soft-core, trasgressiva ma senza esagerazioni (niente parti intime in vista, tanto per dirne una).

La strada è comunque segnata e, con il passare degli anni, Le Ore diventa sempre più hard. Merito anche della legge che nel 1977 fa decadere il divieto di mostrare organi genitali in primo piano nelle pubblicazioni. La morale cambia e così cambia la rivista, che pesca a piene mani dalle pubblicazioni a luci rosse estere (francesi e scandinave in primis). In Italia per il momento manca materiale originale, ma non ci vorrà molto perché una schiera di donne più o meno famose decida di posare per quello che, nel frattempo, è diventato un magazine cult. Nomi come Claudia Cardinale, Elsa Martinelli, Patty Pravo campeggiano con orgoglio nella storia di Le Ore, ma è negli anni ’80 che arriva il boom improvviso.

Il decennio del disimpegno e del divertimento porta in auge anche il fenomeno del cinema per adulti, cui si accompagna in edicola la presenza costante di riviste più o meno esplicite (che spesso sfociano nella pornografia spinta). Le Ore diventa un punto di riferimento grazie alla collaborazione con due delle stelle più splendenti del firmamento hard: Ilona Staller, in arte Cicciolina, e la divina Moana Pozzi. Donne che dal set a luci rosse sono riuscite a raggiungere un pubblico vasto, riscrivendo i canoni del ‘moralmente accettato’ in una realtà italiana che ancora doveva fare i conti con la censura della Chiesa. La causa del successo (il cinema per adulti) sarà anche la causa della morte de Le Ore, che non riuscirà a tenere il passo delle Vhs prima e di Internet poi. Nel 1996 chiude per sempre, lasciando un vuoto nel cuore di tutti noi. Il suo ruolo nell’evoluzione della società, però, non potrà mai essere negato.

Il Tromba - Fumetti (1975/1986)

144 volumi editi prima da GEIS e poi da Edifumetto; tascabile per adulti con ambientazione militaresca; ristampato nella collana Super il Tromba. Fumetto che era un must per tutti quelli che erano partiti per il militare. Si dicesse persino che fosse stato finanziato dallo Stato per tenere "ALTO" il morale dei commilitoni.

Il Camionista - Fumetto (1981-1988)

91 volumi in tre serie; "Il Camionista" ha segnato un pezzo di storia del fumetto italiano.
Il protagonista della storia è un autotrasportatore appunto, di nome Mario Vergone. Lavora per l’impresa Trasportango, di proprietà di Rino Tango e gestito con la Segretaria Elvira. Quest’ultima è innamorata di Mario e vorrebbe donargli tutta se stessa, purtroppo non essendo proprio una bellezza non riceve le attenzioni di Vergone. Attenzioni che Mario Vergone, a volte con l’aiuto del collega Bisonte, concede volentieri a tutte le belle donne che incontra. Di solito queste procaci e sunsuali Signore non hanno bisogno di molto tempo per accettare le lusinghe ‘amorose’ di Mario.

Il soggetto della storia nasce da Mario e Nicola Del Principe, disegnatori che riescono ad avviare un vero progetto editoriale. Mario inoltre lavora ad altri importanti titoli dell’epoca come "Nonna Abelarda" o "Angelica".
La maggior parte di disegni de "Il Camionista" sono invece di Eugenio Benni, scomparso nel 2009. Benni che aveva disegnato per Edifumetto altri titoli come "Il Tromba" o "Il Centravanti", era un vero professionista del fumetto italiano. Nel corso della sua carriera ha lavorato con diversi editori come: Editrice La Terza, SIE, Edinational, Edizioni F.lli Spada, Editore Francesco Coniglio e moti altri.

PlayMen (1967-2001)

Che altro dire se non fosse la risposta Italiana a Playboy? con uno stile suo, decisamente raffinato e con bellissime donne, anche molto famose (come vedrete dalle copertine). Fu fondata da una donna (Adelina Tattilo) e cominciò imitando Playboy, anche se la prima Ragazza del Mese, Brigitte Bardot, poneva le proprie mani sopra il seno.

Ma in seguito, Playmen prese uno stile tutto suo, riflettendo il gusto europeo, non sovraesponendo seni come Playboy. In un'intervista concessa al settimanale statunitense Time il 18 gennaio 1971, Adelina Tattilo disse: "Gli Stati Uniti sono un matriarcato.

Penso che sia questa la ragione per cui gli uomini americani preferiscono le donne con seni esagerati, voluminosi, vere calde bambinaie con un rassicurante aspetto materno". Le donne scelte dalla Tattilo erano più magre e più mature rispetto alle scelte di Hugh Hefner.

Lo “Smart Bitching”. Il Tele Lavoro della prostituzione al tempo del Corona Virus

Lo “Smart Bitching”. Il Tele Lavoro della prostituzione al tempo del Corona Virus

Eticamente non si può dire, in particolare perchè siamo in un paese con profonde radici religiose, ma se una professione è molto diffusa è perchè ha molte richieste, e se ne abbiamo tante in Italia è perchè oramai è da considerarsi un lavoro sociamente utile, anche se mal visto da molte "mogli" che hanno paura scatenando, citando De Andrè, "L'ira funesta delle cagnette a cui aveva sottratto l'osso"

Non se ne parla molto in giro, eppure c’è una categoria di lavoratori e lavoratrici particolarmente colpiti dalla tempesta economica causata dalla pandemia Coronavirus. Sono gli e le escort italiane, che ricordiamoci non esistono solo di sesso femminile, hanno fatto richiesta del bonus di 600 euro all’Inps.

