Come realizzare foto Boudoir perfette per i vostri social

Come realizzare foto Boudoir perfette per i vostri social

La parola Boudoir che in francese vuol dire salottino, si riferisce al camerino privato di una donna.

È un luogo intimo che ha tutto per sé che questa tipologia di arte fotografica cerca di trasmettere attraverso degli scatti che sanno di vera autenticità proprio perchè rivolto a persone che non si sono mai realmente prestate come soggetti in primo piano.

Molti fraintendono questo genere di fotografia con il glamour, dove viene messo in risalto soprattutto il lato erotico del soggetto ritratto, spesso completamente nudo ma in ogni caso che allude alla sfera sessuale.

  • Il boudoir non è un genere di fotografia per fotografi maniaci
  • Il boudoir non sono foto feticiste di scarpe e piedi
  • Il boudior non sono foto volgari ed esplicite

L’abbigliamento preferito per questo genere di scatti è la lingerie, ma le donne scelgono di indossare quello con cui si sentono più a loro agio, che sia una veste, un completo intimo, una camicia o reggicalze e guêpière.

Le fotografie di boudoir mirano ad apparire candide e non esposte. Lo stile è giocoso e provocatorio. Permette alle persone fotografate di emanare una forte presenza.

La nudità è implicita ma raramente mostrata.

