Chi non conosce davvero il mondo dello scambismo si immagina spesso una realtà semplice: coppie sempre eccitate, sempre sicure, sempre pronte a lasciarsi andare tra club privé, giochi di coppia, incontri hard e serate ad alto tasso erotico senza il minimo contraccolpo emotivo.
La verità è un’altra.
Anche tra gli swingers, anche tra coppie abituate a vivere il sesso in modo aperto, la gelosia arriva. A volte piano. A volte come una stilettata secca nel petto mentre guardi il tuo partner toccare, baciare o scopare con qualcun altro. E no, questo non significa che la coppia sia sbagliata o che lo scambismo non faccia per voi. Significa solo che siete umani, che c’è desiderio vero in gioco e che, proprio perché il coinvolgimento è reale, certe emozioni non si possono cancellare con la fantasia di essere sempre perfettamente disinibiti.
La differenza la fa il modo in cui quella gelosia viene letta, accolta e gestita.
La gelosia esiste anche nelle coppie swinger
Nel mondo della sessualità aperta, la gelosia è spesso il grande tabù di cui tutti parlano poco. Eppure è presente. Può spuntare mentre guardi la tua lei gemere con un altro uomo. Può arrivare mentre vedi il tuo compagno eccitarsi tantissimo con un’altra donna. Può farsi sentire in una dark room, in una stanza privata, durante un soft swap, un full swap o anche solo davanti a uno scambio di sguardi troppo intenso.
A volte basta pochissimo: una mano di troppo, un’attenzione che sembra più calda del solito, il nome di una persona nominata più volte, oppure quella sensazione fastidiosa che il partner si stia perdendo dentro il piacere di qualcun altro e che tu, in quel momento, stia restando fuori.
È lì che la gelosia punge.
E non serve fare i finti superiori: capita anche alle coppie più navigate, anche a chi frequenta ambienti trasgressivi da anni, anche a chi ama il sesso libero, i giochi a più mani e il piacere condiviso.
Perché la gelosia nel sesso di coppia aperto fa così male
La gelosia fa male perché tocca un punto centrale: la paura di non essere abbastanza. Non abbastanza sexy. Non abbastanza eccitante. Non abbastanza capace di accendere il partner come invece sembra fare qualcun altro.
Nel contesto dello scambismo di coppia, questa sensazione può essere ancora più intensa perché il confronto avviene in modo diretto, carnale, visivo. Non stai immaginando. Stai guardando. Vedi i corpi, senti i gemiti, percepisci l’alchimia sessuale. E se dentro di te c’è una crepa, lì la senti tutta.
Da quella ferita possono nascere rabbia, chiusura, nervosismo, bisogno di controllo, accuse, freddezza improvvisa. Oppure il contrario: fai finta di niente, ingoi tutto, sorridi, continui la serata e poi esplodi dopo, magari in macchina o a casa, quando l’adrenalina si spegne e resta soltanto il fastidio.
Il problema è che molte persone si vergognano persino di ammetterlo. Si dicono che, se hanno scelto lo swinging, allora non dovrebbero provare gelosia. Ma è una sciocchezza. Lo scambismo non cancella le emozioni. Le amplifica, perché mette il desiderio, il corpo e la coppia sotto una luce fortissima.
Il primo errore: fingere che non ti stia succedendo niente
Quando senti salire la gelosia, il primo istinto spesso è negarla. Fingere che sia tutto sotto controllo. Continuare a recitare la parte di quello aperto, evoluto, super sicuro di sé. Ma più fai questo, più rischi di far marcire il fastidio dentro.
Molto meglio fermarsi e riconoscere quello che sta accadendo.
Se durante una serata senti un nodo allo stomaco mentre guardi il tuo partner divertirsi forse un po’ troppo con un’altra persona, se ti prende quella stretta nel petto, se inizi a sentire la testa piena di pensieri sporchi e tossici, la prima mossa utile è bloccare per un attimo il pilota automatico.
Respira. Prenditi un minuto. Rientra nel tuo corpo.