Come hanno potuto presentare la domanda se si tratta di una categoria professionale che non può versare contribuiti previdenziali? Raccogliendo alcune testimonianze, la prima evidenza è che spesso le escort hanno un doppio lavoro. Questo deriva quasi sempre da esigenze familiari: avendo dei figli a casa e dovendo consegnare, per esempio alle scuole, l’Isee, le accompagnatrici di professione si dedicano a lavori part-time per poter dimostrare di avere un reddito minimo. Quindi, avendo una partita Iva, hanno potuto fare richiesta dei 600 euro all’Inps.

Molte lavorano nella ristorazione o come commesse nei negozi, con i relativi stipendi minimi. Poi, però, si dedicano anche alla professione di escort: c’è chi lo fa per amore di questa professione e chi invece vuole dare migliori opportunità ai figli. Ma quello dell’escort è un lavoro a tutti gli effetti in Italia. Lo dicono i numeri, e lo dice anche il relativo codice Ateco, quello delle altre attività per i servizi alla persona nca 96.09.09.

«È un lavoro autonomo»

Allora bisogna chiedersi perché chi ha chiesto il bonus di 600 euro l’ha fatto attraverso una partita Iva relativa ad altre attività. In Italia esiste un vuoto legislativo sulla professione di escort. La prostituzione, in generale, è un’attività legale, ma non regolamentata. Da questa condizione risulta che le escort potrebbero, anzi dovrebbero versare l’Iva e l’Irpef. Una sentenza della sezione tributaria della Corte di Cassazione del 2016 ha chiarito che i proventi dell’attività di prostituzione non devono essere qualificati quali «redditi di impresa», ma come «redditi diversi derivanti dall’attività di lavoro autonomo non esercitata abitualmente o dalla assunzione di obblighi di fare».

Perché pagare l’Irpef senza avere diritto alla pensione?

Le escort, tuttavia, si chiedono che senso abbia pagare le tasse su quel tipo di lavoro se la professione resta senza tutele e se non è previsto un trattamento pensionistico. Tradotto? Stando alla sentenza sarebbero obbligate a pagare l’Inps attraverso l’Irpef, ma secondo la normativa attuale non percepiranno mai una pensione. Per questo l’impianto legislativo indurrebbe le escort a muoversi in situazioni di lavoro nero. Molte escort ricorrono ad altri metodi di gestione del risparmio per garantirsi una pensione.

Le videochat

Il Coronavirus ha assestato un duro colpo a un settore che si trova ad affrontare una crisi inedita: è un’attività che si basa sull’incontro e sul contatto fisico con altri soggetti, per questo è impossibile da praticare senza trasgredire ai Dpcm relativi all’emergenza sanitaria. «Le ricerche su Google relative al settore escort sono diminuite in media del -17% nell’ultima settimana di marzo», dicono da Escort Advisor. Alcune escort hanno riconvertito la propria attività, come succede per le industrie. Chi può lavora da casa con le videochat. Anche questa attività è legale, ma non regolamentata.

Cos’è e cosa non è legale

Anche perché, forse è giusto ribadirlo, in Italia la prostituzione è legale. Ovvero, è lecito lo scambio di servizi sessuali per denaro, mentre sono illegali le attività collaterali come il favoreggiamento, lo sfruttamento, l’organizzazione in luoghi chiusi, come i bordelli e il controllo della professione da parte di terzi. Insomma, le escort e le prostitute non possono essere dipendenti di nessuno e nessuno deve ricavare una sorta di profitto dalla loro attività. Per il resto, possono lavorare senza essere perseguite penalmente.

La nullità del contratto di prostituzione

Per quanto riguarda l’assenza di tutele dovute alla mancata regolamentazione della prostituzione, esiste anche un problema dal punto di vista civilistico. Il contratto tra chi si prostituisce e il cliente, sia esso scritto o verbale, è ritenuto nullo. Se il cliente non riceve la prestazione nei termini concordati non può rivalersi in alcun modo sull’escort. D’altro canto, se chi si prostituisce non riceve il pagamento concordato non può rivalersi e chiedere un decreto ingiuntivo al cliente.

Il morto di figa 2.0 (quello che non avrà una donna manco pagandola)

Il morto di figa 2.0 (quello che non avrà una donna manco pagandola)

Chi vi parla e vi scrive è una donna, ma non una di quelle che fa vedere mezza tetta sui social per acchiappare un paio di follower e ricevere dei complimenti copia e incolla tanto per rafforzare la propria stima. No, io sono una LEI di coppia scambista e di uomini ne ho SCELTI tanti in base a ciò che volevo realizzare con quell'appuntamento.

Voglio elencarvi, con questo articolo, il classico atteggiamente dell'homo sfigatus, quello che ha un quoziente intellettivo pari ad un platelminto fossilizzato, che si crede un gran marpione in base ad avanzatissime tecniche che si basano sul "quello fa così allora lo faccio pure io" e un "nei film porno funziona, allora lo faccio pure io".