Consigli

  • Prova diverse angolazioni: Diverse prospettive possono cambiare significativamente le immagini finali in un servizio fotografico di boudoir. Un ottimo punto di vista per i servizi fotografici di boudoir è dall’alto verso il basso perché si può mostrare l’intero corpo disteso su un letto o un divano.
  • Usare un’illuminazione drammatica: L’illuminazione drammatica è un setup molto contrastante comunemente usato nella fotografia di ritratto. Come fotografo di boudoir, puoi usare questa tecnica per nascondere parti del corpo e lasciare che lo spettatore voglia di più. È anche utile per coprire parti con cui il tuo cliente potrebbe non sentirsi a suo agio.
  • Il colore crea un’atmosfera: Potete cambiare l’atmosfera regolando il tono generale dell’immagine. Puoi farlo con la scelta della luce o con il color grading in post-produzione.
  • Prova con dei vestiti bagnati: Spesso i clienti chiedono al loro fotografo di boudoir cosa dovrebbero indossare per la sessione. Mentre l’abbigliamento intimo è una buona scelta, è anche possibile far sembrare sexy i vestiti normali. Se il tuo cliente è a suo agio, un’idea da provare è quella di bagnare i loro vestiti. A seconda del tipo di tessuto, l’acqua può renderlo più trasparente o semplicemente aggrapparsi al loro corpo, dandogli un aspetto molto attraente.
  • Le vasche da bagno sono perfette in un servizio di boudoir: Una sessione di boudoir spesso si svolge a casa del cliente in modo che possa rimanere nella sua zona di comfort. Assicuratevi di perlustrare il bagno e vedere se c’è una vasca da bagno perché offre molte possibilità creative. Se non ce n’è una a casa, chiedi al tuo cliente se sarebbe disposto ad andare in location in una stanza d’albergo o in una casa vacanze in affitto dove c’è una vasca.
  • Sperimenta con ritratti senza volto: Una foto sexy boudoir è un tipo di ritratto, ma non significa che devi mostrare il volto del cliente per tutto il tempo. Alcuni ritratti senza volto possono essere piuttosto intimi, misteriosi e sensuali – quindi assicurati di provarli.
  • Usa la teoria del colore per costruire il tuo set: Che si tratti dello styling di una location o della scelta dello sfondo per lavorare nel tuo studio – la teoria dei colori può aiutarti a scegliere lo sfondo e gli oggetti di scena. Definire una palette di colori può anche aiutare il tuo cliente a decidere il guardaroba.
  • 9. Prova la fotografia del bagno di latte: La fotografia del bagno di latte è esattamente quello che sembra – si immerge il cliente in una vasca da bagno piena di latte diluito in acqua. Puoi decorare la vasca con fiori o oggetti di scena colorati e persino aggiungere essenze per aiutare il tuo cliente a rilassarsi. L’opacità dell’acqua con il latte lo rende perfetto per i clienti timidi che non vogliono rivelare tutto il loro corpo. Aiuta anche a fare un po’ di nudità implicita.
  • Scegliere gli oggetti di scena giusti:  Gli oggetti di scena sono un modo divertente per aggiungere un pop di colore e aggiungere all’umore della foto. Per una foto romantica, puoi usare dei fiori – per una sessione lussuriosa, puoi usare cioccolato e frutta. Gli oggetti di scena sono sempre utili al soggetto quando si sente impacciato mentre posa, perché un oggetto di scena gli dà qualcosa da fare o da tenere.
  • L’high-key è perfetto per le immagini di boudoir: La fotografia high key ha toni scuri minimi, in quanto ha principalmente colori bianchi o chiari e luce brillante. È perfetta per un servizio fotografico di boudoir nello stile della fotografia glamour perché leviga naturalmente la pelle. Dà anche una sensazione molto romantica ed eterea alle foto finali.
  • Usa la nudità implicita – se il tuo cliente è a suo agio: Il boudoir non è la stessa cosa della fotografia di nudo. Un buon modo per giocare con questa linea sottile è quello di scattare foto dove c’è una nudità implicita. Questo significa che o il tuo cliente è nudo, ma non mostri le parti più intime, oppure non è nudo, ma lo fai sembrare tale giocando con l’angolo dello scatto e l’illuminazione.
  • Scatta attraverso il vetro: Un’altra idea divertente per fare foto sexy è quella di scattare attraverso il vetro. Forse usate la porta della doccia con delle gocce d’acqua dentro, o scattate attraverso la finestra mostrando la cornice per dare uno stile voyeur alla foto.
  • Prova diversi setup di illuminazione: Usare diversi setup di illuminazione durante la sessione di boudoir darà al vostro cliente varie scelte. Altrimenti, l’album finale potrebbe sembrare ripetitivo e potrebbe diventare noioso.
  • Provate impostazioni insolite: Mentre un servizio di boudoir di solito si svolge nella camera da letto principale, nel soggiorno e nel bagno – non c’è una regola che vi impedisce di provare qualcosa di diverso. A seconda della location e dello stile delle foto, potete provare la cucina, il giardino e persino il garage – lasciate libera la vostra creatività.
  • Modifica le tue immagini : Editare le foto finali di un servizio boudoir è difficile perché si passa dallo stile all’etica, e bisogna trovare il giusto equilibrio. Cerca di capire come ti piace lavorare e parlane apertamente con il tuo cliente. Per esempio, ad alcuni fotografi piace fare ritocchi da rivista per una pelle impeccabile e la manipolazione del corpo – ad alcuni clienti potrebbe non piacere. Molte persone usano l’esperienza del boudoir per rafforzare se stesse e acquisire fiducia nel loro corpo così com’è. Potrebbe essere il contrario. Potresti voler fare un editing leggero mentre il tuo cliente si aspetta di apparire come la top model di una rivista nelle foto. Quindi, discutete di ciò che si aspettano da voi fin dall’inizio e decidete se siete a vostro agio a lavorare in quel modo.
  • Usa la macchina fotografica in modalità manuale: Imparare a usare la macchina fotografica è importante per avere il controllo completo sull’immagine finale. Con l’apertura, puoi cambiare quanto è a fuoco – usare la messa a fuoco selettiva può aiutarti a evidenziare il tuo soggetto o una parte della foto. Con la velocità dell’otturatore, puoi sfocare o fissare il movimento. Infine, è possibile controllare quanto sia fluido o granuloso il risultato finale con l’ISO.
  • Il guardaroba va oltre la lingerie:  La maggior parte dei clienti diventano nervosi per il servizio fotografico, e non riescono nemmeno a decidere cosa indossare. Come fotografo professionista, dovresti essere in grado di offrire alcune idee di guardaroba per il grande giorno. Lingerie e biancheria intima vanno bene, ma puoi anche suggerire un abbigliamento elegante o anche un paio di jeans con una maglietta semitrasparente per lei e un topless per lui. Tutto dipende dall’umore che si vuole ottenere.
  • Usa gli specchi per aggiungere profondità:  Quando cercate oggetti di scena, tenete a mente che gli specchi sono una grande risorsa. Questo perché si inseriscono naturalmente in una scena di boudoir. Inoltre, ti aiutano ad aggiungere profondità allo spazio – e possono aiutare il tuo soggetto a vedere la posa e correggerla se necessario.
  • Fai dei primi piani:  Non è sempre necessario mostrare l’intero corpo. Alcuni primi piani possono essere piuttosto potenti e dare alle immagini finali o all’album una varietà visiva. È importante che tu capisca dove ritagliare, però. Tieni a mente che non dovresti mai tagliare su un’articolazione. Quindi, mai tagliare le gambe sulla caviglia o sul ginocchio, mai tagliare il braccio sul polso o sul gomito, e così via.
  • La posa è la chiave: I fotografi boudoir (foto sexy) di successo sanno come mettere in posa le loro modelle secondo il loro tipo di corpo, l’umore del servizio fotografico, ecc. Non dimenticare che la maggior parte dei clienti non ha mai fatto una sessione fotografica professionale – quindi è compito del fotografo farli sentire sicuri di sé, rilassarsi e indirizzarli a creare delle foto incredibili.
    È sempre una buona idea avere alcune pose di base già in mente prima del servizio fotografico. Puoi avere un set di carte o una compilation di foto sul tuo telefono per mostrare il tuo soggetto – a volte, una visuale è più facile che cercare di spiegare. Inoltre, non abbiate paura di fare voi stessi la posa per mostrare loro cosa intendete.
  • Cerca l’ispirazione: Un altro passo importante prima dello shooting è quello di fare dei mood board. Da parte tua, usa tutta l’ispirazione disponibile online, nei libri di fotografia e d’arte, nelle mostre dei musei, ecc. per formare il tuo stile e ottenere idee. Questo può essere un lavoro collaborativo tra te e il tuo cliente. Chiedi loro di raccogliere e inviarti immagini che gli piacciono per mostrarti che tipo di lavoro stanno cercando.
  • Capelli e trucco: Una sessione di boudoir non riguarda solo le immagini – è un’intera esperienza. Avere un parrucchiere e truccatore professionista aggiunge alle coccole che i vostri clienti stanno cercando con i vostri servizi. Inoltre, assumere un artista dei capelli e del trucco darà alle tue immagini un aspetto più professionale. Puoi offrire questo servizio come parte del pacchetto o incoraggiare i tuoi clienti a portare il loro estetista di fiducia.

