C’era una volta un’epoca dove non bastava aprire un browser e digitare in un motore di ricerca la parola “Donne nude” per vedere un pò di corpi femminili. C’era una volta un periodo in cui non si potevano reperire filmini porno come oggi e che l’unico supporto esistente erano le cassette vhs e le riviste porno.
Provate a pensare quando per comprare una rivista porno bisognava recarsi dal giornalaio, che magari ti conosce pure, e chiedergli “E’ uscito il nuovo Ragazzine Porche alla riscossa?”. Se provate pudore solo a pensare di farlo adesso, immaginate come poteva essere negli anni 70/80 quando mostrare mezza tetta (senza capezzoli) in tv era considerato ancora un mezzo reato.
Eppure un’intera generazione è cresciuta grazie a queste riviste che ancora oggi (basta vedere ebay) hanno un valore niente male e che vengono rivenduti come cimeli da collezionisti. Certo oggi, nell’epoca delle donne da copertina perfette grazie alla chirurgia e photoshop, potrebbero non esserci confronti, ma la semplicità di quelle storie e di quelle bellezze, non dovrebbe mai essere dimenticata.
Ecco a voi un primo elenco delle riviste piu’ famose che hanno fatto la fortuna di molti oculisti negli anni successivi per il sesso maschile (e non solo….)
Se vuoi vedere i commenti degli utenti, partecipare, e magari qualche pagina inedita sul tema di queste riviste, scrivi nei commenti alla fine dell’articolo. Amiamo parlarne !
SUPERSEX Rivista per adulti (1977/1997)
Supersex era una rivista di fotoromanzi “particolari” e del suo personaggio principale, Supersex, interpretato da Gabriel Pontello. La rivista è nata in Francia, ma è stata riproposta, con buon successo di vendite, anche in Italia
Se avete mai letto questa rivista conoscerete sicuramente la celeberrima frase “Ifix Tchen Tchen” ?
LE ORE Rivista per adulti (1977/1996)
La testata nasce negli anni ’50 come rivista specializzata nella critica cinematografica, ben lontana dalla natura hot che la renderà famosa ma comunque già concentrata sulle belle donne. Presenza fissa già a quel tempo erano, infatti, i servizi sulle attrici riprese in pose sensuali ma sempre vestite e castigate. Negli anni ’60 Le Ore (della settimana) segue la società civile aprendo a temi politici importanti con un orientamento socialista. L’emancipazione della donna trova spazio, ma più a parole che nelle immagini, fino alla prima chiusura nel 1967. A inizio anni ’70 riprende le pubblicazioni mostrando la sua seconda natura, quella di rivista soft-core, trasgressiva ma senza esagerazioni (niente parti intime in vista, tanto per dirne una).
La strada è comunque segnata e, con il passare degli anni, Le Ore diventa sempre più hard. Merito anche della legge che nel 1977 fa decadere il divieto di mostrare organi genitali in primo piano nelle pubblicazioni. La morale cambia e così cambia la rivista, che pesca a piene mani dalle pubblicazioni a luci rosse estere (francesi e scandinave in primis). In Italia per il momento manca materiale originale, ma non ci vorrà molto perché una schiera di donne più o meno famose decida di posare per quello che, nel frattempo, è diventato un magazine cult. Nomi come Claudia Cardinale, Elsa Martinelli, Patty Pravo campeggiano con orgoglio nella storia di Le Ore, ma è negli anni ’80 che arriva il boom improvviso.
Il decennio del disimpegno e del divertimento porta in auge anche il fenomeno del cinema per adulti, cui si accompagna in edicola la presenza costante di riviste più o meno esplicite (che spesso sfociano nella pornografia spinta). Le Ore diventa un punto di riferimento grazie alla collaborazione con due delle stelle più splendenti del firmamento hard: Ilona Staller, in arte Cicciolina, e la divina Moana Pozzi. Donne che dal set a luci rosse sono riuscite a raggiungere un pubblico vasto, riscrivendo i canoni del ‘moralmente accettato’ in una realtà italiana che ancora doveva fare i conti con la censura della Chiesa. La causa del successo (il cinema per adulti) sarà anche la causa della morte de Le Ore, che non riuscirà a tenere il passo delle Vhs prima e di Internet poi. Nel 1996 chiude per sempre, lasciando un vuoto nel cuore di tutti noi. Il suo ruolo nell’evoluzione della società, però, non potrà mai essere negato.
