Se alcune pratiche sessuali hanno una storia antica, come ad esempio il Bukkake le cui vere origini si perdono nella notte dei tempi, o il sesso di gruppo che già era documentato in epoca sumerica o ancora il sesso anale che è stato considerato, sin dai primi accampamenti umani, uno dei migliori contraccettivi, per quanto riguarda il DeepThroat (pratica sessuale di tipo orale dove il pene maschile entra completamente nella bocca superando l’epiglottide) le origini sono decisamente più recenti.
La pratica sessuale del deep throat prende il suo nome da un film ormai cult del 1972 in cui la protagonista – interpretata da Linda Lovelace – scopre dopo una vita di insoddisfazione sul piano sessuale, di avere il clitoride collocato in gola ed inizia così a lavorare come infermiera ma regalando ai suoi pazienti prestazioni extra, che consistono appunto in questa pratica – la sola in grado di condurla ad un orgasmo.
Da allora l’atto di inserire il pene nella sua lunghezza, in gola, prende il nome di deep throat, gola profonda.
ATTENZIONE : Nessuno vi obbliga o vi deve obbligare ad operare questa pratica sessuale se non gradita. Ricordate sempre che imporre una propria voglia, contro la volontà altrui è “Violenza” non voglia irresistibile ed è penalmente perseguibile.
La pratica del Deepthroat non è amata da tutti a causa del riflesso faringeo involontario che può provocare soffocamento e vomito. Il riflesso faringeo infatti si provoca naturalmente non appena il palato molle viene toccato e la sensazione di soffocamento e corpo estraneo nel corpo non permette l’utilizzo di questa pratica.
Secondo alcune ricerca le donne raramente praticano questo tipo di rapporto poichè si sentono completamente sottomesse dall’uomo e non provano piacere. Anche gli uomini non sono particolarmente ispirati da questa pratica e non amano sentire la partner che si lamenta o che si può trovare a disagio.
Durante questa pratica la lingua della persona che pratica il Deepthroat è completamente bloccata e la stimolazione è diversa dal rapporto orale tradizionale.
Durante questa pratica solitamente viene tappato con le dita il naso della persona che pratica per alcuni istanti creando l’idea di risucchio e quindi del soffocotto.
Il deep throat non è un’impresa che riesce a molti perché quando il pene va a sfiorare il punto del riflesso, posto alla base della lingua, porta di conseguenza alla contrazione dei muscoli faringei con un effetto emetico che potrebbe anche trasformarsi in vomito, e di conseguenza il tutto non rientrerebbe più in un contesto erotico ma, per la maggioranza delle persone, il deep throat sarebbe associato a qualcosa di disgustoso.
Per ridurre l’estrema stimolazione di questo punto si può indirizzare il pene a sfiorare più che la lingua, il palato o i lati della gola – e ad assumere posizioni che portino a rilassare i muscoli per creare spazio a sufficienza da consentire l’ingresso del pene. C’è chi possiede una zona altamente sensibile a livello del palato molle, tanto che porta i muscoli faringei a contrarsi, questo lo si scoprirà solo provando e ascoltando le proprie sensazioni.
Molto dipende anche dalle dimensioni e dalla forma del pene: più grande e lungo sarà più difficoltà potrà avere il partner ad accoglierlo per intero.
In base alla curva del pene la persona che riceve potrà assumere posizioni diverse per adattare la sua anatomia alla curva. Ad esempio, con un pene che ha una curva verso l’alto la posizione che si adatta meglio è il classico 69.
Se il pene è più diritto o curva verso il basso, la persona che riceve potrà stare inginocchiata con la testa piegata all’indietro così che la bocca si allinei con il collo creando maggior spazio.
Un’altra posizione che può risultare molto agevole per praticare il deep throat è la “over the edge” letteralmente oltre il bordo. La persona che riceve sta sdraiata con la testa che va oltre il bordo del materasso, in questo modo ci sarà la giusta inclinazione che permetterà di allineare testa-gola e di eliminare le tensioni muscolari dovute all’atto di sostenere la testa.
E’ importante che chi riceve il membro possa continuare a respirare sempre con il naso e abbia l’assoluta certezza che il partner si sposterà nel caso di disagio o di bisogno di poter respirare meglio, ad esempio nel caso in cui la saliva possa provocare tosse o in presenza di conati di vomito.
Chi è attivo invece dovrà prestare attenzione a come sta il partner ed avere la prontezza e lo spazio sufficiente per potersi spostare in caso di necessità, ma dovrà anche avere libertà di movimento per poter calibrare bene le oscillazioni del suo bacino.
Con la pratica, una buona comunicazione, ma anche la predisposizione a giocare con il partner e – perché no – ridere durante i tentativi, si può individuare la posizione più comoda per accogliere il pene del partner e realizzare un perfetto deep throat.
Come accennato prima, la posizione può variare molto in base alla forma del pene e si potranno provare vari modi in cui inclinare la testa. La velocità di entrata è un altro parametro importante: se l’ingresso avviene più lentamente, si permette ai muscoli di mantenersi rilassati e con l’esercizio si sarà in grado anche di “silenziare” il riflesso faringeo.