Purtroppo noi donne sui social siamo tempestate da questi esseri e sia ben chiaro che non ci da minimamente fastidio parlare con esseri di sesso maschile, magari intenzionati a conquistare le nostre attenzioni, me in 8 casi su 10 il MdF (morto di Figa) è quello piu' presente.

Come lo riconosci prima ancora di iniziare a parlarci, o immediatamente alle prime frasi scrite, ed evitare di perderci tempo e avere pietà e compassione per lui?

#1 L'Approccio indiretto (MdF livello timidone)

E' quello più infido... inizia con un Ciao, che fai di bello e immediatamente usa una frase apparentemente innoqua "Che Stai facendo" ?

Ecco, questa semplice frase è sempre seguita da un, fammi vedere qualcosa, parlami di sesso, ti piace il cazzo ? ...

#2 L'approccio diretto (MdF livello Imbecille)

Il MdF Imbecille ha sempre un approccio molto diretto. Di donne in vita sua ne ha avute veramente poche e tutto ciò che sa dell'approccio l'ha semplicemente visto nei film porno. Ti si presenterà commentando una foto, magari manco non tua, con un "Sei Bellissima" ed entro 3 o 4 frasi ti inviterà ad incontrarsi... Lui di Mestre, te magari di Palermo....

#3 Il sessuomane disperato (MdF livello master)

Ha avuto mento donne del MdF imbecille, probabilmente l'unica donna che ha avuto l'ha conquistata mentre era ubriaca ed esanime. Vive solo con i film porno, figlio di fumetti anni 80 tipo il camionista, approccia mandando a una donna la foto del proprio pisello, chiedendole cosa ne pensi... Certo perchè noi donne siamo androloghe ed appena ci mandano la foto di un cazzo iniziamo a misurarne la dimensione, ci facciamo uno stampo con la stampante 3d e lo proviamo immediatamente. Oppure, come sperano loro, non avendone visti altri perchè siamo tutte vergini in attesa che ce lo diano d'ufficio, allora ci innamoreremmo di quel coso che, fatevelo dire, è per natura bruttino eh..... piacevole, ma brutto....

#4 Il sessuomane impotente e disperato (Mdf livello Sayan)

E' come il Sessuomane Disperato, ma il pisello che ti manda in foto l'ha preso da internet. Manco ha il coraggio di postare il proprio. Solitamente ha dimensioni simili a quello di un palo della luce che una donna vedendolo pensa più al "ci puoi arare il terreno" piuttosto che al "se me lo metti dentro, poi devo farmi un'intervento di ricostruzione dell'utero". Cicci miei, lo volete capire che si, la carbonara piace, ma non è che se mi servi 500grammi in un piatto io debba per forza trovare piacere a mandarla giù in un unica forchettata. Non sarebbe piacevole... Però l'idiota medio non lo capisce

#5 Il finto account femminile o di coppia (Mdf Livello abbattetelo per la salvaguardia della specie)

Io posso capire tutto, anche se hai dei problemi posso darti la mia comprensione, ma te che ti fingi donna o coppia e cerchi approcci proprio non lo comprendo. Se ti fingi singola, oltre a farti mandare una marea di piselli da gente che sta male come te, come pensi che una donna possa interessarsi a te oltre a darti l'iniziale amicizia perchè vedendoti donna pensa che tu non gli manderai un pisello? Ma ancora di più, ti fingi coppia e poi ne avvicini altre, chiedendo solo foto di lei e mandando solo foto di se. A parte che non mi risulti anche un solo caso di successo nell'universo attraverso questa strategia, mi chiedo cosa possa portare un uomo a tanta disperazione dal fingersi persino donna pur di ottenere attenzioni rinunciando a quel poco di mascolinità (spesso solo anagrafica) per giocarsi le sue carte. Si perchè fingendosi altro, anche se si dovesse avere fortuna, ci si è autofottuti per aver mentito... E questo vince il premio IMBECILLE dell'universo.

Le 10 Porno Attrici che hanno fatto la storia (e causato tante slogature ai polsi)

Le 10 Porno Attrici che hanno fatto la storia (e causato tante slogature ai polsi)

Decidere una Top 10 non è mai facile, ma mai come decidere in un campo dove l'opinione è assolutamente personale e non ci può essere una facile linea comune.

Ci sono attrici donne bellissime (un nome su tutte fu Jenna Jameson) che però per passionalità era di almeno 1000 livelli inferiore a una Sasha Gray. Attrici bruttine che invece facevano "esercizi" che guardandoli Yuri Chechi ha deciso di ritirarsi dallo sport.

Alle volte è solo quell'espressione del viso, alle volte è la situazione creata ad hoc dal regista o il come lo fa. Insomma, decidere una classifica non è facile e abbiamo dovuto scegliere una logica che comprenda 3 principali fattori.

Bellezza, passionalità, prestanza scenica

Per Bellezza parliamo di canoni piuttosto standard per una porno star. Insomma, la famosa casalinga di Voghera può avere il suo settore di mercato, ma non quello universale del porno.

Per passionalità vi facciamo un esemio su tutti. La differena che c'è tra una Moana Pozzi e Cicciolina stava principalmente nel fatto che la prima sembrava si "prestasse" alla scena, mentre la seconda decisamente più l'idea di divertirsi e trarre piacere.