Non per reprimerti, ma per capire che cosa ti ha acceso davvero quella reazione. Perché spesso il punto non è la scena erotica in sé. Il punto è quello che quella scena ha smosso dentro di te: paura di essere meno desiderato, paura di essere messo in secondo piano, paura di non reggere il confronto, paura di perdere qualcosa di vostro.
La gelosia spesso nasce dall’autostima, non solo da quello che fa il partner
Una verità scomoda è questa: molte crisi di gelosia non nascono solo dal comportamento del partner, ma da come ti senti tu rispetto a te stesso.
Se ti confronti continuamente con gli altri corpi, con le altre prestazioni, con altre energie sessuali, allora ogni incontro può trasformarsi in una gara. E il sesso, quando diventa competizione, smette di essere piacere e inizia a diventare minaccia.
Pensieri come “lui ce l’ha più grosso”, “lei è più provocante”, “con quella coppia si diverte di più”, “con quell’altro sembra eccitata il doppio” possono distruggere la serenità mentale anche in una coppia molto affiatata.
Per questo l’autostima nello scambismo conta tantissimo. Se non ti senti abbastanza, ogni serata può trasformarsi in un test. E vivere il sesso come un esame continuo è il modo più veloce per rovinarsi la libertà.
Parlare chiaro prima, durante e dopo gli incontri
Chi vive davvero bene questo ambiente lo sa: lo swinging non si regge solo su attrazione, trasgressione e voglia di scopare. Si regge soprattutto sulla qualità della comunicazione dentro la coppia.
Parlarsi prima di un incontro è fondamentale. Dire cosa vi eccita, cosa vi incuriosisce, cosa vi spinge oltre e cosa invece vi blocca. Capire se siete in una fase in cui volete solo guardare, solo giocare insieme, solo soft, oppure se vi sentite pronti per spingervi oltre. Mettere in chiaro desideri, limiti, fantasie e paure evita una quantità enorme di problemi.
Ma è importante anche sapersi parlare durante. Se una scena ti destabilizza, se il tuo partner si sta lasciando andare in un modo che ti mette a disagio, se senti che qualcosa dentro si sta incrinando, non serve fare l’eroe. Serve trovare il modo di dirlo.
Molte coppie usano una safe word, un gesto, una stretta di mano, un tocco preciso. Un segnale che significa: fermiamoci un attimo, ho bisogno di rientrare, ho bisogno di te.
Ed è altrettanto fondamentale parlarsi dopo. Non solo per raccontare cosa è piaciuto o cosa vi ha fatto godere di più, ma anche per dire con sincerità dove avete sentito attrito, tensione o fastidio. È lì che la coppia cresce davvero.
Accettare la gelosia è meglio che combatterla a pugni
La gelosia diventa distruttiva soprattutto quando la vivi come un’umiliazione. Quando ti dici che non dovresti provarla. Quando la senti come una sconfitta personale.
Invece andrebbe trattata in modo molto più intelligente: come un segnale.
Ti sta dicendo che c’è qualcosa che ti fa male, che ti rende insicuro, che ti fa sentire esposto. E se smetti di combatterla per orgoglio, puoi iniziare a usarla per capire meglio te stesso, il tuo rapporto col sesso, il tuo rapporto col corpo, il tuo rapporto col partner.
Accettarla non significa arrendersi. Significa non mentire a te stesso.
Quando è il partner a essere geloso
Se è il tuo partner a mostrare disagio, non fare l’errore idiota di minimizzare. Non dire che è tutto nella sua testa. Non rispondere con frasi tipo “era solo sesso” o “stai esagerando”. Perché magari per te era solo un gioco, ma per l’altro quella scena ha toccato un nervo vero.
Se la coppia vuole restare forte, bisogna saper accogliere anche il lato fragile dell’altro. Non con paternalismo, ma con rispetto. Ascoltare, rassicurare, chiarire, rimettere il contatto al centro.