Con la pratica il deep throating può diventare sempre più facile. Se il pene ha una misura standard il glande sfiorerà la glottide e/o la faringe.
Questa forma di fellatio può essere molto piacevole per entrambi i partner anche se spesso con motivazioni diverse.
Chi riceve può amare il senso di sottomissione che accompagna questa pratica erotica come anche l’idea di star dando un piacere diverso e particolare al suo partner.
Chi la mette in pratica riceve una stimolazione particolare al glande del pene dovuta alla presenza dei tessuti molli che si trovano nella zona della laringe, ma anche la visione e la sensazione di aver inserito completamente o quasi il proprio pene nel partner e come si suol dire “di essere arrivato così in profondità da toccare la gola”.
Chi dice di non aver mai visto un porno, o mente o ha dei seri problemi con la realtà. Il sesso è parte integrante della nostra vita (e non è nemmeno una parte poco importante) ed è a dir poco stupido vivere cercando di reprimersi o auto limitandosi per la recondita paura che “altri” possano giudicare ciò che desideriamo.
I porno attori e le porno attrici sono gli interpreti delle nostre fantasie più erotico, dove spesso arrivano a farci desiderare anche cose nuove (spesso difficilmente realizzabili), ma quello che sempre più uomini sembrano dimenticare è che “un film porno è pura finzione“.
Il sesso anale ad esempio è stato cosi’ sdoganato che oramai se non lo mettono subito li ed appiccicano l’attrice ad una parete, viene considerato oramai un film quasi romantico. Ma nella realtà non funziona proprio cosi’.
Ma quante volte vi sarete chiesti come possa essere la vita di una Porno attrice nel quotidiano?
Volete sapere se una pornostar ha mai fatto sesso con un proprio fan?
Se ama interpretare scene fisting o facial?
Se ha mai squirtato (e ve lo siete purtroppo perso)?
La risposta a questi interrogativi e a molti altri la potete trovare nei video Ask a pornstar caricati da diversi anni sul canale youtube Wood Rocket, sito web di video porno gratuiti che si diletta in parodie, gag comiche, fumetti e album di foto.
Al centro, protagonista assoluto, un infinito stuolo di giovani pornostar. La bionda Riley Reyes o la coloratissima supermaggiorata Leya Falcon, ad esempio, confessano in un video che ha registrato ottocentomila visualizzazioni che non hanno mai avuto rapporti sessuali con i fan; mentre Bobbi Dylan, Georgia Jones e la sempiterna Riley Reid invece sì e per certi versi sono anche molto felici di averlo fatto.
In un altro video da quasi tre milioni di visualizzazioni scopriamo invece che Sophia Grace, Amber Ivy e Aiden Starr sono amanti assolute del “facial”, la collega Marley Brinx proprio non lo tollera, mentre per Nickey Huntsman e Harley Jade dipende dal partner che hanno davanti.
Sempre nello stesso video appaiono anche pornostar maschili come Michael Vegas e Tommy Pistol, chiaramente soddisfatti della pratica, “del resto poco usuale nella quotidianità ma proprio bella”.
Se c’è però un video che ha numeri da social di Kim Kardashian è quello che in nemmeno un anno ha totalizzato quasi sei milioni di visualizzazioni. Il titolo risponde alla tradizionale ed eterna domanda: Qual è il vostro pene ideale? Così la giovane Franziska prende carta e penna e lo disegna; un altro paio di colleghe indicano misure come sette o otto pollici (siamo sui venti centimetri, riprovate sarete più fortunati); Kenna James mostra la misura con le mani (dal suo mento alla fronte, modesta); la maggiorata Sheridan Love invece la butta sul funzionale e performativo dicendo che basta una misura che corrisponda all’ampiezza dei propri seni fino a sfiorare il mento.
Wood Rocket non offre però soltanto domande esplicite per la rubrica Ask a pornstar, ma sottopone le beniamine del porno a prove bizzarre come a raccontare e mimare i segreti per il miglior blowjob (2milioni e mezzo di visualizzazioni pare non solo maschili) o i migliori modi per il perfetto cunnilingus (siamo a tre milioni e s’impara sempre qualcosa).
Ci sono poi i video molto amati delle ragazze che vengono riprese mentre si rivedono “recitare” nei loro film (April O’Neill, ad esempio se la ride come una pazza per diversi minuti), oppure quelli che elevano i contenuti del sito facendo rispondere le ragazze a questioni etiche come “le canne aiutano a fare sesso?” o “cosa faresti si fossi presidente degli Stati Uniti?”.
Per la cronaca Riley Reyes punta tutto sul risolvere l’annoso problema dell’inquinamento ambientale, Cassandra Cain e Rizzo Ford sono per la sanità gratuita a tutti gli americani. Imperdibili, infine, sempre su Wood Rocket le parodie come Gnardians of Galaxy o A wet dream on Elm Street dove sbuca a letto perfino Freddy Krueger.
M voi, quali domande vorresti mai fare ad una Porno attrice?
I film, i romanzi e la televisione ci propinano spesso uomimi capaci con il loro fascino e romanticiscmo capaci di conquistare qualsiasi donna e in fondo ognuna di noi ha sempre sognato qualcuno capace di saperci prendere e capirci.