La prestanza scenica è un pò la somma delle due cose, il saper far salire la pressione allo spettatore, l'aver avuto una carriera importante e non aver mai deluso perchè, per una porno attrice si vede e si sente, se le sta piacendo il lavoro che fa.

Ad esempio, vi anticipo, da questa classifica è stata esclusa un'icona del porno come Linda Lovelace, quella di Gola Profonda, perchè bella non è che lo fosse, non ha avuto una grande presenza scenica, in fondo era brava (e se leggete la sua storia c'è anche poco da lodarla) a fare quella cosa che l'ha resa famosa.

Inziamo la Top 10 partendo dall'ultimo posto

#10 - Luce Caponegra (chi è?? Ma e' SELEN !!!)

Un must del passato, una donzella responsabile di migliaia di casi di cecità da porno, una che ha cambiato i sogni erotici degli italiani, la decima posizione (ma in ordine molto personale, per parecchi di voi sono certo che rientrerà nelle prime tre della classifica) ecco a voi la versione erotica della donna italiana nell’immaginario maschile degli anni novanta.

Approdata al porno con un video amatoriale, decide di intraprendere la carriera di attrice in questo campo per un misto di ribellione e anticonformismo, diventa famosa a metà della decade e spopola tra gli smanettoni come poche altre. Vince svariati premi alla carriera, si sposa, fa un figlio, divorzia, ne fa un secondo, si risposa, ri-divorzia, lasciato il porno entra in varie trasmissioni come ospite, scrive addirittura un libro autobiografico (Da bambina sognavo di volare).

#9 - Nora Louise Kuzma (si si è lei.. Traci Lord)

Con una serie di film lunga come poche altre, nella sua brevissima carriera, una ragazza americana che ha profondamente influenzato il genere a livello mondiale, sdoganando un nuovo modo di approcciarsi al grande pubblico pur essendo stata penalizzata alla grande dallo scandalo che seguì la scoperta della sua età.

Avendo mentito sulla propria data di nascita, infatti, la giovanissima e splendida Traci Lord (sì i Lord Tracy si chiamano così per lei) girò più di settanta film da minorenne, tutti, ovviamente, ritirati dal mercato dalla solerte giustizia americana non appena si seppe che era tanto giovane da essere "illegale"(e diventati merce rara e strapagata dai collezionisti, giusto per avvertirvi ne trovaste uno nella scatola delle zozzerie di qualche zio o cugino o fratello maggiore in cantina). La ragazza fece qualcosa anche dopo, ma non arrivò mai alla popolarità raggiunta prima dello scandalo. Cose da ragazzi, su.

#8 - Asa Takigami (Asa Akira)

Anche se può sembrare poco conosciuta, a meno che non siate appassionate del genere "Asian", Asa fu una vera sparti acque nel mondo del porno. Fino a quel momento le asiatiche erano quelle da tipico filmetto giapposota pixellato. Molto passive, fatte apparire come timide che subivano la mascolinità del partner.

Asa invece era così affamata di sesso che gli stessi porno attori che hanno lavorato con lei, raccontano che spesso abbia voluto continuare a fare sesso anche se le riprese fossero finite.

#7 - Anna Moana Rosa Pozzi (insomma...Moana Pozzi)

La più amata e famosa delle star del nostro Paese, che con il suo sorriso, le curve procaci ed una sana passione per il su e giù (in tutte le varianti classiche del movimento) è diventata l’icona stessa del sesso nella penisola durante gli anni novanta: Moana Pozzi!

Il suo merito più grande è stato quello di aver portato un po’ di ironia nel mondo delle pellicole per adulti che in quel periodo era veramente troppo serio. Purtroppo mancata in giovane età la bella Moana rappresenta come nessun’altra il pornazzo de noantri.

#6 - Rachel Johnstonn (aka Rachel Rotten)

Al numero sei, essendo questo un sito per donne non dedicato all'uncinetto e cucina, non può assolutamente mancare la regina del gothporn, la mitica Rachel Rotten. Non sapete chi è? Vergognatevi e correte a documentarvi, donne borchiate di quel livello non si trovano tutti i giorni nella scena americana.

Con il suo sorriso alla "si, ti prendo per il culo, puniscimi" ha stregato un sacco di ragazzi brufolosi (e anche di ragazzine con l’apparecchio se è per questo) e metal/goth/punk addicted. Prima tra le suicide girls ad avere un discreto successo, la succitata donzella merita la sua bella sesta posizione in classifica!

Famosissima per le sue scene di sesso di gruppo estremamente violento dove riusciva ad irretire pure 30 uomini alla volta, ha fatto si che portasse il livello del porno spinto dove nessuno si fosse mai spinto prima.

#5 - Ilona Staller (scommetto che nessuno sapesse che era Cicciolina vero?)

La maestra del divertimento porcello made in Est, la prima ad arrivare con l’aria da ragazzina ed il capello biondissimo, entrata in maniera fortuita nel nostro Paese (ma famosissima anche in Spagna ed in Francia) e divenuta persino parlamentare…

Stiamo parlando di Ilona Staller, conosciuta dai più come Cicciolina, platinata bellezza ungherese dagli occhi celesti e dal sorriso bianchissimo che ha scalato tutto lo scalabile (e mica solo scalato!) aprendo la strada alle tante giovanissime promesse provenienti dai Paesi dell’Est.