Nel mondo dei club privé, degli incontri di coppia e delle serate trasgressive, la differenza tra una coppia che si rafforza e una che si consuma spesso sta tutta qui: nella capacità di tornare a guardarsi davvero anche dopo aver guardato altrove.
Compersione: trasformare la minaccia in eccitazione condivisa
Esiste un concetto molto potente nel mondo delle relazioni aperte: la compersione. In parole semplici, è il piacere di vedere il proprio partner felice, desiderato, goduto. È una forma di eccitazione indiretta, una partecipazione emotiva e sessuale al suo piacere.
Nel contesto dello scambismo, coltivare questa dimensione cambia completamente il modo in cui vivi gli incontri. Invece di leggere tutto come una sottrazione, inizi a percepire il piacere del partner come qualcosa che alimenta anche voi, che vi accende, che vi arricchisce, che vi fa tornare a casa ancora più carichi, più arrapati, più complici.
Ovviamente non succede con uno schiocco di dita. E non significa raccontarsi favole. La compersione non nasce negando la gelosia, ma attraversandola e ridimensionandola. Più la coppia è solida, più il desiderio dell’altro smette di sembrare una minaccia e può diventare una miccia erotica.
La gelosia può perfino diventare afrodisiaca
Sì, può succedere.
In una coppia sana, stabile, con regole chiare e fiducia vera, anche una punta di gelosia può trasformarsi in benzina sessuale. Vedere che il tuo partner piace, attira, accende desiderio, può renderlo ancora più erotico ai tuoi occhi. Può farti venire voglia di riprendertelo addosso, di sentirlo tuo nel corpo, nel letto, nel gioco intimo che vi appartiene.
Ma questo succede solo quando la base è forte. Se sotto ci sono insicurezza, bugie, squilibri o bisogno di conferme continue, allora la gelosia non eccita: lacera.
Per questo non bisogna idealizzarla. Può essere una scintilla, sì. Ma solo se la coppia sa reggerla senza farsene travolgere.
La verità finale: nello scambismo non vince chi non prova gelosia, ma chi sa gestirla
Chi vive bene lo scambismo di coppia non è chi non sente mai nulla. È chi ha imparato a non farsi distruggere da quello che sente.
La gelosia può entrare nei giochi, negli incontri, nei club, nelle fantasie realizzate, nei racconti del giorno dopo. Può spuntare anche quando tutto sembra funzionare. Ma non deve per forza rovinare il sesso, l’eccitazione e la libertà che state cercando.
Se la riconosci, se la dici, se la ascolti senza vergogna, se lavori sulla tua autostima e se continui a costruire una coppia dove il dialogo conta quanto il desiderio, allora quella stessa gelosia può perdere veleno. E in certi casi può perfino diventare parte del fuoco che vi tiene vivi.
Perché alla fine, dopo i corpi, i baci, i gemiti, le stanze rosse, i letti condivisi e le notti in cui tutto sembra esplodere, la vera domanda resta sempre la stessa: quanto siete capaci di tornare l’uno dall’altra con ancora più voglia, più verità e più fame di voi?
Entrare nel mondo dello scambismo può suscitare un ampio ventaglio di emozioni, e se non si affrontano in modo consapevole, l’esperienza rischia di diventare difficile o negativa.
Una delle emozioni più comuni — e spesso anche più difficili da gestire — è la gelosia.
La gelosia ha un ruolo particolare nella nostra società: a volte è vista come segno d’amore, altre volte come un problema che ci imprigiona
Spesso si crede che se non ci si mostra almeno un pò gelosi potremmo essere visti dal partner come disinteressati. Cosa sbagliatissima perchè l'amore, il tenere una persona, si legge dai gesti e non solo dalle parole.
Ma noi la vediamo diversamente. Perché mai bisognerebbe provare gelosia in un gioco condiviso? Se avete usato dei sex toys in coppia, siete mai stati gelosi di quell'oggetto? (Se si avete altri problemi e non è questo il posto adatto per parlarne ^^)
Noi crediamo che sia molto più utile usare il nostro tempo per amarci e sostenerci a vicenda, vivendo un percorso sincero e aperto, in cui le fantasie si raccontano e si cerca di realizzarle, tenendo ben presente che non tutte le fantasie di un partner devono essere condivise e realiizzate dall'altro.