La realtà purtroppo è diversa e quasi sempre ci troviamo davanti all’imbecille di turno che per fare il simpatico se ne esce con una di queste frasi.
Le 50 frasi peggiori da dire a una ragazza per rimorchiare
Di seguito:
Le 50 frasi peggiori per rimorchiare una ragazza
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1. Il tuo vestito starebbe benissimo sul pavimento accanto al mio letto.
2. Forse non sono il più bell’uomo qua dentro, ma sono l’unico che ti sta parlando.
3. Perché non ti siedi qui sulle mie ginocchia e parliamo un pò del più e del meno?
4. Posso offrirti qualcosa da bere o vuoi direttamente i soldi?
5. Sono nuovo qui in città . Potresti indicarmi dove si trova casa tua?
7. Se ti dicessi che hai proprio un bel corpo tu lo terresti attaccato al mio?
8. (guardando l’etichetta del suo vestito) Volevo vedere se eri stata fatta in paradiso.
9. Se la tua gamba destra si chiamasse Pasqua e quella sinistra Natale, mi faresti passare un bel periodo tra le vacanze?
10. (una romantica) Tuo padre era per caso un ladro? Perché qualcuno ha rubato le stelle dal cielo e le ha messe nei tuoi occhi.
11. Ti ho già forse visto da qualche parte? Forse non ti riconosco perché hai i vestiti addosso.
12. Vuoi scoprire perchè i miei amici mi chiamano treppiede?
13. Mi piacciono le tue pesche, vorrei dare una scossa all’albero.
14. Credi nell’amore a prima vista o devo uscire e rientrare in questa stanza?
15. Sei proprio uguale alla mia ex fidanzata. Vuoi uscire con me questa sera?
16. Posso flirtare con te?
17. Amo ogni muscolo nel tuo corpo. Specialmente il mio.
18. Da te o da me?
19. Scusa, abbiamo per caso frequentato scuole diverse?
20. Oh! I vestiti che indossi starebbero magnificamente bene appallottolati in un mucchietto sul pavimento della mia camera da letto!
21. Che bel corpo! Sai cosa ti starebbe bene addosso? Me!
22. Sono veramente curioso di sapere come sei quando sono nudo.
23. (Chiamando la cameriera alzando la mano con l’indice puntato)”Visto? Sono riuscito a farti venire con un dito! Prova a pensare cosa riesco a fare con dieci.”
24. Questa sera c’è una festa dentro ai miei pantaloni.
25. Salve, sono iscritto all’AIDO. Ti interesserebbe un organo?
26. Lo sai, se fossi te, mi metterei con me.
27. Ti va una pizza e poi un po’ di intimità?
Nooooo!!!
Non ti piace la pizza?
28. Saltami addosso se sbaglio, ma il tuo nome non è Genoveffa?
29. Il mio nome è Franco. Ricordalo, lo urlerai più tardi…
30. Tu devi essere un interruttore della luce. Ti ho appena visto e mi hai acceso il pisello.
31. Assomigli alla mia ex-ragazza. E non ne ho mai avuta una!
32. Ehi, piccola, vogliamo riprodurci?
33. Di tutte le ragazze che ho incontrato tu sei una di esse.
34. Tu credi all’amore a prima vista o hai bisogno di qualche occhiata in piu’?
35. Non ti ho già rimorchiato una volta?
36. Stai mandando in tilt il mio pacemaker.
37. Conosco un modo fantastico per bruciare tutte le calorie del pasticcino che hai appena mangiato!
38. Ti dispiace se ti fisso insistentemente da vicino, invece che dall’altra parte della stanza?
39. (Soppesandosi il pacco) Uehilà! Fai parte del figame?
40. Sono un donatore di organi. Serve niente?
41. (sospirando e facendo l’occhio triste) Ereditare 2 milioni non significa poi un granchè quando si ha un cuore cosi’ debole…
42. Quanto vuoi?
43. Tu sei colei per la quale ho tenuto da parte il mio uccello.
44. Se non fossi cosi’ romantico ti salterei addosso subito
45. Dimmi tutto di te. Mi piace farmi vedere mentre converso con una sventola.
46. Ti si è mai seduto un S.Bernardo sulla faccia?
47. Hai gia’ un ragazzo? Bene, potra’ pagarci il conto.
48. Sembri una scema. Mi piaci.
49. Ciao, sono un fotografo di Famiglia Cristiana.
50. Sniff sniff. Stanno friggendo del pesce o sono i tuoi capelli?
L’errore più grande che si possa fare a letto con il o la propria partner è quello di volere tutto, subito e non essere mai graduali, senza cercare quale siano le cose che veramente possano piacere ad entrambi.
L’uomo, si sa, sviluppa una sessualità estremamente legata ai film porno che visiona dove le protagoniste sono spesso donne così allenate ed elastiche che non hanno un frequente riscontro nella vita di tutti i giorni.
E’ un pò come vedere una maratona di 40km e pretendere, senza mai essersi allenati, di percorrere senza fatica la stessa distanza nello stesso tempo. Sarebbe stupido pensarlo, ma a questo semplice ragionamento molti “maschi” non ci arrivano.