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(Intervista) Rossella & Alex. Il trasformare l’intesa in erotismo

(Intervista) Rossella & Alex. Il trasformare l’intesa in erotismo

L’esibizionismo del nuovo millennio non vive su fogli satinati di riviste o settimanali, ma corre sui fili dei social dove immagini di donne pronte a tutto per apparire ne fanno da padrone.

Il problema che si pone con tutta questa sovrabbondanza è che alla fine tutto viene considerato normale, già visto, fastidiosamente uguale a tante altre immagini dove le protagoniste cercano di scimmiottare, nelle movenze e nelle posizioni, quelle che hanno ricevuto più likes o follow.

Saper essere diversi, innovare, reinterpretare è probabilmente la dote migliore di @rossella-alex

Benvenuti ragazzi e grazie di aver accettato la nostra intervista.

Ciao siamo Rossella e Alex, una vera coppia del sud Italia. Stiamo insieme da diversi anni, coppia molto affiatata. Siamo amanti della vita e delle cose belle e abbiamo intrapreso il percorso dell’esibizionismo per puro caso. Di recente abbiamo deciso anche di postare i nostri contenuti hot amatorialisu di un sito per adulti e questo ci piace molto.

1- Cosa è per voi l’esibizionismo e cosa volete cercare di trasmettere con i vostri post?

L’esibizionismo per noi è un alone di “vedo e non vedo”, dove noi possiamo dare sfogo ai nostri pensieri e giochi in modo da far compiacere chi ci guarda e questa situazione stuzzicante ci piace. L’idea di migliaia di occhi che mi scrutano e mi bramano senza però potermi fisicamente raggiungere mi intriga e ci spinge a creare sempre un’atmosfera nuova.

2- Come è uscito il discorso di provare a mostrarsi in pubblico, farsi vedere, e chi era dei due il partner piu’ convinto?

Alex per primo ha mostrato interessa per l’esibizionismo. Mi diceva che ero bellissima, intrigante, sensuale, ma inizialmente ne ero titubante perchè non mi sentivo all’altezza. Poi ne abbiamo parlato ed abbiamo iniziato con delle prime foto solo per noi, fino a quando non abbiamo trovato il coraggio di fare il grande passo e renderla pubblica. Non immaginate che ansia. E se non fossimo piaciuti? Invece fu il delirio di commenti e apprezzamenti.

3- Non avete paura di poter essere riconosciuti nelle foto e che questo possa crearvi dei problemi nella vita reale?

Certamente, potrebbe creare problemi nella vita reale visto che questo percorso l’abbiamo intrapreso per noi r come gioco. Abbiamo deciso di SEPARARE la vita personale da questo  nostro piccolo segreto, come credo sia giusto un pò per tutti. Viviamo ancora in un paese dove se una donna si mostra nuda viene ritenuta una poco di buono, mentre se lo fa una donna disposta a tutto (e intendiamoci bene a cosa ci riferiamo) pur di arrivare in televisione, allora viene considerata una grande artista. Quando la smetteremo di giudicare le persone dalla loro esteriorità, allora saremmo tutti davvero piu’ felici.