È una sfida comune per chi è nuovo nel lifestyle, ma può essere superata, ma non vi aspettate che sia una cosa che potete decidere a tavolino e risolverla.
Solitamente quello che succede quando un partner inizia a confidare all'altro che si vorrebbe provare qualcosa di nuovo e magari allargare il rapporto, scatta nell'altra persona una reazione, naturalissima, di gelosia.
Ci si sente inadequati, si pensa che non si sia abbastanza per l'altra persona, che ci sia qualcosa che non va.
Superato questo primo scoglio in cui si capisce che tanto entrambi nel vostro intimo sognate di fare cose diverse, insieme, amandovi, ma dove siano presenti altre persone si passa a una fase di studio, di indagine e si inizia a testare il terreno.
In questa fase sono gli uomini quelli che soffrono di maggiore gelosia iniziando a vedere, in loro presenza, che un uomo la corteggi, la tocchi, voglia fare sesso con lei con il vostro consenso.
Non ci nascondiamo. La prima volta ci si forza un pò, lo si fa perchè si desidera tanto quel momento anche se in fondo una vocina ci dice che siamo matti.
E nelle donne quando scatta la gelosia? Solitamente, si parla generalizzando e in base alla mia esperienza, la donna è piu' tollerante nella fase di corteggiamento. Soffre di meno se vede il prioprio uomo flirtare in sua presenza con la lei di un'altra coppia.
Il punto critico lo raggiunge se si fa sesso. Anche in uno scambio di coppia, magari lo vede troppo eccitato e li solitamente parte la sua gelosia.
Molte coppie dopo la prima esperienza si fermano per un pò.
Devono capire, riflettere, mettere in ordine i pensieri e le emozioni, ma la verità non detta è che vogliono capire se tra di loro è cambiato qualcosa.
Quando si renderanno conto che non solo a livello sentimentale niente è peggiorato ma, anzi, li ha legati maggiormente e il loro letto torna ad ardere di passione, il problema gelosia è bello che superato.
Che cos’è la compersione?
No no.. non è scritto male.. non è comprensione il termine è proprio compersione
Quando si pensa allo swinging, la prima emozione che viene in mente è quasi sempre la gelosia. Ma c’è un’altra emozione, molto meno conosciuta, che può diventare centrale in questo percorso: la compersione.
La compersione è la gioia che proviamo vedendo il nostro partner felice, anche se non siamo direttamente coinvolti. È una forma di empatia emotiva, in cui il piacere dell’altro diventa anche il nostro piacere.
Immagina di scoprire uno snack delizioso. Ti piace così tanto che vuoi condividerlo con il tuo partner, perché vederlo apprezzare qualcosa che ami rende quell’esperienza ancora più bella.
Non sei geloso, non ti infastidisce dividerlo. Anzi, il piacere del tuo partner amplifica il tuo. Questo è compersione.
Oppure pensa a quando organizzi una festa di compleanno sexy per il tuo partner. È il suo momento speciale, ma la sua felicità ti riempie di gioia.
Non ti dà fastidio che l’attenzione sia tutta su di lui o lei — sei felice proprio perché lo/la vedi felice. Anche questo è compersione.
Un altro esempio semplice: siete in una spa per un massaggio di coppia. La condivisione dell’esperienza, il sapere che anche il tuo partner si sta rilassando e godendo il momento, rende l’esperienza ancora più intensa per te. Questa è la magia della compersione.
Molte persone iniziano il percorso dello swinging senza sapere quanto sia importante condividere le emozini di quei momenti che non sono solo sesso, ma un gioco di coppia.
Chi si ferma prima è solo per la paura di "perdere" il partner e si perdono la possibilità di essere vivi, scoprire un’emozione nuova, calda, positiva, vivendo esperienze intriganti e trasgressive con altre persone.
