La prima visita in un club per scambisti è uno di quei momenti che molte coppie rimandano per mesi. C’è chi aspetta per curiosità, chi per paura, e chi semplicemente perché sente dentro di sé: “non è ancora il momento”. Ed è assolutamente normale.
Lo scambismo non ama la fretta. Non è un’esperienza da “buttiamoci e vediamo che succede”. Funziona davvero solo quando ci si entra con lucidità, con disponibilità emotiva e, soprattutto, con una vera sensazione di sicurezza nella relazione.
Contrariamente a ciò che si pensa, qui non vince l’“audacia” e nemmeno la “spontaneità”. Vince la preparazione.
Per questo ho raccolto alcuni segnali chiari che indicano quando rimandare la prima visita potrebbe essere la scelta più sana, prima che diventi una fonte di stress o di conflitti nella coppia.
1) State pensando al club come all’ultima chance per “salvare” la coppia
Quando in una relazione manca intimità o complicità, è facile illudersi che una scarica di adrenalina possa rimettere tutto a posto. In realtà spesso succede l’opposto.
Entrare in un ambiente pieno di persone nuove, sguardi ed erotismo può amplificare proprio ciò che già fa male e che nella coppia non sta funzionando.
Se l’idea del club nasce come tentativo di “aggiustare” qualcosa, prima serve rafforzare quel legame senza aggiungere ulteriore pressione.
Viverlo è senza dubbio bellissimo, ma non può portare addosso il peso di una missione: “deve funzionare”.
2) Non avete chiarezza su cosa volete davvero
I desideri condivisi uniscono. Le incomprensioni, invece, possono ferire.
Se uno immagina una serata tranquilla a osservare, mentre l’altro si aspetta contatto immediato, il rischio di tensione è alto. Senza confini chiari è come camminare nella nebbia: siete insieme, ma ogni passo vi porta in direzioni diverse.
Le regole non sono una formalità: sono la base della sicurezza. Se parlare di limiti è difficile, quello è già un segnale che serve ancora tempo e che non siete assolutamente ancora pronti.
3) La gelosia arriva subito… e colpisce forte
La gelosia non è un nemico: è un messaggio. Il problema nasce quando diventa un macigno.
In un club le emozioni si muovono più intensamente: stimoli, confronti, reazioni improvvise.
Se già oggi la gelosia vi fa soffrire, l’esperienza potrebbe accendere una valanga difficile da gestire.
Meglio imparare a conoscere questa emozione a piccoli passi, prima di trovarsi dentro una situazione ad alto impatto.
Anche nelle coppie più collaudate in questo ambiente esiste la gelosia, ma la si controlla e fa parte del gioco che si è creato.
4) La scelta non è davvero vostra, ma influenzata da qualcun altro
A volte è il partner che spinge. A volte è un’amica che racconta quanto sia stato eccitante. A volte è la pubblicità del club, con immagini perfette e promesse implicite.
Ma se dentro di te senti “non ancora”, vale la pena ascoltarti.
La prima volta dovrebbe nascere da un vostro “sì” condiviso, non dal confronto con chi “l’ha già fatto”.
Sotto pressione è facile perdersi. E in un club la cosa più importante è restare presenti a voi stessi.
5) Vi aspettate che la prima volta sia come una fantasia perfetta
La prima visita raramente è “da film” anche se non è raro che accada, anzi che vada spesso oltre le aspettative.
Può essere impacciata, silenziosa, fatta di osservazione più che di azione. C’è chi torna incantato. C’è chi torna stanco per l’eccesso di stimoli.
Se avete bisogno che tutto sia perfetto, rischiate la delusione. La magia arriva quando non c’è performance, non c’è copione, non c’è l’obbligo di “dover fare qualcosa”.
Spesso ho conosciuto coppie che sono entrate solo per guardare e sono uscite dal club con gli occhi che brillavano abbracciati come due fidanzatini nei primi giorni di innamoramento.
In altri casi ho conosciuto coppie "più arroganti" che sono entrate con l'aria del sappiamo già tutto e invece sono usciti dal club litigando tra di loro.
6) Uno ha paura… e l’altro non la vede (o la minimizza)
La paura non è debolezza. È un segnale: mente e corpo non sono pronti.
Se qualcuno cerca di zittire quel segnale con frasi tipo “dai, vedrai che ti piacerà”, magari lo fa con buone intenzioni, ma nel modo sbagliato. La vera prontezza è equilibrio. Se non siete allineati, la prima visita può lasciare emozioni difficili da ricomporre.