Il Tromba – Fumetti (1975/1986)
144 volumi editi prima da GEIS e poi da Edifumetto; tascabile per adulti con ambientazione militaresca; ristampato nella collana Super il Tromba. Fumetto che era un must per tutti quelli che erano partiti per il militare. Si dicesse persino che fosse stato finanziato dallo Stato per tenere “ALTO” il morale dei commilitoni.
Il Camionista – Fumetto (1981-1988)
91 volumi in tre serie; “Il Camionista” ha segnato un pezzo di storia del fumetto italiano. Il protagonista della storia è un autotrasportatore appunto, di nome Mario Vergone. Lavora per l’impresa Trasportango, di proprietà di Rino Tango e gestito con la Segretaria Elvira. Quest’ultima è innamorata di Mario e vorrebbe donargli tutta se stessa, purtroppo non essendo proprio una bellezza non riceve le attenzioni di Vergone. Attenzioni che Mario Vergone, a volte con l’aiuto del collega Bisonte, concede volentieri a tutte le belle donne che incontra. Di solito queste procaci e sunsuali Signore non hanno bisogno di molto tempo per accettare le lusinghe ‘amorose’ di Mario.
Il soggetto della storia nasce da Mario e Nicola Del Principe, disegnatori che riescono ad avviare un vero progetto editoriale. Mario inoltre lavora ad altri importanti titoli dell’epoca come “Nonna Abelarda” o “Angelica”. La maggior parte di disegni de “Il Camionista” sono invece di Eugenio Benni, scomparso nel 2009. Benni che aveva disegnato per Edifumetto altri titoli come “Il Tromba” o “Il Centravanti”, era un vero professionista del fumetto italiano. Nel corso della sua carriera ha lavorato con diversi editori come: Editrice La Terza, SIE, Edinational, Edizioni F.lli Spada, Editore Francesco Coniglio e moti altri.
PlayMen (1967-2001)
Che altro dire se non fosse la risposta Italiana a Playboy? con uno stile suo, decisamente raffinato e con bellissime donne, anche molto famose (come vedrete dalle copertine). Fu fondata da una donna (Adelina Tattilo) e cominciò imitando Playboy, anche se la prima Ragazza del Mese, Brigitte Bardot, poneva le proprie mani sopra il seno.
Ma in seguito, Playmen prese uno stile tutto suo, riflettendo il gusto europeo, non sovraesponendo seni come Playboy. In un’intervista concessa al settimanale statunitense Time il 18 gennaio 1971, Adelina Tattilo disse: “Gli Stati Uniti sono un matriarcato.
Penso che sia questa la ragione per cui gli uomini americani preferiscono le donne con seni esagerati, voluminosi, vere calde bambinaie con un rassicurante aspetto materno”. Le donne scelte dalla Tattilo erano più magre e più mature rispetto alle scelte di Hugh Hefner.
Se siete una coppia scambista vi sarà sicuramente capitato che in giro, in un centro commerciale, un bar o semplicemente durante una passeggiata, di incrociare lo sguardo di un’altra coppia, un’espressione o un sorriso che potrebbero voler dire “Anche a noi piace farlo, vi va di conoscersi meglio”?
Come ci si può togliere il dubbio che non si sia frainteso il contatto senza rischiare di andare li e scoprire invece che erano testimoni di qualche religione e volevano solo vendervi bibbie? (si mi è successo..)
L’Abbigliamento
Una coppia che pratica lo scambismo ha sempre la propria donna al centro dell’attenzione e il suo vestiario è sicuramente provoante. Sia ben chiaro, ho detto provocante, non per forza da battona da piazzola per camionisti in autogrill.