Questo non solo arricchisce il rapporto, ma alimenta anche la complicità e la passione nella vita privata della coppia.
Naturalmente, la compersione è un sentimento, e come tutti i sentimenti, non può essere forzato.
Non puoi decidere di provarlo, così come non puoi costringerti a essere felice per il successo di qualcuno che non sopporti.
Non dimenticate mai una cosa importante. Per quanto uno di voi due desideri allargare il proprio rapporto a nuove esperienze, se l'altra persona non è d'accordo, non esistono rimproveri, musi lunghi, capricci.
Un no è un no. E' un gioco che si deve condividere al 100% altrimenti si, in questo caso, distruggerebbe il vostro rapporto.
“Ottimo lavoro, tesoro,” dice l’uomo nudo alla moglie.
Non riescono a staccarsi gli occhi di dosso e io mi sento un po’ esclusa. Dopotutto, sono io che sto facendo del sesso orale a lui, mentre sua moglie si sta occupando di mio marito qui accanto.
Se un anno fa mi avessero detto che sarei riuscita a guardare mio marito farsi fare una fellatio da un’altra donna senza essere gelosa, mi sarei messa a ridere. Sono sempre stata una persona gelosa. Appena mio marito, ma anche qualsiasi mio ex, guarda anche distrattamente una donna attraente, salto su. Le mie scenate di gelosia sono tristemente note.
Nulla mette più a rischio il mio controllo sulla situazione dello scambismo, ma quando come giornalista sono stata invitata in due resort per scambisti a Cancun—Desire Pearl e Desire Riviera Maya—ho subito detto di sì. Volevo una vacanza gratis. E nella mia testa ho subito escluso la possibilità di partecipare attivamente a orge in cui avrei dovuto guardare mio marito dare piacere ad altre donne.
La gelosia non era l’unica paura. In passato ho sofferto di dipendenza dal sesso e dal porno, ne ho scritto moltissimo e nella mia vita sessuale ho spesso fatto scelte terribili. Sebbene la dipendenza si sia placata da quando ho incontrato mio marito, grazie a tanti sforzi e al suo incrollabile supporto, il mio timore era che questa vacanza potesse riaprire la ferita.
“Non possono obbligarci a fare nulla,” ho detto a mio marito (e a me stessa) mentre discutevamo delle nostre preoccupazioni a riguardo. Lasciavamo spesso la bambina dai miei per rilassarci qualche giorno. E allora perché non farlo per andare in un resort per scambisti?
Mio marito era d’accordo con me, e ha aggiunto, “Non ci possono nemmeno obbligare a stare nudi.”
Il Desire resort non si definisce “per scambisti”, ma un luogo “solo per coppie, dove i vestiti non sono obbligatori,” e che comprende anche le coppie cosiddette “vanilla”, come noi, quelle che vanno lì per divertirsi ma non vogliono necessariamente avere rapporti con estranei.
Qualche settimana dopo atterriamo a Cancun sotto una pioggia torrenziale. Al Desire Pearl resort, il personale ci accoglie con calici di champagne e saluti cerimoniosi. Tra le regole del resort la più importante è che “No significa no.” Gli ospiti, inoltre, si impegnano a non fotografare altri avventori e a fare sesso in pubblico solo nelle aree dedicate, come la vasca idromassaggio e la sala dei giochi.
Mentre ci accompagnano alla nostra stanza, tutte le persone dello staff che incontriamo ci salutano cordialmente, mettendo una mano sul cuore e guardandoci dritto negli occhi.
“Insegniamo loro ad avere a che fare con le persone nude, a guardarle negli occhi,” ci spiega Alberto Martinez, general manager del Desire Pearl, quando gli chiediamo come i dipendenti gestiscano la situazione in cui si trovano, circondati da persone nude che fanno sesso sotto gli occhi di tutti. Mi sembra molto difficile che possano riuscire a lavorare con tutte queste distrazioni.