7) Non avete concordato un “piano di uscita” chiaro
Un semplice accordo può cambiare tutto: una parola, un gesto, un segnale che significa “stop, usciamo”.
Sapere che potete andarvene in qualsiasi momento, senza spiegazioni e senza discussioni, dà un’enorme calma.
Se non avete parlato di come fermare la serata quando uno dei due prova disagio, forse non siete ancora davvero pronti. E qui, la prontezza è tutto.
8) Solo l’idea del club vi fa sentire chiusi, contratti, tesi
Quel nodo allo stomaco non è sempre “paura”. A volte è intuizione. Un “non ora” silenzioso.
Se il corpo reagisce con tensione già a casa, nel club potrebbe reagire ancora più forte.
La prima volta dovrebbe avere dentro più eccitazione che oppressione. Se l’emozione dominante è pesante, forse è il momento di riposare e ascoltarsi, non di spingere oltre.
9) Vi è difficile parlare di sesso, emozioni e desideri
In un club la comunicazione è tutto. Se nella vita di tutti i giorni fate fatica a dire cosa vi piace, cosa non vi piace, cosa vi mette a disagio… è improbabile che diventi improvvisamente facile in mezzo a persone sconosciute.
Il primo passo verso un club non è la porta d’ingresso: è la conversazione tra voi. Quando parlare diventa naturale, vi accorgerete che cambia anche la percezione di “essere pronti”.
10) Non avete previsto una conversazione calma dopo il rientro
Quello che succede dopo è importante quanto la serata stessa.
A casa arrivano i pensieri, le sensazioni, le domande, a volte anche piccoli “scossoni emotivi”.
Se non avete spazio e tempo per parlarne con serenità, la prima esperienza può restare come una ferita aperta, invece che un ricordo condiviso.
Serve un momento protetto: silenzio, vicinanza e disponibilità a essere sinceri.
In conclusione: non è un “no”, è un “non ancora”
Se ti riconosci in uno o più punti, non significa che lo swing non faccia per voi. Significa solo che avete bisogno di un po’ più di tempo per sentirvi in pace.
Le migliori prime volte arrivano quando nessuno corre. Quando la decisione matura. Quando entrambi sentite che state scegliendo qualcosa di nuovo, sì… ma insieme, e con il vostro ritmo.
Non ci sono scadenze. Non ci sono obblighi. C’è solo la vostra prontezza. E quando sarà davvero arrivata, lo saprete senza dubbi.
La prima volta in un club per scambisti può accendere entusiasmo… ma anche una valanga di paure. Soprattutto quando tocca le aree più delicate delle proprie inibizioni: la nudità, l’accettazione del proprio corpo, lo sguardo degli altri, il timore di non essere “all’altezza” o di sentirsi rifiutate.
Negli ultimi tempi arrivano sempre più messaggi da donne che desiderano vivere qualcosa di speciale con il partner, ma si portano dentro un dubbio pesante: “E se in quell’ambiente mi sentissi insicura? E se mi confrontassi con donne più sicure di sé, più giovani e più belle di me? E se non riuscissi a spogliarmi?”
Una di queste mail mi ha dato lo spunto per questo articolo. Perché quando si entra nel mondo degli swingers, la cosa più importante non è solo apparire, ma realizzare fantasie e vivere sensazioni che diano emozioni. Quelle vere.
“Potrebbe succedere di tutto”: la mail che mi ha colpito
Ciao, ho letto tanti tuoi articoli su esibizionismo, sesso libero e accettazione di sé, ma ho ancora molte incertezze. Io e mio marito abbiamo deciso che per il decimo anniversario di matrimonio andremo in un club scambista. Abbiamo parlato di tutto, anche dei possibili scenari… ma quando entrano in gioco le emozioni, lo so: può succedere di tutto.
Siamo entrambi eccitati e felici, però io ho paura. Ho paura che, vedendo altre donne sensuali e sicure di sé, con lingerie spinta, io non riesca a mostrarmi. Mi piaccio, sì… ma so di non essere “perfetta”, soprattutto dopo due gravidanze. Ho anche una cicatrice da cesareo che mi imbarazza molto. Mio marito dice che non la vede, o che non gli importa, ma io ci penso.
Sul lavoro sono una donna sicura. Eppure, all’idea del club mi si attivano mille paure. Non so se riuscirò a spogliarmi davanti ad altri. E non so come reagirò se dovessi ricevere un rifiuto o uno sguardo di disapprovazione. Hai un consiglio per me?