Tacchi e scarpe che slanciano, decoltè (se presente) non troppo nascosto. Trucco per trasmettere passione e non per aggiustarne solo i difetti. E’ una donna che non si nasconde, si nota e si fa notare.
Lui è comunque un tipo curato, ma non dovete guardarlo per come è vestito, ma se notate compiacimento per il fatto che altri guardino la sua lei, è molto probabile che ci avete preso
Ma non basta…
I gioielli/accessori per scambisti
E’ un modo di comunicare il proprio stato di scambisti non troppo usato in Italia, ma abbiamo conosciuto coppie che utilizzavano anche questo metodo discreto per far capire che “noi ci siamo”.
Uno dei modi piu’ comuni è quello di portare la fede all’anulare della mano destra che sta ad indicare un legame con il proprio marito, ma aperto ad altre persone.
Ci sono poi gli anelli neri, solitamente spessi per essere ben visibili, che se portati da tutti è due possono essere un altro indicatore del proprio stato di coppia aperta.
Infine ci sono gli “SwingerCodes” (Codici per scambisti) che altro non sono che un piccolo logo che indica non solo che si è scambisti, ma anche le proprie preferenze.
Questo disegno viene solitamente messo su un braccialetto o direttamente con un adesivo sulla propria macchia. E’ piuttosto discreto perchè praticamente nessuno al di fuori di questo mondo ne conosce il significato e nel caso si venga beccati da persone non gradite, si può sempre far finta di cascare dal pero.
Esistono poi collanine, braccialetti e cavigliere con l’asso di picche. Nei tarocchi è un simbolo che rappresenta l’amare il gioco d’azzardo, il rischio, l’incognito. Negli scambisti invece indica la disponibilità della propria lei a fare sesso con altri uomini.
In conclusione
Se non siete certi che l’altra coppia si stia approcciando a voi con le sperate cattive intenzioni, non ve la rischiate. Per incontrare le Coppie Scambiste ci sono luoghi appositi come questo sito (L’avete visto il nostro Social?) oppure i Club Privè a loro riservati (vedi mappa). Se siete dei singoli ricordatevi che quasi sempre è la coppia che vi sceglie. Non dico di non proporvi, ma fatelo con la massima gentilezza e cortesia se volete avere una benchè minima possibilità.
Chi vi parla e vi scrive è una donna, ma non una di quelle che fa vedere mezza tetta sui social per acchiappare un paio di follower e ricevere dei complimenti copia e incolla tanto per rafforzare la propria stima. No, io sono una LEI di coppia scambista e di uomini ne ho SCELTI tanti in base a ciò che volevo realizzare con quell’appuntamento.
Voglio elencarvi, con questo articolo, il classico atteggiamente dell’homo sfigatus, quello che ha un quoziente intellettivo pari ad un platelminto fossilizzato, che si crede un gran marpione in base ad avanzatissime tecniche che si basano sul “quello fa così allora lo faccio pure io” e un “nei film porno funziona, allora lo faccio pure io”.
Purtroppo noi donne sui social siamo tempestate da questi esseri e sia ben chiaro che non ci da minimamente fastidio parlare con esseri di sesso maschile, magari intenzionati a conquistare le nostre attenzioni, me in 8 casi su 10 il MdF (morto di Figa) è quello piu’ presente.
Come lo riconosci prima ancora di iniziare a parlarci, o immediatamente alle prime frasi scrite, ed evitare di perderci tempo e avere pietà e compassione per lui?
#1 L’Approccio indiretto (MdF livello timidone)
E’ quello più infido… inizia con un Ciao, che fai di bello e immediatamente usa una frase apparentemente innoqua “Che Stai facendo” ?
Ecco, questa semplice frase è sempre seguita da un, fammi vedere qualcosa, parlami di sesso, ti piace il cazzo ? …
#2 L’approccio diretto (MdF livello Imbecille)
Il MdF Imbecille ha sempre un approccio molto diretto. Di donne in vita sua ne ha avute veramente poche e tutto ciò che sa dell’approccio l’ha semplicemente visto nei film porno. Ti si presenterà commentando una foto, magari manco non tua, con un “Sei Bellissima” ed entro 3 o 4 frasi ti inviterà ad incontrarsi… Lui di Mestre, te magari di Palermo….