Parliamo di DP (Double Penetration) meglio conosciuta come “Doppia Penetrazione”
Molly Boswell, una collaboratrice del sito thedebrief.co.uk, con notevole savoir-faire e competenza in materia ha spiegato per filo e per segno cinque segreti della double penetration, acronimo DP. Intanto un paio di consigli preliminari
“È stato incredibile, sembrava davvero profonda, e l’orgasmo è stato a dir poco sconvolgente”. La doppia penetrazione non è per tutti, ma se trovi il modo giusto per farlo è una meraviglia. Lo confessa Molly Boswell, con notevole savoir-faire e competenza in materia ha spiegato per filo e per segno cinque segreti della double penetration, acronimo DP.
Intanto un paio di consigli preliminari. Il primo è che la doppia penetrazione non è necessariamente praticabile con due uomini e una donna, infatti la Boswell che segnala di essere molto fedele al proprio fidanzato, suggerisce di attrezzarsi con ottimi dildo; il secondo è che nelle immagini dei film porno sembra tutto molto semplice, mentre nella realtà così non è.
Più facile usare i sex toys che i ragazzi. Più che un consiglio pratico, una fede, un credo. Perché il dildo ha un solo scopo: “Essere stipato piacevolmente in uno dei vostri orifizi”, mentre un secondo partner ha un sacco di altri scopi durante l’amplesso, soprattutto quello di posizionare gomiti e ginocchia, o stringere le gambe contro le tue. Insomma, un inferno. Posizione talmente estremista, quella di Molly, tanto che invita addirittura alla DP con due sex toys: “pura gioia”.
Quello che vedono i vostri occhi è molto più grande di quello che può entrare nella vagina. Molly Boswell è un vero diavoletto. Sa che spesso quando si è davanti ad una tavola imbandita si vorrebbe riempire il piatto con tutto il cibo possibile. Invece, il rischio che cada qualcosa per terra, che la salsa coli dal piatto, è evidente. È la stessa dinamica che accade nel DP, spiega Molly: “ci si vorrebbe riempire fino all’orlo“. Per questo il consiglio numero due è quello di fare da sole. “Usare un paio di sex toys di dimensioni decenti, e quando dico ‘di dimensioni decenti’ non intendo ‘enormi’, ma parlo di quelli dalla giusta misura per voi. Cerchiamo di essere onesti, né la vostra vagina né il vostro sedere sono costruiti come un Tardis (la cabina del Doctor Who ndr), ed è probabile che vi troverete più a vostro agio usando giocattoli più sottili del solito”.
Attenzione all’inserimento. Una volta che hai acquistato i dildo esiste l’ordine migliore in cui inserirli? C’è una posizione consigliata? Spesso capita che inserito il primo, il secondo nell’entrare provochi la fuoriuscita del primo come una saponetta presa con le mani bagnate. Niente paura. Misurate bene il tipo e la forma di dildo che fa per voi. Quando avete trovato la combinazione perfetta, suggerisce Molly, “preparatevi un modello di carta in modo da poter misurare i peni dei partner di un possibile trio quando si farà sesso a tre in futuro”.
Il posizionamento è fondamentale. La posizione più classica è quella a panino. “Un ragazzo è sdraiato sulla schiena, tu ti siedi su di lui e ti pieghi in avanti, poi l’altro ragazzo si avvicina da dietro”. Si può fare anche sempre a panino ma con la donna che si gira a faccia in su (e il ragazzo sdraiato schiena a terra si ritrova improvvisamente nella penetrazione anale). Però c’è di meglio. E chi è giunto fino a qui in questa lettura sa già di che parliamo. Molly ama la DP con almeno un dildo. “Così si apre un nuovo mondo dei posizionamenti. Io adoro stare a pecorina con il ragazzo che mi penetra dietro e io con un sex toys mi autopenetro nella vagina. Anche se la mia posizione preferita è quando mi sdraio a faccia in giù e lui mentre fa sesso con me una mano la usa per bilanciarsi e con l’altra affonda nel mio sedere uno splendido butt-plug”.
Talvolta la biologia non è dalla tua parte. L’ultimo consiglio è davvero geniale e allo stesso tempo altamente istruttivo. Molly dice “se hai cercato online indicazioni su come fare doppia penetrazione è probabile che sei abbastanza appassionata. Altrimenti se ti ha mandato un partner più appassionato di te significa che forse il DP per te è qualcosa di doloroso, scomodo e per nulla da orgasmo”. La DP non è per tutti.
Il termine trasgressione è sulla bocca di molti, considerata la panacea di ogni male ed elisir di felicità e realizzazione personale, peccato che ognuno abbia la sua idea in proposito e in realtà è un concetto estremamente personale e soggettivo.
Il problema principale, in particolare per gli uomini, è che vorrebbero vivere situazioni che poi in realtà non sarebbero in grado di gestire. Un esempio tipico è quello di voler far sesso sfrenato con due donne per farle godere come nessuno mai, quando poi in realtà non fa sesso da una vita oppure se riesce a tenere 5 minuti è già un bel record.
Per molti, la threesome rappresenta la fantasia sessuale per eccellenza. A volte, però, trasformare questo sogno in realtà può richiedere un po’ di preparazione e una lunga ricerca. Anche per questo, le ragazze che si prestano alle threesome con le coppie etero sono dette “unicorn”, creature mitologiche che esistono quasi solo nei sogni.