4- Come vi è venuta l’idea di creare un canale con contenuti a pagamento per giocare piu’ direttamente con gli utenti?

L’idea è nata da quando abbiamo iniziato a postare video amatoriali. Ci piaceva il fatto che potevamo creare dei contenuti inediti per l’utente , assecondando così, i loro gusti e i loro desideri, ma soprattutto, giocare in modo diretto con loro. Quando si hanno molti follower inizia a diventare difficile interagirci ed è per questo che aver creato un canale piu’ diretto e riservato (non chiediamo mica la luna) ci permette di selezionare le persone piu’ determinate, a cui si piace, e che sappiano andare oltre.

5- Mi avete detto che per ora non avete ancora aperto la coppia a esterni, ma che la cosa comunque vi intriga. Cosa vi blocca per il momento?

Ci sono fantasie che si possono realizzare con facilità e altre che hanno bisogno di maggiore preparazione. L’idea ci intriga, in particolare anche il solo essere guardati mentre lo facciamo. Quando ci sentiremo pronti sicuramente sapremo coglierne meglio il piacere.

6- Da quando avete iniziato a giocare con l’esibizionismo, tra di voi è cambiato qualcosa?

Per una donna sapere di piacere al di là del proprio uomo è importante. Da maggiore sicurezza e ci si sente piu’ libere. Questo vale anche per il proprio uomo che ti fa sentire così a tuo agio che ci si sente di potersi spingere sempre oltre senza avere mai paura di sbagliare. Questo ci ha resi ancora più uniti e ci diverte da morire.

7- Vi siete posti dei limiti o lasciate tutto scorrere esattamente come vi va?

Tutti dovrebbero avere dei limiti. Alcuni potrebbero essere visti come obiettivi da superare quando ci si sentirà pronti, altri invece, di comune accordo, non devono essere mai nemmeno sfiorati. Abbiamo fatto prima l’esempio sull’incontrare altre persone per cui non ci sentiamo pronti. E’ un limite però è un limite che ci piacerebbe superare. L’andare a letto con altre persone senza che stiamo insieme, ad esempio, è un qualcosa che sappiamo non dovrà mai essere raggiunto perchè il rapporto ne risentirebbe.

8- Cosa vi piacerebbe che i vostri follow dicessero di voi?

Ci piacerebbe che i nostri follower dicessero di noi che siamo una bella coppia, gentili e rispettosi come vorremmo che lo fossero anche loro nei nostri confronti. Ci piacerebbe che sapessero leggere oltre alle foto e capire che siamo persone normali che hanno qualcosa di speciale. Non vogliamo insegnare la sessualità o l’erotismo, ma ci piacerebbe essere di ispirazione affinchè ognuno di voi possa realizzare, nel suo modo perfetto, quello di cui senta il bisogno.

9- Che consiglio vi sentireste di dare a chi vuole fare esibizionismo?

Non ci sentiamo di dare consigli perchè non siamo nella posizione di poter insegnare agli altri un qualcosa che è una singolarità per tutti. Ognuno la vive a modo proprio ed è giusto così. L’unico consiglio è, se siete in coppia, di trovare prima tra di voi la giusta sintonia e capire che si tratta solo di un gioco.

10- Avete un consiglio da dare a chi si sente un pò esibizionista ma non trova il coraggio di mostrarsi?

Roma non fu costruita in un giorno ma un po’ per volta! Suggeriamo di affrontare la cosa a piccoli passi, ogni tanto un passo indietro per rifare qualcosa ancora meglio, ma mai correre. Ogni singola cosa crea un’emozione diversa. Se si ha fretta, nulla ha più quel sapore speciale.

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Intervista con Marte Miao, autrice del libro Vongola vorace: Racconti erotici di una Mistress

Intervista con Marte Miao, autrice del libro Vongola vorace: Racconti erotici di una Mistress

Quando ci si imbatte in un libro che parla di erotismo e sessualità, che sia speciale e sappia dare ai lettori qualcosa che vada oltre a una asettica trasformazione di parole in immagini, non si può fare a meno che cercare Di contattare l’autrice e convincerla a rilascarci un’intervista.

Ciao Marte Miao, innanzitutto grazie per aver accettato la nostra richiesta di intervista. Ti andrebbe di parlarci un po’ di te?

Grazie a voi per avermi riservato uno spazio su ILO!

Inizio subito dicendoti che no, non mi piace molto parlare di me, però mi piace tanto raccontare storie. Infatti sono partita da questa passione e da quella per l’erotismo per creare una raccolta di racconti che si intitola “Vongola vorace”.