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Non vai lì per dimostrare qualcosa
La prima cosa da ricordare è questa: non state andando in un club per dimostrare nulla.
Non è un esame. Non è una gara. Non è un palco. È un’esperienza nuova: si entra per respirare l’atmosfera, capire se quel luogo è in sintonia con voi, e vedere come vi sentite davvero.
Le fantasie sono una cosa, la realtà un’altra. E a volte la realtà sorprende in modi bellissimi… ma solo quando ci arrivate senza la pressione del “deve andare in un certo modo”.
Parlatene: non tenerti i timori dentro
Se siamo già sul tema “consapevolezza”, ti chiedo una cosa che vale per molte coppie: ne hai parlato apertamente con tuo marito?
Le tue paure non sono un difetto da nascondere. Sono informazioni preziose. Se lui le conosce, può leggere meglio i tuoi segnali, rispettare i tuoi tempi e proteggervi come se fosse una squadra.
Perché sì: in un club non siete solo una coppia. Siete un team. E i timori compressi spesso si trasformano in blocchi, irritazione o esplosioni emotive… proprio quando vorresti vivere leggerezza.
Non devi spogliarti subito (e spesso non serve)
Un’altra verità che tranquillizza molte persone: nel club non devi spogliarti appena entri.
A meno che non sia una serata a tema con dress code specifico, nessuno si aspetta che tu ti “spogli alla porta”. E proprio per questo è utile controllare prima il regolamento o il dress code della serata.
Molte donne (e molte coppie) entrano con un outfit che le fa sentire a proprio agio: un vestito aderente, un body, un completino che valorizza senza “esporre troppo”. Sì, ci saranno persone che entrano direttamente in lingerie. Ma quella è una scelta, non un obbligo.
La regola più importante è questa:
Scegli ciò che ti fa sentire bene. La sensualità non è quanto mostri. È come ti senti mentre lo indossi.
La lingerie per una donna è "la prima lingua" e cioè il modo più esplicito per esplicitare un messaggio. Può trasmettere un "guardatemi", un "desideratemi" o anche.. un cosa aspettate?
“Corpi perfetti” non esistono
Qui voglio essere chiaro: i corpi perfetti non esistono.
Esistono corpi curati, vissuti, reali. Corpi che hanno storie. E spesso ciò che attrae davvero non è l’assenza di difetti, ma la presenza di una cosa potentissima: l’accettazione e la leggerezza con cui può interagire con gli altri.
Quando una persona si sente bene nella propria pelle, si vede. Nello sguardo, nel modo in cui cammina, nella postura. È un’energia che tutti cercano e quella brilla davvero, non l'aspetto.
E aggiungo una nota pratica (che aiuta molto chi ha complessi): molti club hanno luci soffuse e ambienti studiati proprio per creare intimità. Non è un interrogatorio sotto i neon. È un’atmosfera che tende a “smussare” e creare un ambiente rilassato con cui avere feeling.
E se qualcuno rifiuta? Non è (quasi mai) un rifiuto “a te”
Il tema del rifiuto è delicato, ma fondamentale.
Sì, può succedere che qualcuno dica “no”. Ma spesso non significa: “non piaci”. Significa semplicemente: “questa sera non cerco quello”.
Ci sono persone che vanno in club solo per fare sesso tra loro in presenza di altri. Altri stanno solo con la propria “cerchia”. Alcuni osservano, altri non sono pronti, altri cercano un’energia diversa.
I motivi sono tanti, e raramente sono personali. Il rifiuto in questi contesti va letto come parte della comunicazione, e soprattutto va rispettato. Esattamente come voi avete il diritto di dire “no” a chiunque, in qualunque momento.
Tre consigli semplici (ma potentissimi) per arrivarci più serena
Se dovessi lasciarti qualcosa di concreto, sarebbe questo:
Stai nuda davanti allo specchio, guardati, ammicca e sorriditi. Non per giudicarti. Per riconoscerti. Per fare pace. Anche solo un minuto al giorno.
Scegli un outfit “tuo”, pensato per questa occasione. Non per coprire, ma per sentirti bella. Un body, un vestito, lingerie comoda: qualcosa che ti faccia dire “ci sto bene”.
Non nascondere nulla al partner. Paure comprese. Perché la cosa più sexy e più solida, in un club, è sentirsi protette dalla propria relazione.