#3 Il sessuomane disperato (MdF livello master)
Ha avuto mento donne del MdF imbecille, probabilmente l’unica donna che ha avuto l’ha conquistata mentre era ubriaca ed esanime. Vive solo con i film porno, figlio di fumetti anni 80 tipo il camionista, approccia mandando a una donna la foto del proprio pisello, chiedendole cosa ne pensi… Certo perchè noi donne siamo androloghe ed appena ci mandano la foto di un cazzo iniziamo a misurarne la dimensione, ci facciamo uno stampo con la stampante 3d e lo proviamo immediatamente. Oppure, come sperano loro, non avendone visti altri perchè siamo tutte vergini in attesa che ce lo diano d’ufficio, allora ci innamoreremmo di quel coso che, fatevelo dire, è per natura bruttino eh….. piacevole, ma brutto….
#4 Il sessuomane impotente e disperato (Mdf livello Sayan)
E’ come il Sessuomane Disperato, ma il pisello che ti manda in foto l’ha preso da internet. Manco ha il coraggio di postare il proprio. Solitamente ha dimensioni simili a quello di un palo della luce che una donna vedendolo pensa più al “ci puoi arare il terreno” piuttosto che al “se me lo metti dentro, poi devo farmi un’intervento di ricostruzione dell’utero”. Cicci miei, lo volete capire che si, la carbonara piace, ma non è che se mi servi 500grammi in un piatto io debba per forza trovare piacere a mandarla giù in un unica forchettata. Non sarebbe piacevole… Però l’idiota medio non lo capisce
#5 Il finto account femminile o di coppia (Mdf Livello abbattetelo per la salvaguardia della specie)
Io posso capire tutto, anche se hai dei problemi posso darti la mia comprensione, ma te che ti fingi donna o coppia e cerchi approcci proprio non lo comprendo. Se ti fingi singola, oltre a farti mandare una marea di piselli da gente che sta male come te, come pensi che una donna possa interessarsi a te oltre a darti l’iniziale amicizia perchè vedendoti donna pensa che tu non gli manderai un pisello? Ma ancora di più, ti fingi coppia e poi ne avvicini altre, chiedendo solo foto di lei e mandando solo foto di se. A parte che non mi risulti anche un solo caso di successo nell’universo attraverso questa strategia, mi chiedo cosa possa portare un uomo a tanta disperazione dal fingersi persino donna pur di ottenere attenzioni rinunciando a quel poco di mascolinità (spesso solo anagrafica) per giocarsi le sue carte. Si perchè fingendosi altro, anche se si dovesse avere fortuna, ci si è autofottuti per aver mentito… E questo vince il premio IMBECILLE dell’universo.
Fare sesso all’aperto, essere guardati, ha sempre avuto il suo fascino!
Il Car-Sex non è proprio l’ultima delle mode e no, non stiamo parlando delle coppiette che si appartano perchè non tutti si possono permettere di vivere insieme.
I luoghi sono spesso parcheggi, spiaggette, luoghi isolati dagli occhi indiscreti e altri invece che sono appositamente non troppo nascosti per essere guardati meglio. Ci si incontra nei parcheggi della città per appartarsi e fare sesso tra sconosciuti: coppie, single, gay,lesbiche, transessuali e travestiti indistintamente. Esibizionisti e scambisti che vanno a caccia di luoghi all’aperto dove si fa sesso on the road. Un fenomeno diffuso in tutta Italia, con tanto di siti internet e mappe interattive dove cercare la categoria di proprio gradimento e organizzare l’incontro.
Come funziona il car sex o dogging come lo chiamano negli Stati Uniti?
Senza voler scendere in dettagli hot, la pratica ha inizio con la perlustrazione della zona per capire se il luogo è frequentato dalle categorie che si stanno cercando. Poi per riconoscersi ci sono dei segnali inconfondibili: gli abbaglianti e soprattutto le quattro frecce accese. Una volta individuati i compagni di trasgressione basta un semplice incrocio di sguardi per dare il via al gioco.