“Tutti vogliono partecipare alla festa, ma a nessuno piace organizzarla,” spiega Vixen Vu, una cam girl e modella. “Ho iniziato a partecipare alle threesome con coppie etero per vedere cosa si provava, per fare il primo passo in quel mondo,” dice Suz Ellis, sex blogger. “I cacciatori di unicorni,” cioè le coppie etero che cercano una terza donna, sono un tema abbastanza controverso.
Abbiamo intervistato delle unicorn navigate per farci spiegare il loro ruolo e il loro punto di vista. Come evitare di essere usata, di essere solo uno strumento per togliersi uno sfizio? Come gestire i potenziali drammi di coppia? E come scegliere la coppia giusta?
COME SCEGLIERE LA COPPIA GIUSTA?
Se il primo approccio avviene online, assicurati che nella chat ci siano entrambi i componenti della coppia. Prima dell’incontro vero e proprio potresti organizzare una videochat, oppure proporre di incontrarsi per un caffè in un luogo pubblico. Un’ottima occasione per fare una prima analisi senza correre rischi.
Se invece devi scegliere tra coppie che già conosci (amici, ad esempio), la valutazione da fare è del tutto diversa. Ti sembra che la loro relazione sia stabile? Ti è capitato di vederli litigare per gelosia o tradimenti? Ti senti pronta ad affrontare le possibili conseguenze di una notte insieme?
Vu suggerisce di non essere troppo rigidi, a volte basta seguire l’istinto. Anche la threesome con una coppia di partner occasionali può essere divertente. “Mi è già successo di fare serata e tornare a casa insieme a una coppia. Se si è aperti e onesti le cose possono funzionare perfettamente.”
Una volta individuata la coppia giusta, è bene farsi qualche domanda e farne anche a loro.
“Stanno insieme da poco o sono una coppia consolidata? Mi chiedono cosa mi piace? Sono sinceramente interessati a conoscere i miei desideri e quello che mi fa provare piacere?” queste sono le domande che si fa Vu prima di buttarsi.
“È importante ascoltare entrambe le parti della coppia, parlare di cosa piace a lui e a lei, quali sono i limiti, le fantasie e le aspettative,” dice Vu.
Secondo Ellis, definire le aspettative della coppia e il ruolo di ciascuno nella dinamica è fondamentale. “È lì che capisci se ti vogliono usare solo come oggetto di scena,” spiega.
Chiedi se hanno desideri particolari. “Alcuni hanno cose che vogliono assolutamente fare,” spiega Ellis. Tra gli esempi più comuni: l’uomo che sogna da sempre il doppio pompino, o le ragazze che vogliono sperimentare il sesso, o il sesso orale, con un’altra donna. Per la buona riuscita di una threesome è importante che ti piacciano entrambe le persone, singolarmente e in coppia. Non dimenticare poi di dare voce alle tue esigenze, chiarire i tuoi limiti e stabilire le regole del gioco, ad esempio l’uso di preservativi.
NON FARTI TRATTARE COME UN OGGETTO
A meno che non sia quello che vuoi, ovviamente! Ma se così non fosse, cerca di selezionare bene le coppie e metti in chiaro le tue esigenze. La reazione alle tue richieste ti rivelerà molto su di loro e sull’esperienza che vivrete insieme.
“Ormai è una cosa che so riconoscere a prima vista—le coppie che mi vogliono solo per divertirsi una notte e non sono minimamente interessate al mio piacere,” spiega Vu. Quando cerchi una coppia online, è facile intuire che intenzioni abbia analizzando profili e post, spiega Luna Matatas, educatrice sessuale di Toronto. Ad esempio, se una coppia scrive di voler provare una cosa a tre per fare un regalo di compleanno a uno dei partner, meglio stare alla larga!
ANDIAMO DA ME O DA LORO?
Matatas spiega che l’unicorn dovrebbe sempre prendere in considerazione di ospitare la threesome a casa propria. “A me piace ospitare le coppie perché mi sento a mio agio nel mio territorio,” spiega Matatas.
Alla fine del rapporto, Matatas ha qualche consiglio su come comunicare alla coppia che è ora di andare. “Generalmente suggerisco di stabilire tutto prima. Basta un semplice, ‘Ragazzi, alle 22 però tutti fuori che domani devo andare al lavoro presto’.”
A volte anche la comunicazione non verbale aiuta, ad esempio fare una doccia e/o rivestirsi. Ognuno sceglie il metodo che preferisce, basta essere chiari perché spesso dopo il rapporto la gente perde il contatto con la realtà.
COME GESTIRE CONSENSO, ATTENZIONI E GELOSIA
Comunicare è importante, sempre. Dato che nel corso dell’incontro potrebbe passarti la voglia o qualcosa potrebbe andare storto, è bene essere chiari fin da subito. “Prima di iniziare, spiego alla coppia il semplice codice del semaforo, verde/giallo/rosso: verde è tutto ok, giallo è un segnale d’allerta, rosso significa stop,” spiega Vu. “Di tanto in tanto basta fermarsi e chiedere, ‘Colore?’ Per me ha sempre funzionato bene,” spiega Vu.