Il punto non è essere perfetta. È sentirti libera, insieme a lui
La prima volta non deve essere “perfetta”. Deve essere vostra. Con i vostri tempi, i vostri confini, la vostra sicurezza.
Datti il permesso di scoprire, lentamente. Un passo alla volta. E se a un certo punto vi sentite a disagio, potete sempre fermarvi, respirare, uscire, parlarne. Anche questo è vivere bene l’esperienza.
E se poi vi va, raccontami com’è andata la vostra prima uscita: spesso, già solo dopo la prima volta, molte paure perdono potere. Perché la realtà, quando è vissuta con rispetto, è quasi sempre più gentile di come la immaginiamo.
Lo stile di vita swinger (scambismo) è pieno di miti e fraintendimenti. C’è chi pensa a sole orge sfrenate o a clienti fissi dei club privé. La verità? I tempi sono cambiati.
Oggi esistono molti modi di vivere lo swinging — potresti farne parte senza neanche accorgertene. Continua a leggere per capire cosa significa davvero essere swinger e se questo mondo si adatta al tuo stile di vita.
Cosa significa essere swinger oggi
Un tempo lo scambismo era associato a over 40 “a corto di occasioni”. O stavi nella monogamia a vita, o sceglievi lo scambio: niente vie di mezzo.
Oggi lo swinging è entrato nella sessualità contemporanea. Lo scelgono persone di tutte le età perché offre:
Libertà di esplorare la propria sessualità
Eccitazione e varietà nella vita intima
Un contesto aperto e non giudicante dove non serve nascondersi
Di fatto, la comunità swinger è ormai meno “tabù” di un match su Tinder con chi cerca “divertimento senza impegno”.
Swinger club vs discoteca: le differenze
A prima vista un club privé e una discoteca sembrano simili: musica alta, drink, atmosfera flirt. Con una differenza: molti meno vestiti.
In discoteca però non sai mai cosa cercano gli altri:
Stanno solo ballando?
Cercano un’avventura?
Vogliono un partner “fisso”?
Nel club swinger non c’è confusione: chi entra lo fa perché desidera un’esperienza sessuale — con il/la partner, con nuove persone o in gruppo. Ecco perché sempre più giovani frequentano i club: meno tempo perso a interpretare le intenzioni, più chiarezza su ciò che si vuole.
Swinging e Tinder: più simili di quanto pensi
In cosa si assomigliano:
Su Tinder conosci qualcuno interessato a un incontro leggero. Se fate match, si parte.
Nel club swinger incontri persone già orientate al sesso e, se c’è chimica reciproca, l’esperienza può avvenire subito, senza aspettative complicate o impegni a lungo termine.
Con Tinder spesso servono chat, appuntamenti e giorni per capire se scocca la scintilla. Nel club il processo è diretto: consapevolezza, consenso, esperienza.
Quando sei scambista da single
Non ci sono regole scolpite nella pietra. Se hai rapporti con partner diversi e non stai cercando “quell* giust*”, puoi definirti swinger.
Non serve frequentare club o partecipare a orge: la chiave è che il focus è il sesso, non la ricerca dell’amore.
E se due swinger si innamorano? Fantastico! 💖 Attenzione però: se coinvolgi chi cerca una relazione seria, le cose si complicano. Lo swinging riguarda apertura e libertà, non l’obbligo di una coppia tradizionale.
Quando siete scambisti in coppia
Se tu e il/la partner avete rapporti con altre persone con consenso reciproco, siete una coppia swinger. ❌ Se succede senza consenso, è tradimento, non swinging. 😉
Le modalità più comuni:
Scambio di coppia con altre coppie
Threesome o esperienze di gruppo
Club privé o eventi privati, in base al comfort
Molte coppie swinger dichiarano un grado di soddisfazione più alto rispetto a coppie tradizionali: parlano apertamente di desideri e limiti. Non a caso, tra gli swinger il divorzio è meno frequente — mai con la scusa “la nostra vita sessuale è morta”.
Forse sei già un po’ swinger? 🤔
Potresti scoprirti “swinger inside” se:
Ti piace l’idea di partner multipli
Non stai cercando per forza una storia profonda
In coppia, senti il bisogno di spazi di libertà sessuale
Allora lo swinging potrebbe fare per te. L’importante è sentirti al sicuro, divertirti e rispettare consenso e confini. Non è un’etichetta da indossare per forza, ma un modo sereno di esplorare la sessualità senza vergogna.