Per i single: le coppie dettano le regole del gioco e non i single. Restare fermi ed aspettare di essere scelti dalle coppie, e non viceversa. Nulla è dovuto. Vietato avvicinarsi e disturbare: si rischia di rovinare il gioco e mettersi in cattiva luce con gli altri giocatori. Se si arriva al parcheggio e ci sono già altre auto, è buona regola abbassare i fari o mantenere accesi solo i fari di posizione.
In alcuni casi, le coppie che vogliono ricevere visite o segnalare la propria presenza, mettono un fazzoletto bianco fuori dal finestrino, o molto piu’ semplicemente se è vicino un parco è consigliabile addentrarsi dove si troveranno persone che aspettano su delle panchine e vi basterà un gioco di sguardi per capire se vi viene chiesto di avvicinarvi.
Non da meno solo le spiagge (Spesso nudiste), a volte con pineta annessa, dove potete fare ottimi inconri e giocare con chi si vuole.
I luoghi sono di libero accesso. Terminato il gioco è buona norma ringraziare e salutare: fare bella figura vi permetterà di essere nuovamente scelti in una volta successiva e, acquisita la fiducia delle coppie, finito il gioco spesso ci si ferma a chiacchierare, scambiarsi esperienze ed opinioni o, come succede, creare situazioni ancor più intriganti.
Ai nuovi giocatori è consigliato stare rilassati senza farsi prendere dall’eccitazione, osservare con discrezione chi frequenta da tempo i car sex, così da capire come muoversi.
Regole per le coppie: avvicinarsi ai single o alle coppie che avete scelto per il vostro “gioco”. E’ concesso chiedere informazioni sul luogo ed i suoi frequentatori ad altri informatori, alcuni potrebbero anche ospitarvi. Se nel luogo preposto ci sono auto ferme, è consigliato abbassare i fari mantenendo accese solo le luci di posizione.
Se conoscete luoghi di incontro non esitate ad inviarceli, mandandoci un’email attraverso il modulo di contatto, o scrivendo nel nostro Forumnella sezione Car Sex
Quando si parla di sesso violento bisogna fare attenzione a non travisarne il significato e non confonderlo con abuso. Nel sesso tutto è consentito, qualsiasi pratica o perversione, a patto che si rispettino sempre almeno due regole fondamentali. Massima condivisione e accettazione tra due (o più) parti di quello che si stia facendo e non vi siano coinvolti minorenni o persone in quel momento non lucide.
In nessun caso è e sarà mai accettato un discorso tipico di idioti da tastiera (che le donne nella loro vita al massimo le hanno pagate) che sostengono la teoria “tanto poi gli piace comunque”. Se vi dovesse passare per la capoccia un pensiero del genere, provato solo anche per un istante a pensare se un gruppetto di uomini incontrandovi per strada facesse lo stesso ragionamento con lui (sempre che poi non abbia anche quelle preferenze sessuali)
ll sesso violento è spesso argomento di accesi dibattiti. C’è chi lo etichetta nella categoria degli abusi. Chi lo vede come un legittimo fetish. “Cosmopolitan” ha chiesto il parere di tre donne anonime che lo amano e lo praticano.
Quanti anni hai?
Donna A: Ventisette.
Donna B: Ventitré.
Donna C: Trentaquattro.
Cosa rappresenta per te il sesso violento?
Donna A: Tutto ciò che comporta un po’ di pericolo e di sperimentazione. E, di solito, alcuni effetti spiacevoli come dolore o perdita completa della voce dopo aver fatto un pompino sconvolgente.
Donna B: Fondamentalmente il sesso aggressivo, soprattutto sculacciate, soffocamenti, conati di vomito, tirate di capelli e corde.
Donna C: Hmm, essere bloccata a testa in giù, ricevere ordini e spintoni, etc.
Qual è la differenza tra sesso violento e BDSM?
Donna A: Secondo me, il BDSM è più pianificato mentre il sesso violento riguarda il “qualunque cosa accada”.