Stabilire dei turni può essere la soluzione ideale per dare a ciascuno lo stesso spazio, se questa è la dinamica che avete concordato. “Non tutte le unicorn sono così, ma a me piace fare a turno ed essere ciascuno al centro dell’attenzione per un po’,” spiega Matatas. “Mi piace giocare con entrambe le persone e provare un po’ di tutto in momenti diversi.”
La gelosia, purtroppo, è un rischio costante. Per evitare problemi, è bene attenersi alle regole stabilite dalla coppia—tra le più comuni c’è il divieto di baciarsi—e fare attenzione alle sensazioni di tutti, fermandosi nel caso in cui qualcuno dovesse essere a disagio. “A volte c’è un disequilibrio nella coppia e uno dei due vuole essere protagonista. Altre volte ti senti un’intrusa,” spiega Matatas.
Fare delle pause nel corso dell’incontro per verificare che tutti siano a proprio agio è sempre una buona idea, una delle strategie migliori per mantenere un’atmosfera serena.
Altra cosa importante: avere pronte delle vie d’uscita in caso di necessità o momenti di disagio. Ad esempio dire, “Voglio fare una pausa” e andare in bagno è una buona strategia.
“La peggior threesome che io abbia mai fatto è stata una volta che avevo una forte intesa con la moglie, mentre lui era molto riservato, l’avevo intuito subito, appena arrivati a casa mia.”
“Non sembrava che ne avesse molta voglia,” ricorda Matatas. “Nessuno si è preoccupato di me, mentre io mi ero data da fare con tutti—non sono nemmeno venuta. Una volta venuto lui, se ne è semplicemente andato.”
In momenti come questi il rischio di sentirsi usata è molto alto. Per questo è importante che sia tu la prima supporter di te stessa. “In queste situazioni spesso cominciavo a farmi prendere da pensieri tragici che andavano dal ‘Forse non gli piaccio abbastanza,’ fino a ‘Ecco, nessuno mi vuole, rimarrò sola per sempre’.”
“Tutto parte dalle insicurezze e dalle paure dentro di noi,” spiega. “Il mio mantra è: io mi basto, sono tutto quello di cui ho bisogno, e sono bellissima così come sono.”
In quel momento di pausa, analizza la situazione e cerca di capire cosa vuoi veramente: “Voglio andare via? C’è qualcosa che voglio cambiare in questo incontro?”
DOPO IL RAPPORTO
Il dopo è un momento cruciale nell’esperienza della threesome. È uno dei momenti preferiti di Matatas, che ama “condividere un momento di coccole e intimità dopo il sesso, parlare di quello che ci è piaciuto di più, dei ricordi che ci porteremo a casa e useremo per masturbarci in futuro.”
RIMANERE IN CONTATTO DOPO IL RAPPORTO
A volte, uno dei partner potrebbe ricontattarti. Se si tratta del marito o del ragazzo, meglio fare massima attenzione. Non è consigliabile, come unicorn, contattare uno dei due partner, a meno che questa dinamica non sia stata stabilita insieme alla coppia.
“A volte capita che uno dei due mi contatti senza che il partner sappia nulla,” spiega Ellis. “Ma io non voglio prendere in giro nessuno. Preferisco che tutti siano consapevoli e coinvolti.”
Una volta, Ellis ha detto a una donna che il suo partner l’aveva contattata. Le ha mandato uno screenshot. “Lei mi ha risposto che recentemente avevano avuto dei problemi di fedeltà.”
“Spesso i ragazzi pensano di poter portare avanti entrambi i rapporti,” spiega Vu. Secondo lei, la trasparenza è la soluzione migliore, per questo preferisce informare tutti della situazione, magari suggerendo una chat di gruppo quando la situazione sembra fuori controllo.
A VOLTE, IL DRAMMA È INEVITABILE
“Condividere questo legame con due persone, partecipare all’atto d’amore per una notte,” sono le carateristiche che Ellis ama di più della threesome. Purtroppo, però, non sempre le cose vanno come vorremmo.
Vu ricorda una situazione strana in cui si è trovata una volta dopo una threesome. “Ero amica di lei, e solo anni dopo ho scoperto che aveva mentito al partner per evitare che l’occasione si ripresentasse. Ci eravamo ormai persi di vista, ma recentemente ho incontrato lui per caso: lei gli aveva riferito che io non ero interessata e che ero stata io a chiedere che non mi contattassero più. Sono rimasta sbalordita, non avevo idea che quell’incontro avesse creato problemi.”
In realtà, come dice Matatas, “Se sorgono dei problemi durante o dopo il nostro incontro, è perché esistevano già ben prima che arrivassi io.”
Sono seduto di fronte a un piccolo tavolo IKEA, nel bilocale di un tale a cui mi sono presentato appena un quarto d’ora fa e che ora mi guarda smorzando un po’ di imbarazzo.
Alla mia sinistra c’è un ragazzo poco più grande di me, sui 35, che gioca con la zip della gonna della sua fidanzata. La coppia ed io abbiamo raggiunto il bilocale dopo esserci incontrati nel parcheggio di un McDonald’s poco distante, all’uscita dell’autostrada di una cittadina del centro Italia. Ci eravamo messi d’accordo via mail, dopo che gli avevo mandato alcune mie foto.