Da ricordare
Questo articolo è soggettivo, basato su esperienze e opinioni personali. Non esiste un modo giusto o sbagliato di essere swinger: conta ciò che funziona per te.
Se c'è un segreto che tutti gli uomini nascondo alla propria partner è proprio quello di avere il celato desiderio di vederla dominata da altri maschi e usata.
Ovvio che ci siano delle eccezioni tra i maschi, ma vi assicuro che sono un numero veramente esiguo ed è importante precisare che un conto sia una fantasia, un conto realizzarla. Spesso alcune fantasie è meglio che rimangano tali
Il sogno e la fantasia
Questa tipologia di desiderio matura principalmente negli uomini over 40 e vede la propria donna messa al centro di altri maschi che energeticamente la possiedono mentre lui la vede impazzire di piacere, un pò spaventata ma felice, sorpresa e alla fine abbandonata in un'infinità di orgasmi che la lasciano senza forze giacere sul letto.
E' una malattia o un problema?
No assolutamente, tutti abbiamo delle fantasie più o meno segrete e lo ripetiamo che una fantasia non è mai un peccato.
Abbiamo tutti dei limiti che vengono posti nelle cose che vorremmo realizzare e che spesso ne impediscono la realizzazione stessa.
Non consideratela mai una malattina, ma solo una cosa che si possa fare o no a patto che (cosa importantissima) ci sia sempre una massima condivisione.
Nel sesso non c'è niente di vietato a patto che ci sia rispetto, condivisioni con il o la partner degli intenti e dove i limiti e i divieti devono essere già chiari e concordati prima di realizzare qualcosa che possa essere considerato estremo.
Perchè sarebbe bello realizzarlo?
Da parte maschile è la realizzazione di un sogno, una derivazione di un ragionamento per cui lui è l'uomo che sessualmente sa darle e crearle situazioni per cui non avremme mai ragione di cercare altrove, perchè è con lui che ha la massima intesa e perfezione sessuale anche se partecipano altri.
Perchè innalzare il livello di intensità di un'intesa lega la coppia rendendola indistruttibile a qualsiasi problema esterno possa intervenire (Le coppie aperte hanno un tasso di separazione intorno all'8% rispetto al 56% di quelle tradizionali... indovinate perchè?)
Perchè nel momento stesso in cui un uomo realizza situazioni perfette per la propria donna, si potrà creare una situazione in ogni proprio desiderio si avrà un'alleata pronta a realizzarlo e non una persona a cui magari non va, ma lo fa solo per farvi contenti (cosa che distrugge i rapporti)
Come abbiamo detto in precedenza non potete pensare che una vostra fantasia sia un qualcosa da imporre a un'altra persona.
Ricordatevi che questo è un gioco che si fa come coppia e non un qualcosa che si impone alla propria partner.
Provate a pensare se nella fantasia della vostra lei ci sia di vedervi posseduto da 10 uomini di colore che vi abusano contro la vostra volontà. Voi accettereste mai che lei vi imponga una cosa che a voi potrebbe non piacere?
Per portare il vostro rapporto a questo livello bisogna essere pronti e preparati mentalmente. La gelosia potrebbe prendervi in qualsiasi momento. Forse è meglio iniziare con uno scambio di coppia o farlo in 3 con un altro singolo e magari via via, dopo averne parlato insieme, alzare l'asticella
Anche se il lui non partecipa alla Gang, deve sempre essere presente, pronto ad intervenire in qualsiasi momento se vede (e solo lui può capirlo subito) che alla propria partner ci sia qualcosa che non la faccia sentire a proprio agio.
Considerazioni
Di coppie che hanno provato questa esperienza ne abbiamo conosciute tantissime e nessuna ne è uscita insoddisfatta anche se, bisogna dirlo, pur avendo trovato l'esperienza estremamente gradevole non si è mai ripetuta in tempi relativamente brevi o addirittura si è scelto che rimanga un'esperienza unica ma non da ripetere.
Questo perchè per una donna è un'esperienza intensa e estremamente stancante. Alle volte per goderne ancora le emozioni basta viverne bene i ricordi
Cosa ne pensate di queste fantasie? Vi piacerebbe realizzarle?
E non vi dimenticate di iscrivervi al nostro Social che, anche su questo argomento, cerca di far incontrare le persone giuste per realizzare le proprie fantasie.
A sentire gli uomini sono tutti esperti "leccatori" e capaci di far impazzire qualsiasi donna, peccato però che se chiedete a una di loro quanti uomini su 10 siano stati veramente in grado di sorprenderle e farle impazzire di piacere, si e no saranno uno o due (se è fortunata).