Donna B: Non sono sicura, a mio modo di vedere hanno molti punti in comune. A me piace il sesso violento, ma mi trovo a mio agio anche con le pratiche di dominazione e sottomissione.
Donna C: Beh, io non indosso costumi o m’iscrivo a un master in Bondage.
Come hai capito di preferire il sesso violento?
Donna A: Ero a conoscenza dei modi selvatici del mio attuale ex, ma non abbiamo mai sperimentato nulla di veramente audace. Anni dopo, ci siamo riavvicinati e ho accettato di concedermi a tutto quello che aveva in mente. Ascoltare la sua voce mentre mi ordinava atti specifici è stato un passo importante. La prima repulsione è diventato desiderio.
Donna B: Un ragazzo mi ha iniziato a prendere in giro dicendomi cose che avrebbe voluto farmi. Così ho pensato di prenderlo sul serio. Abbiamo iniziato con il soffocamento, le sculacciate e i capelli, e ho capito che era quello che avevo sempre voluto.
Donna C: Prima il sesso era noioso. Adesso è più divertente e posso comunque farlo il sesso dolce.
Quali atti specifici preferisci?
Donna A: Fare pompini profondi in posizioni che consentono all’uomo di avere il controllo su di me. Le mie mani sono legate e non ho il controllo di quanto va in profondità. Oppure avere mani e caviglie legate mentre l’uomo mi inserisce vibratori anali e spinge il suo pene dentro di me e mi tira i capelli.
Donna B: Sculacciate, soffocamento, quando mi tirano i capellii, bondage, essere legata e coperta di vomito.
Donna C: Mi piace essere sculacciata e stritolata.
Come si fa a fare in modo che sia sicuro?
Donna A: Il pericolo fa parte del divertimento, ma usare il buon senso per far andare lisce le cose. So quali sono i miei limiti e quando devo dire all’altra persona di smettere. Non voglio mettermi in pericolo solo perché il mio uomo sta godendo.
Donna B: Utilizziamo delle strategie. Parole di sicurezza, o se c’è il bavaglio coinvolto, con dei movimenti o tocchi prestabiliti.
Donna C: Dico soltanto “no soffocamento”, perché so che non mi piace.
Avete sempre definire chiaramente i confini in anticipo? Quei confini cambiano mai?
Donna A: Io chiarisco i limiti in anticipo in modo che tutto vada liscio. Nulla rovina il momento come doversi fermare e dare una lezione sul perché non si è in quello che il ragazzo vuole fare. Se qualcosa non è andata bene durante l’ultimo round, come forse ha usato la cintura un po ‘troppo duro o ha fatto male il collo il modo in cui ha tirato i capelli, questo è quando dico che dobbiamo prendere in giù di una tacca la prossima volta, quindi vado da questo.
Donna B: Dipende. Mi fido del mio attuale fidanzato, conosciamo i nostri confini e certi giorni se non ho voglia di qualcosa basta che lo dico.
Donna C: Sicuramente gli dico quando qualcosa non mi piace o mi mette a disagio, ma generalmente accade durante il sesso, non prima.
Sei mai stato ferito o hai ferito un partner?
Donna A: Una volta ha fatto un pompino ‘troppo in profondità’ mentre lui stava sopra di me. Mi sentivo soffocare e avevo bisogno di tirare fuori la testa, ma lui stava per venire. Alla fine gli ho morso il pene e l’ho tagliato. Un’altra ho vomitato su un ragazzo sempre durante un pompino. Lui mi ha detto di andare avanti anche se c’era vomito dappertutto. I contrattempi devono accadere. Fanno parte del rischio e devi solo andare avanti.
Donna B: Niente di più di un gomito nelle costole. Se mai entriamo in un territorio a rischio (il sesso anale) lui è molto rispettoso e si assicura che di comunicarmi fiducia.
Donna C: No.
Come si fa a chiedere il sesso violento a nuovi partner?
Donna A: Faccio la prima mossa facendo qualcosa che probabilmente non si aspettava, come un profondo pompino con tutta la gola. Cerco di essere incoraggiante e dico loro quello che mi piace, come farmi tirare i capelli. Se non è abbastanza violento, di solito glielo dico.