Dopo una serie di brevi convenevoli, il padrone di casa ci fa strada nella sua camera: sul letto ha steso un telo per non rischiare di macchiare il copriletto. Nell’ora successiva facciamo a turno sesso con la ragazza, mentre il fidanzato nudo ci guarda e si masturba: ogni tanto si avvicina per palpare il seno di lei, o parlarle all’orecchio, ma poi torna al suo posto.
Quando finiamo, lei va in bagno a lavarsi e rivestirsi. Allora prendo i pantaloni, tiro fuori il “regalo” e lo do al fidanzato. L’altro, avendo messo la casa, non deve niente.
Il “regalo”, che in questo caso sono 50 euro, fa parte di un rituale che chi frequenta il mondo delle coppie scambiste conosce molto bene.
Non c’entra con la prostituzione: quasi tutte le coppie che incontrano singoli ricevono una donazione simbolica come scambio per l’ingresso nella loro intimità, ma se poi nel tempo si instaura un rapporto di fiducia non è più necessaria. C’è pure una specie di etichetta: la regola non scritta vuole che lo scambio non avvenga mai di fronte alla donna.
Ormai sono sette anni che faccio sesso con le coppie, le cerco sui siti di annunci e frequento regolarmente i club privé. La trovo una situazione di per sé molto stimolante, perché c’è tutta la questione del prendersi qualcosa che appartiene a qualcun altro con il suo permesso, e poi perché è comodo, semplice, e indolore. Basta conoscere le regole. Eccone qualcuna.
1) TROVARE COPPIE INTERESSATE
La prima esperienza è capitata per caso: ero in un villaggio vacanze in Grecia, con amici, e avevo conosciuto una coppia più grande al bar. Siamo entrati in confidenza, e uno degli ultimi giorni il marito mi ha preso da parte per chiedermi se mi sarebbe piaciuto fare sesso con la moglie. Onestamente lei non era bellissima, ma l’esperienza mi attirava molto. Alla fine ho passato la notte nella loro stanza.
Quella è stata un’occasione estremamente rara: le coppie scambiste solitamente non si “offrono” così, e non mi è più capitata una cosa del genere. Per una questione di comodità e di controllo, queste persone frequentano siti specializzati e locali in cui sanno già chi e cosa possono trovare.
Dopo la prima coppia volevo replicare l’esperienza, ma non sapevo come: andavo su internet—esistono migliaia di siti per scambisti con annunci di coppie—e scrivevo brevi messaggi a qualunque coppia della mia zona. Nella mail mettevo quasi esclusivamente le caratteristiche fisiche: altezza, colore degli occhi e dei capelli, misure.
Poi allegavo qualche foto del pisello. Basta. Copiavo e incollavo il messaggio a ripetizione, e ricevevo pochissime risposte che di rado si concretizzavano.
Solo in seguito ho capito che questo mondo non funziona così, e che come per le lettere di presentazione da allegare al CV bisogna personalizzare il tutto a seconda del destinatario.
2) PRESENTARSI NEL MODO GIUSTO
Sono pochissime le donne di coppia che cercano semplicemente un “mandingo” con gli addominali: quello che vogliono, di solito, è un coinvolgimento sessuale che ruoti attorno alla partecipazione del marito. Come ti comporterai con lui mentre sei con lei—se ti piace umiliarlo, coinvolgerlo, farti guidare—è un dettaglio che va specificato.
Devi descrivere il più possibile quanto ti piace avere il permesso di entrare nella loro intimità, e fornire dettagli precisi per far capire che sei attirato da quella determinata coppia.
Anche la scelta delle foto è importante: ora solitamente metto anche quelle di me a qualche serata, sempre coprendo il viso, perché sono utili a inquadrarmi e far capire alla coppia che tipo di locali frequento, come mi vesto, che tipo sono.
Anche concentrarsi solo sulla donna non paga sempre. Perché se vuole semplicemente fare sesso con altri uomini, il marito non serve—se invece lo coinvolge, è proprio perché la sua presenza è il vero motore dell’esperienza. Solo chi fa parte di questo mondo, infatti, sa che spesso ti senti proprio come un pezzo di carne: magari lei nel mentre manco ti guarda, presa com’è dalle reazioni del compagno.
3) CAPIRE LA COPPIA
Una volta mi è capitato di andare con una donna che per tutto il tempo non mi ha nemmeno parlato: mentre lo facevamo, descriveva al marito quello che provava, lo toccava, lo chiamava. Lui ogni tanto mi diceva cosa farle, ma era quasi come se non ci fossi. Quando abbiamo finito, mi sono sentito un po’ come un fattorino che doveva semplicemente fare una consegna.
Altre coppie, invece, si concentrano sull’umiliazione dell’uomo: il compagno vuole che gli dici quanto è “troia” sua moglie, o quanto ce l’ha piccolo rispetto a te.
Quanto al singolo, nella maggior parte dei casi il suo compito è dimostrare quella sicurezza, quel tipo di “intraprendenza” un po’ stupida e quella fame da bagnino romagnolo di metà anni Ottanta che ci si aspetta da uno che va con le mogli degli altri.