Il problema di fondo è che i maschi considerano quella zona della donna come un buco da penetrare e non qualcosa che abbia un'infinità di ricettori che potrebbero rendere il gioco decisamente più interessante e indimenticabile per entrambi.
Lo stereotipo vuole che si tratti di una pratica che dovrebbe far impazzire qualsiasi donna, che per motivi immaginabili è praticata in maniera sopraffina nella versione donna vs. donna, mentre al contrario gli uomini avrebbero obiettive difficoltà nel raggiungere una "sufficienza" nella prestazione.
Da qui la raccomandazione che tutte abbiamo sentito almeno una volta da amiche e sorelle maggiori: "Se è capace di farlo bene tienitelo stretto".
Altre frasi sentite e risentite? La tecnica giusta dovrebbe portare al "cunnilingus perfetto" (si, ma perfetto per chi?).
O ancora: un buon cunnilingus porta al 100% a raggiungere l'orgasmo, e se questo non succede c'è qualche problema (falso)
Premesso che ovviamente non amare il cunnilingus non dovrebbe essere un problema per nessuno (sarebbe come dire che non amare la pasta al pomodoro sia un problema), in questo articolo facciamo un po' di chiarezza.
Scrivere una guida per praticare un fantomatico "cunnilingus perfetto" è fattivamente impossibile, a meno di non scrivere qualcosa di non vero perchè ogni persona è diversa e ha legittimamente gusti diversi.
Cosa vuol dire questo in pratica? Che una persona A può praticare cunnilingus sulla persona B con grande soddisfazione reciproca, e magari il giorno dopo praticare il cunniligus sulla persona C senza ottenere grandi risultati.
Perchè accade ?
Che la vita sessuale è qualcosa di multiforme e soprattutto i gusti possono cambiare moltissimo da persona a persona. Per questo la prima, unica e vera regola quando si fa sesso orale è chiedere alla persona che lo riceve quali sono i suoi gusti, e allo stesso tempo cercare di entrare in sintonia per provare piacere insieme.
Se poi non c'è chimica, non ci si riesce a lasciare andare, le cose non vanno come ci saremmo aspettati, pazienza: è assolutamente possibile che succeda e non c'è niente di male.
Fatta questa doverosa premessa e spazzata via qualsiasi pretesa di avere la guida al "cunnilingus perfetto", vi daremo alcuni consigli che si ispirano più che altro al buon senso generale.
Meglio non avere fretta: un po' di calma aiuta a capirsi e a sperimentare gesti e movimenti. Ciò non toglie che se si viene travolti dall'impeto della passione e la cosa piace a entrambi, la lentezza può tranquillamente andarsene a farsi fott...ehm... benedire
Se non si conosce bene la partner, non conoscente nemmeno cosa le piaccia, quali sono i suoi punti erogeni più stimolanti, sperimentate, piano, muovendovi sulle parti sensibili ascoltando il suo respiro. Più si farà profondo, più avete trovato un punto o un movimento interessante.
Il clitoride è una zona estremamente sensibile, quindi una stimolazione troppo decisa e insistente potrebbe risultare più fastidiosa che piacevole.
Un consiglio importante è.... fatevi bene la barba a meno che non sia lunga. Non dovete farvi percepire come carta vetrata.
Partite piano, variate il ritmo, accelerate un pò e rallentate. Se notate uno sbuffo al rallentamento allora vuol dire che vi sta chiedendo di continuare a un certo ritmo.
Sebbene il main focus nel sesso orale sia la bocca, è bene non dimenticate di avere a disposizione due mani e dieci dita, anche con la bocca occupata: è bello sentire la fessura principale stimolata dalle dita mentre la lingua solletica il clitoride. Si possono perfino aggiungere sex toys come dildo o vibratori per un orgasmo intenso, ma più divertente.
Il cunnilingus è una pratica che va a stimolare una delle principali zone erogene del corpo femminile, quindi si: in linea teorica si tratta di qualcosa che rende assolutamente possibile raggiungere l'orgasmo. Anzi molte donne preferiscono raggiungere l'orgasmo in questo modo piuttosto che con la penetrazione.
Raggiungere l'orgasmo con il cunnilingus è quindi possibile ma non obbligatorio. Vuol dire che se non raggiungi l'orgasmo in questo modo non c'è nulla che non vada in te o nel partner.
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