La maggior parte sono storie legate all’erotismo, alla sensorialità, alla percezione dell’altra persona, alle chimiche che si instaurano e a come i sensi, il piacere, l’abbandono possano far uscire parti di noi e della nostra psiche che altrimenti farebbero fatica a emergere. Inoltre mi piace tantissimo disegnare, creare, quindi il mio libro è illustrato.

Come ti sei avvicinata al mondo BDSM?

Mi ci sono avvicinata fin da ragazza: avevo 15 anni quando leggevo forum come “BDSM room” e “Manette matte” dal computer della scuola, durante l’ora di informatica. Poi è una cosa che ho esplorato pian piano nel tempo, ma ancora non sono arrivata: il viaggio continua.

Le prime esperienze ti hanno dato spunto a volere sempre di più? Cosa ti spingeva ad andare oltre?

Non proprio. In realtà mi sono avvicinata al mondo del BDSM e del fetish non avendo feticismi specifici, grandi desideri o grandi fantasie da soddisfare e ho semplicemente provato cose diverse, scoperto reazioni sia del mio corpo, che della mia mente, esplorato una sensorialità diversa dal solito. Per me è stata fonte di crescita sia fisica che psicologica, mi ha aperto tantissimi mondi.

Ha influito anche sul mio comportamento quotidiano, definendo meglio ciò che voglio nei rapporti, nella reciprocità. Il fatto di non avere dei feticismi particolari è rimasto, ma non mi impedisce di sperimentare, di mettermi di fronte a me stessa e di voler imparare di più.

L’esperienza più positiva e quella più negativa?

Non esistono esperienze “più positive” o “più negative”.

Esperienze negative ne ho avute soltanto quando ho operato come prodomme, ovvero come Mistress a pagamento, anche se probabilmente non posso definirle “negative” in maniera assoluta.

Mi hanno messo alla prova come professionista, e ho quindi deciso di indirizzare le persone in questione verso altre colleghe, o comunque di chiudere il rapporto. Una professionista non deve per forza prendere qualsiasi cliente, anche perché è un lavoro molto delicato e, se non si crea fiducia, se non si crea una sensazione di conforto di base, di potersi lasciare andare, di poter far emergere determinate parti di sé, non funziona. In un certo senso è vicino al lavoro della psicologa.

È logico che quando assumi una parte professionale c’è meno reciprocità rispetto a quando fai la stessa cosa per un comune accordo, per una comune esperienza, e si crea un’alchimia diversa.

Nella mia vita privata non ho mai davvero avuto esperienze negative e non ce n’è una più positiva, perché ho imparato cose diverse, ho messo alla luce aspetti diversi e stimolazioni diverse, quindi per me sono state tutte belle, positive, importanti, fonte di apprendimento.

Cosa deve avere un Master/una Mistress per essere considerato/a tale? E un/a slave?

Non esistono ruoli fissi: ognuno sperimenta gli aspetti che vuole sperimentare. Non credo nella nomenclatura e nelle classificazioni standard dove ci sono parametri da rispettare. Quella è una cosa che appartiene al pedigree degli animali: se non hai un determinato aspetto di razza non puoi avere il pedigree. Nel BDSM non si va a prendere una certificazione, ma a mettersi in gioco, a esplorare sé stessi attraverso il rapporto con l’altra persona.

Per esigenze pratiche si sono creati dei nomi, ma a me interessa poco: faccio quello che per me è coinvolgente e penso che tutti dovrebbero approcciarsi a questo mondo così. Posso trovare interessante qualcosa, ma questo non mi rende meno o più, mi rende semplicemente compatibile con alcune persone piuttosto che con altre. L’importante è che i rapporti siano sani, sicuri e consensuali.

I tuoi racconti sono tutti di fantasia?

Come dico nel disclaimer del libro: “Ogni riferimento a fatti, luoghi o persone è puramente casuale.

Il libro non si riferisce a fatti realmente accaduti o persone realmente esistite o esistenti.

Questo libro non vuole essere rappresentativo della comunità e cultura BDSM o LGBTQA+, o dell’ambiente dei club privé e degli eventi fetish e BDSM, ma si basa sulle fantasie dell’autrice.
Le illustrazioni non raffigurano persone realmente esistenti”.

A chi consiglieresti di avvicinarsi al mondo del bdsm e leggere il tuo libro?

Consiglierei a chiunque di avvicinarsi al mondo del BDSM perché è prima di tutto una scoperta di aspetti di sé che altrimenti non emergerebbero. Si può trattare di una leggera stimolazione della pelle e di cose definite “soft”, o può evolversi in altro, ma come dicevo non c’è qualcosa che rende giusti o sbagliati, c’è una scoperta di determinati aspetti del proprio essere che altrimenti non verrebbero alla luce.