Arrivata negli anni settanta ed armata di una volontà di ferro e di un corpo da ragazzina, Ilona diventerà in breve una delle più famose attrici in circolazione, pubblicata in ogni modo possibile, persino nei mitici fotoromanzi porno Supersex (Ifix tcen tcen, per chi ricorda cotanto capolavoro) con Gabriel Pontello. Come? Si ho detto proprio fotoromanzi, coi dialoghi tipo fumetto montati sulle fotografie. Roba anni sessanta/ottanta, lasciate perdere!

#4 - Mindy Ashton Blanke (Liz Vicious)

Senza ombra di dubbio degna di stare nella top five e legatissima all’immaginario del metallaro porcello, la ragazzina terribile, la rossa e spigliata Liz Vicious. Durata pochi anni e scomparsa dalle scene (leggenda vuole che sia la scomparsa dell’ex fidanzato, morto di overdose, ad averla convinta a lasciare il mondo dell’hard) questa giovanissima ed inesperta (oltre il limite del credibile) ragazzotta dell’87, nata in Ohio, ha saputo lasciare il segno e influenzare una intera generazione di nuove leve a stelle e strisce!

Da indiscrezioni varie pare abbia avuto guai legali di vario genere, quello che di certo si sa è che ad oggi non è interessata a far sapere ai propri fans dove sia o cosa stia facendo. Scomparsa dai radar ma non dalla memoria di chi ha visto anche solo uno dei suoi film.

#3 - Marina Ann Hantzis (la mitica Sasha Gray)

Qui iniziano i problemi. Ognuna delle top #3 potrebbe essere la vincitrice, ma abbiamo fatto una scelta diversa come per Miss Marina Ann Hantzis, che tutti conoscono con lo pseudonimo Sasha Gray ovviamente. Donna di carattere, dall’aspetto perennemente teenager, dal sorriso un po’ malinconico e l’aria da sottomessa (anche per via delle sue preferenze, che la mostrano perennemente succube dei propri partner) Sasha comincia a girare a diciotto anni, scandalizzando la parte benpensante della società americana.

La lista dei film che la vedono protagonista è lunghissima, nella propria carriera ha praticamente girato scene di ogni genere e ha più volte dichiarato di essere stata soddisfatta delle proprie scelte di vita. Scrittrice, cantante, donna di spettacolo, Sasha si è ritirata dal porno e vive serenamente (e grazie al c…o, con tutti i soldi che ha fatto) tra viaggi e rare comparsate in tv negli States.

#2 - Annette Schönlaub (Annette Schwarz)

Tedesca, bionda e disposta a tutto, questa ragazza ha portato sullo schermo tutte le perversioni più impensabili, divenendo portabandiera della scuderia di John Thompson.Disposta ad assecondare le più assurde voglie degli autori, ha raggiunto un pubblico impensabile per i tempi (parliamo della prima metà degli anni duemila) con un genere di porno che può essere definito fetish estremo.

Sorridendo in tutte le condizioni, giovanissima, forte di uno sguardo perennemente allegro e di un divertimento che non pare assolutamente simulato (la bionda si sciala di brutto, soprattutto nei primi anni, è evidente) Annette, ragazza di Mainz approdata al mondo a luci rosse appena diciottenne (in un’Europa in cui non faceva notizia essere appena maggiorenni) sfrutta al meglio le proprie carte, dichiarandosi da subito pronta a fare praticamente tutto ciò che le viene proposto.

Forte di un’immagine importante (è alta un metro e ottanta, tra le altre cose) piace subito, ha un successo fulminante e, dopo i tre anni di contratto con Thompson, vola in America sbancando anche lì.

Oggi vive in Europa, ha un suo progetto come produttrice e resta tra le performer più gettonate.

#1 - Michelle Anne Sinclair (la vincitrice è Belladonna)

Ci ho pensato molto, devo ammetterlo, ma la vera regina del porno mondiale a mio avviso resta sempre lei, la donna che ha ispirato tra le altre Sasha Gray (di cui parlavamo poco fa), che ha saputo divertire generazioni di amanti del genere spaziando in tutti gli ambiti dell’hard. Ha fatto di tutto, compreso rasarsi a zero i capelli e avere una relazione con Nacho Vidal (famoso attore pornografico a propria volta).

All’anagrafe Michelle Anne Sinclair, nata nello stato del Mississipi e figlia di un pastore mormone, Belladonna ha all’attivo più di trecento (trecento!) film pornografici. Si ho davvero detto più di trecento, non scherzo affatto.

Da sempre persona difficile, cresciuta tra tentativi di suicidio (a undici anni!), furti d’auto (a dodici!) ed espulsioni dalle scuole superiori, Michelle approda a Los Angeles molto giovane ma determinatissima, diventando per tutti Belladonna ed iniziando a scalare le classifiche del porno da subito.

Oggi ha una sua casa di produzione anche lei e continua a lavorare nel mondo dell’hard, soprattutto in veste di regista.

Merita di certo il primo posto della top ten in quanto la sua vita è un susseguirsi di emozioni forti, difficoltà e prese di posizione che a mio parere la rendono la più ganza della lista!