Ma solo durante l’incontro. Nella fase di approccio, deve dimostrare di sapere quali sono le regole. Per questo è sempre meglio approcciare prima il partner maschile.
4) APPROCCIARE LA COPPIA
Anche in un privé, quando ci si avvicina a una coppia che sta dimostrando interesse nei tuoi confronti—con sguardi e quant’altro—l’ideale è cercare una connessione prima con il marito o il fidanzato, così da far capire che si vuole creare un’intesa con tutti i membri del trio.
Io solitamente faccio così: mentre mi presento a lui guardo insistentemente lei, e poi comincio a fare i complimenti al marito per la bellezza della moglie. Dico a lui quello che voglio dire a lei. So che è abbastanza ridicolo, ma l’ambiente degli scambisti è pieno di queste situazioni stereotipate.
Certo, ci sono anche molte coppie in cui la donna ha un ruolo dominante, e in questo caso non passare attraverso il marito è meglio. Però sono situazioni più semplici, perché sono le donne a venirti a cercare. Tutto quello che devi fare, in quei casi, è assecondarle.
Questa regola del confrontarsi prima con il marito può presentare anche degli inconvenienti, specialmente quando si tratta di annunci online. Nei siti, infatti, girano anche moltissimi papponi che spacciano le prostitute per fidanzate o mogli.
5) EVITARE LE FREGATURE
Riconoscere un pappone in realtà è piuttosto semplice: innanzitutto gli annunci di questo tipo sono sempre molto stringati, e si concentrano sul descrivere la bellezza della donna. C’è sempre un numero telefonico—anche molte coppie reali lo mettono per un rapido contatto, ma poi l’incontro avviene dopo una fase preliminare—quindi la prima cosa da fare è cercarlo su Google.
Se è presente anche su siti di escort, meglio lasciar perdere. Un altro segnale può essere dato dai modi sbrigativi o dall’offerta di incontrare direttamente la “moglie”. Anche in questo caso, meglio lasciar perdere.
Una volta ho contattato un presunto marito che mi ha proposto di incontrarlo a una stazione di servizio alle 22. Al mio arrivo era al telefono, e stava già prendendo altri appuntamenti. Mi disse di seguirlo con la macchina, e mi portò di fronte a un palazzo popolare indicandomi a quale interno dovessi suonare per incontrare la “moglie”.
Poi se ne andò di nuovo. Una volta raggiunta la porta, mi trovai di fronte una ragazza dell’est, in sottoveste, palesemente annoiata e svogliata, che mi chiese subito di darle i soldi. Finsi di aver dimenticato il portafogli in macchina e me ne andai. Nei mesi successivi continuai a vedere gli annunci del tizio in questione su vari siti: venne fuori che di “mogli scambiste” lui ne aveva minimo quattro o cinque.
Una coppia reale vuole sempre creare una certa atmosfera prima di fare sesso, e soprattutto capire se effettivamente il singolo è di loro interesse.
6) EVITARE COINVOLGIMENTI NON RICHIESTI
Un’altra regola non scritta per vivere bene questo tipo di situazione, è saper rispettare gli spazi altrui: l’insistenza non è mai gradita. Queste coppie solitamente hanno una vita regolare al di là delle loro preferenze sessuali, quindi non bisogna asfissiarle con chiamate a metà giornata o la sera dopo cena. Molti annunci specificano qual è l’orario in cui chiamare, ma se non è così l’idea migliore è quella di mandare un messaggio per chiedere il permesso.
Non è soltanto buona educazione—sapere che esiste una formalità in questo tipo di relazioni, e seguirla con scrupolo, aiuta a mantenere certe distanze.
Un pericolo meno frequente ma possibile, nel fare sesso con le coppie, è quello di imbattersi in persone che stanno nell’ambiente solo per cercare scappatoie alla propria relazione.
Circa un paio di anni fa, una delle donne che avevo incontrato in un locale cominciò a chiamarmi continuamente. Mi parlava dei suoi problemi con il marito, dei suoi problemi al lavoro, delle sue ansie.
Io inizialmente, visto che il nostro incontro era andato piuttosto bene, l’avevo interpretato come parte del rituale: pensavo che volesse stringere un rapporto di confidenza con me per creare una certa situazione da sfruttare con il marito. Ma con il tempo mi sono reso conto che stava semplicemente tentando di capire se avevo intenzione di fare sul serio con lei.
Questo non è un problema soltanto perché sei incappato in una situazione di cui non eri alla ricerca—mai conosciuto nessun single che frequenta i privé per avere relazioni—ma anche perché può pregiudicare la tua credibilità.
Io abito in una città mediamente piccola, e non sono molti i locali da frequentare: alla fine, quindi, nel giro tutti bene o male si conoscono. Se viene fuori che sei uno che non sa stare al suo posto, anche se è capitato contro la tua volontà, puoi essere tagliato fuori.
Fondamentalmente, insomma, entrare nel mondo degli scambisti è come essere un massone: per vivere bene questa esperienza devi capire con quale linguaggio comunicare, quali sono le cose da evitare per non avere problemi, e soprattutto rispettare le regole.
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