Molto spesso le persone si aspettano che il BDSM sia andare in un club e farsi frustare o legare. Non è così, non c’è nessun obbligo, e rimanere nei limiti di pratiche più semplici non significa avere qualcosa in meno rispetto agli altri. Il BDSM è scoperta, e come tutte le scoperte è graduale e ci possono essere cose che prenderanno di più, che coinvolgeranno. Poi si può decidere se fermarsi o evolvere, ma comunque si tratta di un processo di conoscenza di sé stessi tramite il rapporto con gli altri.

A chi consiglierei di leggere il mio libro? Di sicuro è interessante per persone che praticano già il BDSM o comunque si sono documentate. Il libro si basa sulle mie fantasie, quindi va letto sapendo che non rispetta perfettamente l’ambiente del BDSM, ma che può essere romanzato, alle volte dando anche per assodati alcuni concetti. Può essere coinvolgente anche per chi non ha ancora sperimentato questo mondo, però bisogna affrontarlo con la consapevolezza di non star leggendo un saggio esaustivo: molte esperienze non vengono descritte nel libro e, come dicevo, ci sono diverse parti romanzate.

Quali parti del libro sono state più apprezzate da chi l’ha già letto?

Di sicuro l’elemento più apprezzato è il lavoro introspettivo-psicologico: non si tratta di un libro nel quale vengono semplicemente descritti atti sessuali, ma esplora a fondo la sessualità e le sue sfaccettature, a volte anche con momenti dolorosi o di profonda immedesimazione. Il mio scopo è sempre stato quello di andare più in profondità e, a quanto pare, ci sono riuscita.

A parte il contenuto, mi vengono rivolti diversi complimenti per la cura generale del volume: la veste grafica e anche l’impegno nel limitare al minimo errori sul testo. Mi sono avvalsa di un’editor e correttrice di bozze proprio perché volevo rendere il libro di qualità superiore, anche se autopubblicato. Molte persone non se l’aspettano.

Prima hai detto di aver creato anche delle illustrazioni per i racconti: ce ne vuoi parlare?

Sì, sono state create in totale 12 illustrazioni, compresa la copertina, più alcuni elementi grafici.

Le illustrazioni sono tutte in bianco e nero, che prediligo rispetto al colore, e rappresentano caratteristiche particolari dei racconti: una scena, un primo piano. Non cercano di rendere tanto una bellezza statica, quanto di dare un carattere, una personalità. Sono illustrazioni fatte di sana pianta a mano libera, e mi hanno permesso di mettere in gioco e sperimentare tecniche che ancora non avevo avuto modo di mettere in pratica. Posso dire di aver sviluppato un nuovo stile della narrazione visiva.

Sei soddisfatta del progetto?

Sono molto soddisfatta del progetto, non tanto per la quantità di copie vendute, quanto perché molte persone che l’hanno comprato hanno avuto voglia di ricontattarmi, pur non conoscendomi prima di aver letto il libro, per dirmi cosa le aveva colpite, in cosa si erano identificate, per complimentarsi sia con me per i contenuti e per la capacità di immedesimazione psicologica, sia con la mia ghostwriter per com’è scritto.

Aver ricevuto riscontri positivi da persone nell’ambito BDSM, Kinky e fetish, ma anche da persone Queer, mi ha emozionata molto. Toccare tematiche delicate come l’identità di genere e sentirsi dire che sono stata brava a farlo rappresenta una grande soddisfazione.

Dove posso acquistare questo libro?

Ovviamente su Amazon. Di seguito il link per leggere l’estratto o acquistarlo direttamente.

“Il Tromba” – Fumetti Erotici anni 70

“Il Tromba” – Fumetti Erotici anni 70

Per quanto concerne la creatività, gli italiani soventemente sono stati all’avanguardia. E questo sicuramente riguarda la creazione di fumetti erotici/porno negli anni embrionali che hanno poi portato all’esplosione della pornografia, come nei “focosi” anni 70

Il fumetto erotico prese piede in luoghi sacri come i barbieri, caserme e scantinati, e venivano venduti da consapevoli giornalai che li infilavano all’interno di quotidiani per non dare nell’occhio.

Questo mercato fiorente inizio’, purtroppo, a morire negli anni 80 quando oramai il porno divenne decisamente più accessibile grazie alla distribuzione dei supporti VHS (videocassette e videoteche).

Ma una citazione d’onore sicuramente va fatta a “Il Tromba” che nel giugno del 1979 compare nelle nostre italiche edicole grazie alla casa editrice Geis.