Ok, so benissimo che tutti avreste avuto qualche nome che vi sarebbe piaciuto trovare nella classifica e mancava, ma come premesso in partenza ho citato solo le grandi star che, a mio parere, hanno rappresentato un punto di svolta importante nel firmamento colorato e luminosissimo del porno, un mondo che a me piace guardare con simpatia e goliardico sense of humor e che ci dovrebbe, prima di tutto, insegnare a non prenderci troppo sul serio!

Che significa CUCKOLD? Intervista a chi lo pratica….

Che significa CUCKOLD? Intervista a chi lo pratica….

La vita non troppo segreta di una coppia CUCKOLD

Del fenomeno Cuckold (Cornuti consapevoli) ne abbiamo parlato in diversi articoli, anche con interessanti interviste a coppie che ci rendono immensamente orgogliosi averle nel nostro Social. Questa volta però vogliamo proporre un'intervista che si concentri, non sul come si pratichi il sesso in una coppia aperta, ma come si viva giornalmente questa situazione, ascoltando il parere di Lui e di Lei alla stessa domanda.

Vi ricoro inoltre che potete vedere il nostro social cliccando QUI e che il nostro sito è totalmente gratuito per chi conosce le regole del mondo dello scambismo (Registrati qui)

Il cuckold è una situazione molto più diffusa di quel che si pensi ma rimane un fenomeno sommerso a causa dei tabù, dei pregiudizi e dei sensi di colpa che i diretti interessati provano nel parlarne apertamente in una società ancora troppo chiusa per comprenderne i motivi.

Abbiamo intervistato una coppia di cinquantenni sposati da più di 30 anni. Lavorano entrambi, hanno figli adulti e non più in casa.

Una coppia cui piace viaggiare e vivere la natura in tutte le sue forme, che frequenta diversi amici e condivide con loro momenti di svago, dalla mangiata al bicchiere di vino, dal cinema ad una mostra d’arte.

Insomma una coppia come tante con una vita del tutto "normale"!

1. Quando e come hai capito che poteva interessarti il Cuckold?

LUI: Fin da giovane e dall’inizio della nostra storia ho avuto fantasie e pensieri in merito al fatto vedere Lei e me con altre persone. Abbiamo iniziato mettendo annunci e conoscendo altre coppie con cui poi abbiamo avuto alcune esperienze anche di scambio partner. Però c’era un idea che mi eccitava ancora di più ed era quella di vederla o saperla con un altro uomo mentre io guardavo o non ero addirittura presente. Le ho quindi proposto di incontrare altri uomini ed è quello che è successo, ma sempre con me presente e partecipe. Poi recentemente abbiamo provato una vera e propria esperienza Cuckold. Lei ha incontrato a casa nostra un altro uomo mentre io non c’ero, ma tutti e tre consapevoli della situazione.

LEI: Sono stata sempre a conoscenza della fantasia di mio marito di vedermi o sapermi insieme ad un altro uomo, però non conoscevo il cuckold e tutte le dinamiche annesse. La nostra coppia è stata sempre aperta a esperienze che hanno arricchito il nostro rapporto e che prevedevano singoli o altre coppie. Esperienze sempre fatte insieme. Qualche tempo fa di comune accordo ho avuto un incontro sessuale con un uomo da sola dopo che ho conosciuto questa realtà e mi sono documentata attraverso internet e letto molte esperienze di altre persone.

2. Come ti sei spiegato il motivo per cui poteva interessarti questa pratica?

LUI: Ci ho riflettuto molto ed ho concluso che vedere o sapere che la mia compagna fa sesso con un altro è come se me la facesse "riscoprire", come se togliesse quel velo di quotidianità, di abitudine che inevitabilmente si posa sulla coppia dopo tanti anni di convivenza. Risveglia il mio interesse per lei perché la vedo di nuovo donna e femmina, trasportata nella trasgressione da una energia nuova e sconvolgente che la eccita, stupisce lei per prima e rinvigorisce l’attrazione che provo nei suoi confronti. Credo che sia dovuto anche ad una sorta di competizione che si instaura tra maschi come tra animali: ed in effetti di energia vitale e naturale stiamo parlando, una energia che si risveglia dopo anni di semi assopimento. Oltre naturalmente ad un dono, un’opportunità che senti di regalarle perché è la persona più importante della tua vita.

LEI: Quando lui mi ha proposto di fare questa esperienza da sola, dopo un mio primo rifiuto e imbarazzo, ho cominciato a capire che mi stava offrendo l’opportunità di fare un’esperienza trasgressiva per entrambi. A questo si associa l’eccitazione di sapere che la sua donna è oggetto del desiderio di un altro uomo e quindi di riscoprirmi e riconquistarmi, rimettersi in discussione, allontanare il grigiore della quotidianità e riscoprire quella passione viva e intensa che a volte si assopisce.

3. Che opinione hai di te stesso come amante del Cuckold?

LUI: Sono tranquillo. Fin da bambino mi sono detto che qualsiasi pensiero, fantasia mi venisse in mente riguardo il sesso aveva in me diritto di cittadinanza. Non ho mai respinto a priori i miei desideri, almeno entro i confini della mia razionalità. Ho indagato e sperimentato varie situazioni, etero e bisex, sempre spinto dalla mia curiosità. L’essere Cuckold è una delle più intense, quella che mi ha regalato le sensazioni più potenti ma in ogni caso mi piace vivere in frontiera e con le dovute accortezze tutto questo mi fa avere una buona opinione di me.