Donna B: Ho avuto delle conversazioni al di fuori della camera da letto per testare le acque, chiedendogli cose come, “Che ne pensi di questo o quello?” e misurare la sua risposta. Se si tratta solo di sculacciate e roba simile glielo chiedo solo durante il rapporto sessuale, sennò sembro fuori di testa.
Donna C: Onestamente, di solito non lo chiedo io.
Ti è mai capitato un partner che ha rifiutato la violenza?
Donna A: Non ancora.
Donna B: Non l’ho mai esplicitamente richiesto.
Donna C: Non è ancora successo.
Secondo la vostra esperienza, qual è la percentuale dei vostri partner che ama il sesso estremo?
Donna A: Il settantacinque per cento sì, il venticinque per cento no.
Donna B: Il venti per cento era totalmente aperto al riguardo, il quaranta per cento sembrava curioso ma troppo timido, il quaranta per cento non non interessato.
Donna C: Direi il cento per cento.
Qualcuno ti ha mai giudicato per le tue preferenze sessuali?
Donna A: Ho mostrato alla mia migliore amica la mia collezione di gadget sessuali ed è rimasta scioccata quando le ho racconto tutte le cose che ho fatto con il mio ex. Nelle conversazioni con altri amici, però, è del tutto normale.
Donna B: Sì. Una cara amica è inorridita quando le ho raccontato cosa faccio con il mio fidanzato. Praticamente mi ha detto che lui è “un mostro” e che mi stava “forzando” a fare quelle cose.
Donna C: In realtà, la maggior parte dei miei amici preferiscono il sesso violento, quindi non penso.
Qual è l’idea più stupida che si ha riguardo una donna a cui piace il sesso violento?
Donna A: Probabilmente che sia molto esigenti. Per me, si tratta di dare piacere all’altra persona. Non di controllarla.
Donna B: Che siamo troie o ragazze con “problemi”.
Donna C: Che sono trash o troia.
Secondo te cosa dovrebbero sapere i lettori di Cosmopolitan prima di sperimentare il sesso violento?
Donna A: Io direi: Non abbiate paura di provare! Se non avessi provato, non avrei mai immaginato che mi sarebbe piaciuto. Non vi preoccupate dell’aspetto, tanto finirete come un pasticcio caldo e sudato, ricoperto da tutti i tipi di fluidi corporei. Iniziate con un paio di cose spinte e vedete cosa funziona. Ancora più importante, non abbiate paura di parlarne con il partner.
Donna B: Non abbiate paura di parlare e chiedere quello che desiderate. Stabilire i confini all’inizio può sembrare scoraggiante, ma ne varrà la pena.
Raramente parlo di me e dei miei gusti nei riguardi del sesso sui social, perchè è una cosa che non amo fare (Esibizionista del fisico si, della mia intimità, dei miei desideri e voglie, decisamente meno), ma oggi volevo sfatare un altro taboo e parlare liberamente del mio rapporto con i sex toys e quanto questi vengano ancora considerati dalla maggioranza delle coppie, come un qualcosa che serva soltanto per compendiare un calo prestazionale.
Ci sono due domande che spesso ricevo e a cui voglio rispondere oggi, sperando che possano essere di aiuto alle lettrici e lettori di questo Blog, a comprendere e sperimentare.
Viviamo di desideri irrealizzati e di sogni mal riusciti. Rinunciare al piacere del sesso e dell’autoerotismo è un crimine che non possiamo permetterci.
Se volete scrivermi (non proponetevi, sono io che scelgo e non in base a chi scrive per primo) potete visitare il mio profilo su ILO cercando “Coppia Romana” (Link)
Sei una donna sposata, scambista, che vivi il sesso in forma completa. Cosa te ne fai di Sex Toys per casa?
Quello che le persone mi invidiano, in quanto donna, è che io ho potuto realizzare ogni fantasia sessuale o semplicemente erotica nella mia vita, semplicemente parlando con mio marito, per non parlare di tutte le volte che non ne abbiamo parlato e ci siamo fatti una sopresa.