Non appena smette di piovere, io e mio marito ci dirigiamo verso la vasca con acqua riscaldata. Qui iniziamo a guardarci attorno e subito ci rendiamo conto dell’immensa varietà dei clienti. Tra gli ospiti, dai 30 ai 70 anni—principalmente tutti americani bianchi—ci sono fisici slanciati e grassottelli, persone alte e persone basse, piccoli seni naturali e gigantesche protesi in silicone, peni grandi e peni piccoli, vagine nature o completamente depilate.
Con il costume mi sento a disagio, così mi tolgo subito il pezzo sopra e mio marito si sfila i boxer come se non aspettasse altro. È un po’ come tornare bambini senza vergogna, le persone si scrutano a vicenda, si fanno complimenti, scherzano e parlano apertamente delle proprie fantasie. Si parla anche di temi normalissimi, dal lavoro alla vita in città. Sorprendentemente, i clienti del resort—principalmente impiegati e benestanti, essendo una struttura piuttosto costosa—parlano anche molto dei loro figli. Di tutte le coppie che abbiamo incontrato, solo due non hanno figli.
“I vostri figli sanno dove siete?” chiedo a una coppia dell’Ohio.
“Certo,” mi risponde lui. “Anzi, nostra figlia di 16 anni ha scelto la lingerie per la mamma e i costumi sexy per la serata a tema. Tutti a casa sanno dove siamo. Lo diciamo senza problemi a colleghi, amici e parenti. Per come la vediamo noi, se ci sono persone che hanno problemi con il nostro stile di vita, non le vogliamo accanto, tutto qui. Così è molto più semplice.”
Un’altra donna racconta con orgoglio di aver regalato un vibratore alla figlia teenager per Natale, e di averlo trovato poco dopo sotto il suo letto, spacchettato.
Ripenso a mia madre, che mi aveva parlato di sesso solo una volta in tutta la mia adolescenza, indicandomi le parti basse e sentenziando, “Non farti maitoccare da nessuno lì.” Negli anni ho capito molte cose, non solo dai miei genitori e dall’ambiente cattolico in cui sono cresciuta, ma anche dalla TV, dai libri, dalle commedie romantiche e dalle valanghe di canzoni pop sul tema: nessuno rispetta le prostitute, gli uomini tradiscono, le donne piangono e le relazioni sono fragili.
Anche se oggi mi ritengo piuttosto migliorata, alcune reminiscenze del passato mi perseguitano. La gelosia è una di queste, così come il fatto di giudicare le persone che avrei incontrato in questo resort.
Come sarà a successo a molti, prima di arrivare al Desire nella mia testa gli scambisti erano persone strane, un po’ patetiche. Una cosa da coppie di mezza età annoiate dal proprio partner. Probabilmente arrivate lì su insistenza del marito. Ma dopo essere stata al resort e aver parlato con molte persone, mi sono resa conto che mi sbagliavo. Nessuno sembrava annoiato o disinnamorato del proprio partner. Coppie sposate da decenni si baciavano e coccolavano in pubblico come ragazzini. E le donne erano tutt’altro che passive. “Chi prende la decisione di venire qui sono le donne,” mi spiegherà poi Martinez. “Chi accetta di venire è la donna.”
E in effetti, le donne nel resort sembrano più aggressive degli uomini. Quasi tutti i complimenti che ricevo mi vengono fatti da donne—Hai avuto un figlio? Non ci credo!—così come quasi tutti gli inviti espliciti—Voglio baciarti, non riesco a togliermelo di testa. Posso? E mentre gli uomini sono più aperti alla conversazione senza secondi fini, le donne spesso non iniziano nemmeno a parlare se non hanno un interesse sessuale.
“Sarà la sesta volta che veniamo qui,” mi dice un signore del Midwest mentre lasciamo la vasca e ci avviciniamo al bar. La moglie ha degli accessori vistosi attorno ai capezzoli e sta studiando la sala con attenzione. Non sembra interessata a parlare con noi. “La sesta volta,” ripete lui, “e non siamo mai usciti dal resort.” Mi sembra davvero incredibile, soprattutto perché il sito di Chichén Itzá è a pochi chilometri da qui. Hanno davvero passato l’intera vacanza a fare sesso? Quando poi aggiunge che non sono scambisti, lo trovo ancora più strano. “Per noi è solo porno dal vivo,” dice.