LEI: Di mio marito ho una grandissima opinione perché lui mi ha fatto un bellissimo dono dimostrandomi il grande amore che ha per me.

4. Cosa provi relativamente al confronto con la vita sessuale degli altri?

LUI: Non giudico gli altri, cerco piuttosto di trovare la mia giusta strada con nuove esperienze e so che questo atteggiamento, se messo a confronto con altre coppie, può voler dire essere giudicati piuttosto che giudicare. Io rifarei quasi tutto quello che ho fatto e posso dire che ad oggi, dopo tanti anni insieme, auguro la nostra vita sessuale, intendendo quella a due tra me e mia moglie, a tutte le altre coppie.

LEI: Io penso che la nostra vita sessuale sia appagante e realizzata, sarebbe auspicabile che tutte le coppie facessero un percorso di complicità, di dialogo e di tale apertura per camminare insieme tenendosi sempre stretti ed evitando di venire sopraffatti dalla quotidianità e dall’indifferenza.

5. Parli serenamente con gli altri del Cuckold? Perché?

LUI: No, non ne parlo purtroppo, se non con amici che frequentano questo ambiente. Mi peserebbe troppo il giudizio morale e la condanna. Preferisco vivermela tranquillamente in semi clandestinità sperando che un giorno sia prassi comune condividere sessualmente il proprio partner con altre persone. I segnali ci sono tutti, dagli anni novanta ad oggi il fenomeno dello scambismo, i locali dedicati ed i siti per annunci sono aumentati in maniera esponenziale ma soprattutto molti giovani si sono avvicinati a questo mondo.

LEI: Non è facile parlare di queste cose con tutti perché il giudizio degli altri è implacabile e non prevede la comprensione e l’empatia ma solo la chiusura e la condanna. Parliamo solo con amici che praticano il sesso in maniera aperta come noi.

6. In che modo hai affrontato il discorso con la tua partner? Come l’hai convinta?

LUI: Il nostro percorso viene da lontano. Come sempre all’inizio sono stato io a proporre ed ho avuto come risposta un cordiale rifiuto. Poi lentamente, senza forzature, l’idea di far entrare esperienze e persone nuove nel nostro rapporto sessuale ha intrigato e convinto anche Lei. Ora siamo entrambi certi che l’interagire di ognuno di noi due con persone esterne ci liberi, per alcuni momenti, dalla gabbia asfissiante del "noi coppia per sempre" per donarci un pochino di autonomia e recuperare al tempo stesso l’interesse dell’uno per l’altro e rilanciarlo. Siamo sempre più compartecipi delle nostre relative esistenze ed i nostri rapporti sessuali sono indubbiamente migliorati nel tempo.

LEI: Il discorso è stato affrontato e proposto da mio marito ma condiviso da me, anche se all’inizio con un po’ di difficoltà. Le donne hanno un retaggio culturale che è un po’ difficile da scardinare. Con l’aiuto del mio compagno e con la mia crescente consapevolezza le cose sono andate per il verso giusto, godendone entrambi.

7. Che consigli daresti a chi volesse sperimentare per la prima volta il Cuckold?

LUI: Prima di tutto un uomo aspirante Cuckold deve imparare a saper riconoscere dentro di sé queste fantasie senza averne paura ma accogliendole e valutandole serenamente per poi condividerle con la propria compagna. Se riceve un rifiuto, non deve forzare mai e per nessun motivo la propria donna: lei non è una pornostar privata e né deve sentirsi obbligata a fare alcunché. Questo è un percorso che va percorso per gradi e insieme, con molto dialogo e tranquillità. Se poi si decide di provare, occorrono regole condivise e paletti ben precisi per divertirsi entrambi senza rischi in una sorta di "ambiente protetto". Si deve essere consapevoli che si sprigionano energie potenti, soprattutto per il Cuckold, che da una parte possono portare in paradiso ma in meno di un secondo scaraventano all’inferno. L’energia proviene dallo scardinamento di ancestrali dogmi, quali la proprietà della propria donna (mia e di nessun altro) con conseguente gelosia e possessività. Per contenere e gestire possibili crisi e pericoli due sono gli elementi chiave da tenere sempre e dico sempre a mente: massima comunicazione e totale trasparenza, in modo da assicurare la realtà dei fatti ma anche le necessarie rassicurazioni alla tenuta della coppia.

LEI: Il consiglio da parte mia è quello di percepire questa fantasia come un’opportunità. È importante parlarne prima, durante e dopo. Essere sempre in contatto e straordinariamente complici.

8. Come vincere le paure, le insicurezze, il timore del giudizio?

LUI: Procedendo per gradi e fermandosi non appena si percepisce un disagio. Considerarlo sempre un gioco, fatto insieme per divertirsi. Ci si può fermare alla sola fantasia, condividendola a parole ma senza un seguito nei fatti. Oppure andare avanti organizzando un incontro a tre o addirittura a due senza il Cuckold presente. Il timore del giudizio si vince convincendosi che non si sta facendo nulla di male, fra persone adulte e consenzienti. Purtroppo la morale corrente non consente ancora di rendere pubblico un comportamento del genere, quindi occorre massima attenzione per salvaguardare figli, occupazione e quant’altro da possibili notizie che vi vedano protagonisti.