Invidia che spesso sfocia nell’odio nel darmi della puttana immorale (altre donne che vivono con rabbia e odio per gli altri per non sentirsi realizzate) o, cito, “Uno zoccolone d’asporto” per tutti quegli uomini che non possono permettersi di accedere in questo mondo.
Mi sento realizzata? Ho una bellissima famiglia, due bimbi, un rapporto con mai una crisi o un litigio e ci amiamo come se fosse ancora il primo mese. Le vostre donne o i vostri uomini ancora vi fermano all’ingresso di casa per limonare o ricevete al massimo il classico bacetto che date pure agli animali domestici? E allora perchè uso i Sex Toys?
Bisognerebbe spiegare ai maschietti che si masturbano quasi quotidianamente, che tanto più si hanno cose belle e eccitanti a cui pensare (in particolare se si sono fatte), tanto più ti viene voglia di riviverle o ripeterle.
Non mi vergogno di dire che li uso normalmente a casa, che ne ho un paio piccoletti che ho porto con me in ufficio e che vada tranquillamente da sola nei sexy shop a comprarli, chiedendo consigli senza vergognarmente e si, una volta presa dall’eccitazione, mi accostai nascosta in macchina e ne provai uno prima ancora di arrivare a casa.
Non sono malata di sesso, non devo farlo per forza, ma perchè privarmene se ne ho voglia in nome del “ma poi sembra brutto” ?
Li usi quando fate sesso con altre persone ?
Praticamente mai. Vi portereste mai una bambola gonfiabile mentre andate a letto con una bellissima donna? E’ capitato, ma erano sex toys per giocare un pò e scaldare l’ambiente, non per masturbarsi e venire con quelli.
Leccare un fallo di gomma facendo pregustare quello che avverrà dopo non è autoerotismo, è più qualcosa di scenico che serve a dare quella carica in più alla situazione.
Cosa diversa se siamo solo donne, ma li fa parte di un gioco che vuoi uomini immaginate come nei film porno, ma vi assicuro che la realtà è ben diversa (e migliore per noi).
Quali sono i Sex Toys che preferisco?
I desideri e le voglie sono diverse e così, infatti, diversi sono gli oggetti del piacere che uso. Per la masturbazione i migliori sono i famosi wand con la testa vibrante, amo molto i plug anali perchè mi piace sentire nel mentre anche quella sensazione.
Ci sono giorni in cui ho voglia di un paio di coccole e altri in cui ho i capelli dritti e ho bisogno di sentirmi sbattuta (si.. i famosi falli di diverse dimensioni). Ci sono momenti in cui sarei capace di dormire abbracciata a uno di questo e altri in cui sento di volerne provare un pò tutti.
Quando la voglia è placata, è passata, si puliscono e si rimettono a posto.
Mi immagino i commenti.. .”Che porca”, “Ma che maiala”.. “questa è malata !!”… Ai cari maschietti, posso chiedere se voi vi sentite dei pervertiti per esservi masturbati sotto la doccia? O vale per tutti o siete voi che avete qualche problema.
Conclusioni
Cari maschietti, regalate alle vostre donne qualche bel sex toys, per giocare insieme e non solo. Regalatele qualcosa che possa piacere a lei e non a voi. Gli impulsi sessuali sono diversi, ma una donna ha bisogno di oggettistica che non sia per forza da cantiere. Spronatela a giocarci e non vi preouccupate che non hanno bisogno di grosse spiegazioni ma solo del non sentirsi sporche o a disagio.
Care femminucce, che dirvi. Non dovete parlarne al mondo come ho fatto io in questo articolo, ma davvero non vi volete almeno togliere il dubbio che vi state perdendo qualcosa? Se vi vergognate ci sono tanti shop che consegnano anonimamente. Sceglietevi qualcosa e provate. Nella peggiore dell’ipotesi avete buttato 20 euro, ma se invece dovreste scoprire che avete sprecato la vostra vita dietro i pregiudizi?
Prima si prova, poi ci si può permettere di giudicare (mai le persone, al massimo la pratica dal punto di vista personale)
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