Come noi, sono una “coppia vanilla.” Ne incontriamo tante in quei giorni. Un uomo mi dice che lui non è contro all’idea dello scambismo, ma che nessuno si era dimostrato all’altezza degli standard della moglie. La moglie, una donna minuta bionda, non ci degna di uno sguardo. E questo mi fa provare un po’ di insicurezza: Non siamo nemmeno noi alla sua altezza?
“Non lo trovi deludente?” gli chiedo.
Ride. “A volte l’eccitazione della sorpresa, di non sapere se accadrà qualcosa o no, è abbastanza per tutto l’anno. La fantasia spesso può essere molto più soddisfacente della cosa in sé.”
Ovviamente, però, non ci sono solo coppie vanilla. Dopo la prima cena non abbiamo ancora visto nessuno fare sesso e così decidiamo di tornare alla vasca ora che si è fatto buio. Qui assistiamo alla prima orgia pubblica. E nonostante l’avessi letto nella liberatoria, la prima reazione è che sia contro le regole.
“Si può?” chiedo a mio marito sottovoce.
Lui non mi risponde. È troppo impegnato a osservare le dinamiche. Mentre uno dei due uomini del gruppo si scambia di ruolo con la sua compagna, si volta e ci fa cenno con la mano, invitandoci a partecipare.
Guardo mio marito, lui guarda me in attesa che io prenda la decisione—nuotare nell’altra direzione oppure unirci a loro. In quel momento sperimento uno dei concetti principali su cui si basa il Desire resort: decido per entrambi. Nel momento in cui quell’uomo ci ha fatto cenno con la mano, abbiamo smesso di essere una coppia vanilla e siamo diventati scambisti. O almeno io lo sono diventata. Avevo ancora bene in mente la gelosia, e mio marito ne era consapevole. Così tutto quello che ho fatto in quel momento è stato giocare con le altre due donne, mentre gli uomini guardavano e toccavano solo la propria partner.
Finito il divertimento mi libero dal groviglio e tutti insieme ci dirigiamo verso il bar come un gruppo di vecchi amici, ognuna di noi avvinghiata al proprio partner.
“Ciao, sono Ginger,” mi dice una delle donne, porgendomi la mano. “Piacere di conoscerti.”
Nei giorni successivi, come se quella notte avesse fatto scattare qualcosa, io e mio marito iniziamo un gioco, fino a dove ci spingeremo stasera? Prenotiamo un massaggio sensuale in coppia alla spa, dove il mio massaggiatore uomo e la sua massaggiatrice donna ci portano a un passo dall’orgasmo prima di avvicinare i nostri due lettini e lasciarci soli. La sera incontriamo lo stesso gruppetto nella vasca e a un certo punto il gioco si sposta in camera di qualcuno. Qui mio marito palpa il seno di un’altra donna, mentre un altro uomo tocca il mio. Poco dopo, lo guardo ricevere sesso orale da più di una donna, mentre altri uomini si avventurano tra le mie gambe. Nel corso della serata i freni inibitori si allentano, i muri si infrangono ma io e mio marito continuiamo a scambiarci cenni di assenso, per capire se entrambi siamo a nostro agio, e le altre coppie fanno lo stesso.
“Mani e bocca sono OK, giusto?” chiede uno dei mariti.
“Se provi a penetrare un’altra donna ti uccido,” risponde la moglie.
“Tutto bene?” ci chiediamo io e mio marito a turno. “Questo ti va?” La risposta è sempre sì.
La cosa che più mi ha sorpreso mentre guardavo mio marito con altre donne è che non provavo rabbia, risentimento o paura. Forse perché io stavo facendo la stessa cosa. Forse nel mio percorso di guarigione dopo la dipendenza dal sesso sarebbe stato meglio esplorare la mia sessualità, piuttosto che limitarla.