LEI: Con il proprio compagno bisogna essere onesti e aperti nel dire sempre tutto quel che si pensa nel modo più sincero, anche se la verità a volte fa male! Il giudizio altrui non deve condizionare la propria vita e le proprie scelte.

9. Quali sono i vantaggi del Cuckold secondo te?

LUI: I vantaggi possono essere molteplici: una forte comunicazione, una ritrovata intesa sessuale, un’energia nuova che alimenta l’attrazione della coppia anche dopo anni e anni di matrimonio o convivenza. La riscoperta della trasgressione e dell’intrigo dato dal tener nascosto il gioco agli altri e che rende ancora più complici. Lo stesso giocare e divertirsi insieme aiuta a vivere meglio la quotidianità. Tutto questo è dovuto principalmente al riportare dentro la coppia l’esperienza trasgressiva vissuta, anche separatamente, ed in questo è la donna che gioca un ruolo fondamentale trasferendo la sua trasgressione nel rapporto di coppia.

LEI: Il vantaggio del Cuckold è quello di riuscire a vivere una fantasia traendone eccitazione. Mettere la propria donna al centro dell’attenzione e godere del suo piacere.

10. Quali sono gli svantaggi del Cuckold secondo te?

LUI: Ho già detto della necessità di costruire insieme un "ambiente protetto" per dare sicurezza a tutti, con regole certe e paletti da non oltrepassare. Ma si deve comunque tener presente che dei due, moglie e marito, è Lui che rischia di più la crisi e di conseguenza di far soffrire la propria compagna. La gelosia è sempre dietro l’angolo. Se l’uomo assiste all’incontro avrà meno probabilità di avere conseguenze negative in quanto la moglie si comporterà in modo tale da creargli meno problemi possibili. Ma se non ci sarà, dovrà stare al suo racconto dei fatti, potrà non fidarsi e mettere in dubbio che sua moglie l’abbia fatto solo per gioco. Potrà mettersi in competizione con l’altro o sentirsi inadeguato in confronto a lui e quindi andare in crisi. Fondamentale per un Cuckold è prendere coscienza, anche prima di iniziare, che la donna che vive al suo fianco da tanti anni non è solo "quella donna" che lui conosce.

Messa in relazione fisica con un altro uomo potrà, spesso succede, avere reazioni, comportamenti, parole molto diverse dalle solite. Se si troverà bene e a suo agio libererà la sua eccitazione come non le accadeva da tempo, merito della situazione e della persona che si è scelto di coinvolgere. Tutto questo costituisce da una parte l’obiettivo del Cuckold, rivedere sua moglie "femmina" e provare di nuovo attrazione ed eccitazione forti per lei, ma dall’altra se non ben gestito diventa un mix esplosivo che può far scoppiare la stessa coppia con conseguenze deleterie.

LEI: Gli svantaggi si possono verificare nel caso in cui la trasgressione non viene gestita nella massima apertura e sincerità da parte della coppia. Questa esperienza deve essere fatta tenendo conto delle dinamiche che si possono verificare e gestendole nel modo migliore, creando un ambiente protetto per la coppia

Thailandia, infermiera troppo sexy licenziata per la sua divisa

Thailandia, infermiera troppo sexy licenziata per la sua divisa

E’ stata licenziata in tronco, dopo aver personalizzato un tantino la sua uniforme, rendendola decisamente più sexy rispetto al ‘normale’.

È accaduto a Parichat Chatsri, detta Pang, infermiera thailandese di 26 anni che lavorava in un ospedale privato di Isan.

La sua vicenda, con tanto di foto esplicative, ha recentemente fatto il giro del web. Ma cosa ha pensato di indossare, la sanitaria, di così inadeguato ed accattivante?

Una gonna cortissima che, anche se agli occhi di chi vive in occidente è un capo di abbigliamento assolutamente ‘normale’, in Thailandia e soprattutto in corsia è stato considerato troppo provocatorio, tanto che i datori di lavoro non ci hanno pensato su due volte a licenziarla.

Non apprezzando, di fatto, la sua creatività e forse la sua incontenibile voglia di tenere in qualche modo alto il morale dei pazienti e dell’intera equipe sanitaria.

Pang è stata accusata di inappropriatezza e di aver leso l’immagine della categoria infermieristica a causa di quell’uniforme così tanto procace; troppo, per poter lavorare in un ospedale, secondo i rappresentanti della sua azienda. Dello stesso avviso sono stati anche i moltissimi utenti del web che hanno commentato le foto postate su Facebook dall’associazione Thai Nurse Lovers.

“Ho già spiegato tutto al consiglio dell’ospedale, mi hanno licenziato per i danni arrecati alla loro immagine. Li ho capiti, non volevo creare problemi, mi sono presa le mie responsabilità.”

È con queste parole che la ragazza, che non pensava affatto di sollevare tutto questo gran polverone, ha chiesto pubblicamente scusa; specificando anche che la categoria degli infermieri non deve essere affatto associata alla sua immagine (e ci mancherebbe altro!): lei voleva solo  essere più attraente e curare di più il suo aspetto, ma non tutti sul posto di lavoro fanno le sue stesse scelte.

E, soprattutto, se quell’abito viene chiamato “divisa” o “uniforme” un motivo ci sarà. Che poi dalle nostre parti, qui in Italia, ci sia ben altro a ledere l’immagine ed il decoro della professione infermieristica, è un altro lungo discorso…