Il Tromba, al secolo Adriano Lentano, è un soldato di leva milanese che svolge servizio a Roma nel 18′ reggimento di fanteria – 7′ compagnia – 1′ Squdra. Dai commilitoni viene subito definito come “Nonno” (militare con una certa anzianità di ferma) e mostrato come indisciplinato, lavativo, insoburdinato, scansafatiche e insofferente.

Insomma, il tipico italiano….

… ma con risposta pronta, ironico, sarcastico, e una faccia tosta e simpatica che lo toglie sempre dai guai con gli ufficiali superiori.

Scritto con marcati termini dello “slang” militare come: nonno, stecca, cpr, cps, gavettone, schiumata, sbrandamento, schegge, il Tromba vive le sue avventure sessuali quasi sempre da solo.

I suoi occasionali compagni di avventura sono il sergente napoletano Miccichè, il tenente gay Pace, il capitano Caciotta e il tenente Biondini.

Vi offriamo le 54 pagine del numero 112 dal titolo “L’ammucchiata”

EPISODIO: Arriva il freddo invernale anche nella caserma del bel militare Adriano Lentano, detto Il Tromba e c’è chi ha subito voglia di molto calore come Roberta, la bella mogliettina del Capitano Caciotta…il marito però come al solito è troppo veloce e un po’ distratto nei suoi doveri coniugali e la signora per ravvivare e stimolare il rapporto, prima usa delle riviste porno e poi incuriosita dagli annunci dei lettori propone al marito una cosa a quattro con un’altra coppietta. Intanto il nostro Tromba ha conosciuto Olga, una moracciona sexy e sfogliando con lei una rivista sporcacciona incappa proprio nell’annuncio del Caciotta e della Caciottella che cercano una coppia per divertirsi un po’…L’annuncio ovviamente è anonimo e il militare non sa chi siano i mittenti, ma stuzzicato dalla voglia della sua amichetta decide di rispondere…Cosa succederà quando le due coppie si incontreranno, scatterà o no la grande ammucchiata?…

Lamù. La ragazza venuta dall spazio che ha insegnato l’erotismo negli anni 80

Lamù. La ragazza venuta dall spazio che ha insegnato l’erotismo negli anni 80

Questo articolo dovrebbe iniziare con un “Ma che ne sanno i DUEMILA” perchè se oggi nominassimo Urusei Yatsura probabilmente i ragazzi di oggi penserebbero a qualche nuova catena du SUSHI. Forse chiamandola LAMU i 30enni potrebbero ancora ricordarsela.

Eppure nessuna come lei sconvolse gli ormoni dei maschietti anni 80 e ha stabilito per la prima volta in un cartone trasmesso in italia uno standard per quanto concernesse la sensualità e l’erotismo non volgare.

Chi era Lamù (Urusei Yatsura) ?

Lamù è la figlia del re di Uru, della razza Oni. Viene dal pianeta Demon Star (Stella Uru) ed è una ragazza molto carina: ha lunghi capelli verdi (talvolta il colore cambia) e veste sempre in bikini e stivali tigrati.

Fra i capelli le spuntano due graziosi cornini, dai quali provengono tutti i suoi poteri. Per il suo aspetto avvenente è molto corteggiata da tutti i ragazzi del liceo Tomobiki, ma lei non ha occhi che per Ataru, il suo “tesoruccio”, del quale lei ora è ospite.

Ataru tuttavia ha una grande passione per tutte le ragazze e quindi Lamù, di natura gelosissima, non appena vede che il suo tesoruccio fa la corte a qualcun’altra, lo punisce con una scarica di fulmini.

Per questo personaggio l’autrice Rumiko Takahashi si è ispirata alla cantante cinese Agnes Lum (infatti nella versione giapponese e anglo-americana la nostra Lamù si chiama ‘Lum’ come la cantante).

L’aliena più sexy di sempre (più sexy, probabilmente, anche della Scarlett Johansson di Under the Skin) compie 35 anni. Almeno, nella sua versione cartoon. Ma per tutti i fan continua ad avere 17 anni e a vestire, si fa per dire, il suo microscopico bikini tigrato.

Da quando è comparsa sul piccolo schermo la prima volta in Giappone il 14 ottobre 1981, con i suoi capelli blu, tra i quali spuntano minuscole corna, e il corpo mozzafiato, ha fatto sognare una moltitudine di adolescenti (soprattutto maschi che non potevano non riconoscersi nei primi ardori puberali del protagonista Ataru, invidiando gli assalti che subiva dalla focosa aliena).