Non abbiamo comunque abbandonato ogni tipo di inibizione, né superato tutti i limiti. Il miglior sesso che ho fatto nella vacanza è stato quello con mio marito, nella nostra stanza d’albergo al riparo da occhi indiscreti, ripensando alle avventure provate durante il giorno.
Al terzo giorno ci spostiamo al Desire Riviera Maya e qui incontriamo un vigile del fuoco e sua moglie al bancone del bar. Scatta subito qualcosa, parliamo della nostra città, del lavoro e dei figli. Loro sono nel giro da anni e quando gli spieghiamo quello che abbiamo fatto negli ultimi giorni ci dicono che si chiama “soft swap.” È un livello sopra la coppia “vanilla”, ma non è ancora il “full swap”: le coppie soft swap fanno tutto tranne la penetrazione. Io e mio marito esprimiamo entrambi la nostra convinzione a continuare così, non abbiamo voglia di andare oltre.
“Ognuno sceglie il proprio stile,” dice la moglie del pompiere. Ha uno sguardo gentile e una voce pacata. Sorride spesso e fa domande attente, la cosa mi piace. Sembra davvero interessata a noi, e da quanto mi dice, questo per lei è molto importante. Non le piace fare sesso con persone da cui non è attratta emotivamente. Il feeling la eccita.
Qualche ora dopo ci siamo scambiate i mariti ed entrambe stiamo dando loro piacere orale. Poi il pompiere chiede, “Vi va di provare con il full swap?” Io non sono ancora venuta, quindi per un attimo ci penso, ma guardo subito mio marito. Lui non dice niente, mi guarda e basta. Ancora una volta, la decisione spetta a me.
Prendo tempo e chiedo: “Avete dei preservativi?”
Loro scuotono la testa. Do un occhio nella stanza—in un posto così dovrebbero esserci preservativi in ogni angolo, al posto delle boccette di shampoo—eppure, non riesco a trovarne nemmeno uno. Guardo persino nel frigorifero, nulla.
Il mio respiro si placa, e sento che l’entusiasmo sta scendendo. Il pompiere e la moglie si avvicinano e si fanno le coccole nel letto, io mi metto tra le braccia di mio marito accanto a loro, ma ormai non mi interessano più.
Lei inizia a raccontare storie su un’altra scambista che conoscono. “A volte dopo che inizi con lo scambismo ti vengono le gelosie più strane,” dice. “Questa nostra amica, ad esempio, è molto bassa e il marito è molto alto. Per anni l’ha guardato fare sesso con tantissime donne senza problemi. Poi una volta, una ragazza in un club scambisti si è dovuta mettere in punta di piedi per baciarlo, e questo l’ha fatta infuriare.” Ride. “Quella era la loro cosa, lei era molto più piccola di lui, era quello che li rendeva speciali, e in quel momento quella donna glielo stava rubando. Non è strano?”
Improvvisamente, i suoi boccoli sul mio cuscino e le sue carezze sul braccio mi danno i nervi. Voglio che se ne vadano immediatamente. Non che mi sia pentita, ma preferisco mio marito a loro e vorrei restare da sola con lui. Avevamo quasi superato il nostro limite ultimo, e ora avevamo bisogno di ritrovare il nostro legame e di parlare apertamente delle nostre sensazioni.
Il sesso non protetto è pericoloso e improvvisamente sono contenta che non ci siano preservativi nella stanza. Con gentilezza dico alla coppia che abbiamo un impegno a cena, loro colgono il suggerimento e iniziano a raccogliere le loro cose.
In passato ho avuto la mia buona dose di sesso occasionale, ma non mi pento di questa serata. Non mi pento di quello che abbiamo fatto, né di quello che non abbiamo fatto in questo viaggio. E poi c’è un motivo ancora più eccitante che mi rende felice di non aver provato il ‘full swap’: così abbiamo ancora qualcosa di nuovo da esplorare per la prossima. E a giudicare da quanto abbiamo parlato della nostra esperienza al resort una volta tornati a casa, credo proprio che ci sarà.
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