L’approdo in Italia è di due anni più tardi, nell’autunno del 1983. Con un successo di pubblico che nel tempo è via via cresciuto nonostante la messa in onda sia sempre stata relegata al circuito delle rete private locali (da Telecapri a Odeon TV), senza mai approdare sulla Rai o a Mediaset.

La trama (in breve)

Lamù è scesa sulla Terra quando la sua razza decise di conquistare il pianeta. L’unica possibilità di salvezza lasciata agli umani fu una gara: un rappresentante umano estratto a sorte (Ataru) avrebbe dovuto “acchiappare” un rappresentante alieno (Lamù); in tal caso gli oni avrebbero rinunciato alla conquista.

Ataru riuscì nell’impresa ma, per un equivoco, Lamù si convince che Ataru volesse sposarla (in realtà quella promessa Ataru la stava facendo a Shinobu), e decide di stabilirsi in pianta stabile a casa Moroboshi.

Nonostante le premesse, Lamù è sinceramente innamorata di Ataru, sebbene questi tenda a corteggiare tutti i personaggi femminili della serie, tranne la stessa Lamù, che di fatto è l’unica ben disposta nei suoi confronti.

Ataru Moroboshi è il contrario di quello che ci si aspetta da un giapponese: imprevedibile, inaffidabile, egoista, individualista, libertino. Praticamente un italiano.

Tuttavia, in più di una occasione Ataru dimostrerà di ricambiare l’amore di Lamù, pur non riuscendo mai ad ammetterlo del tutto e preferendo continuare ad essere libero di poter correre dietro a qualunque altra ragazza.

Da notare che nell’episodio Mondi paralleli Lamù finisce in vari mondi, tra cui uno dove Ataru ammette di amarla, tuttavia la ragazza sceglierà di tornare nel suo mondo dal suo vero Ataru.

Lamù è amorevole e premurosa nei confronti di Ataru, che lei chiama con l’appellativo tesoruccio o amoruccio (in originale darling); darling in giapponese si scrive dar-rin, ed il motivo della scelta sta in questo: Rumiko Takahashi ha confessato tempo fa di essersi ispirata al telefilm americano “Strega per amore”, in cui la strega Samantha sposa un mortale di nome Darrin Stevens.

Lamù soffre di una gelosia mortale (peraltro giustificata) che si esplicita il più delle volte in punizioni corporali (soprattutto scosse elettriche) o macchinosi sistemi, anche piuttosto meschini, per controllare Ataru e prevenire eventuali tradimenti.

Per il resto, Lamù è solitamente molto tranquilla e socievole, con una ingenuità piuttosto infantile. È diventata oggetto del desiderio di quasi tutti i compagni di classe di Ataru, che in seguito diverranno anche i suoi, dato che nel corso degli episodi, Lamù si iscriverà al liceo Tomobiki per poter essere sempre al fianco del suo tesoruccio.

Il senso erotico di Lamù

Imprevedibilmente, tra dispetti, intemperanze, burle, e rischi seri, le avventure dell’irresistibile piccola Oni tratteggiano una sorta di “manuale del desiderio spiegato a mio figlio”, a cui peraltro i genitori dell’epoca spesso si scandalizzavano pur non trovando appigli evidenti che non fossero solo dei semplici ammiccamenti del personaggio.

17 anni, alta 1,60, fisico slanciato, non un grande seno (contrariamente alle abitudini giapponesi che da sempre hanno avuto un fissa le tettone), un sensuale strabismo di venere, due piccole corna per rappresentarne la forma aliena.

Ma il suo erotismo non era assolutamente nel disegno esteriore del personaggio, quanto più nelle movenze, nella sua espressività, nella sua finta o vera ingenuità e voglia di stare vicino al suo uomo che veniva poi mentalmente tradotta in “fame di lui”.

Spin off e versioni censurate di Urusei Yatzura

Una bomba sexy come Lamù non poteva portare a degli spin-off non ufficiali e a disegnatori che hanno reimpostato le gesta dell’eroina aliena in chiave decisamente più porno che, prorio nel suo animo, incarna quell’ingenuità e voglie morbose che quasi tutti gli uomini sognano.

Le immagini riportate non sono quelle ufficiali, come se ci fosse bisogno di specificarlo

 

Il Cos-Play

Il successo di un’icona la si misura da sempre con i tentativi di emulazione che porta. Anche se oramai è da considerarsi “roba vecchia” provate ad immaginare, negli anni 90 dove già una minigonna spesso veniva considerata scandalosa, centinaia di migliaia di ragazzine che andavano vestite in slip e bikini tigrati, con movenze e ammiccamenti che ancora oggi troveremmo estremamente provocanti.

E infine… La misteriosa sigla

di cui a tutt’oggi ancora non si conosce l’autore e la versione integrale