I Vibratori.. una storia molto molto antica.

Un argomento che spesso viene considerato ancora tabu’ nella nostra bell’Italia è sicuramente il sesso delle donne. In un paese con una base religiosa piuttosto forte e patriarcale dove poter immaginare che le donne possano avere le proprie preferenze sessuali e minare la sicurezza maschile, parlare di donne che possono provare piu’ piacere con uno strumento che con un uomo puo’ scatenare un panico psicologico non indifferente.

Un indicibile concetto alla base dei sex toys femminili sta nel sintetizzare un semplice ma devastante concetto per gli uomini che… “con te è amore… con il vibratore è sesso!!”. Ricordiamoci che siamo in un paese dove nella mentalità maschile è noto il “tutte le donne sono puttane tranne la mamma” e che il semplice fatto che ad una donna possia piacere qualcuno viene automaticamente etichettata come poco di buono. Siamo in una società in cui si tollera chi vende il proprio corpo per soldi ma non chi lo fa per piacer proprio.

Eppure i sex toys per donne esistono da sempre e non si parla di epoca moderna.

I primi ritrovamenti (ma che dimostrano già un’avanzata tecnica e quindi non l’inizio dell’uso di tali strumenti) risalgono a 28.000 anni fa…

Lavorato in pietra e molto semplice il cui uso era oggettivamente evidente. Siamo sicuramente agli inizi ma per dimensioni (20cm) e diametro (3cm) questo fallo ritrovato nella cava di Hohle Fels spiega molto piu’ di quello che appare nella foto e cioè che nell’usarlo non c’era nessuna vergogna e la masturbazione femminile non aveva niente di sporco o di proibito.

Già ben 6.000 (SEIMILA!!!) anni fa è un corno lavorato alle due estremita incredibilmente anatomico con una curvatura che fa invidia anche ai piu’ moderni stimolatori G-Spot  (evidente che solo una donna potesse lavorarlo conoscendo la sua sessualità) spiega come non fu un arte occasionale o inventata da qualche isolata persona fuori di testa, tanto che non è molto diverso dalle forme newage e fantascientifiche dei prodotti odierni ed è abbastanza evidente che per arrivare a questi livelli di lavorazione , considerando l’epoca, era una procedura tramandata e migliorata nei secoli dei secoli (amen).

Ma passiamo ad una cronistoria piu’ recente in cui abbiamo non soltanto visione di strumenti ma di mentalità passione ed un’idea alla base dell’oggetto piu’ evoluta.

Quarto secolo aC-II secolo dC:

Ippocrate (medico greco conosciuto come il padre della medicina occidentale, non un qualsiasi venditore di fumo) sosteneva che l’utero di una donna potesse diventare troppo leggero e secco a causa della mancanza di rapporti sessuali. Questa condizione veniva chiamata “isteria”. Il grande medico Galeno ampliò la definizione originale di Ippocrate, affermando che l’isteria fosse causata da deprivazione sessuale specie in donne appassionate, vergini, suore, vedove e donne sposate che avessero rapporti sessuali occasionali. Il pensiero prevalente prevedeva che la frustrazione sessuale di una donna potesse essere curata con una sessione occasionale di massaggio del clitoride femminile, aiutando il raggiungimento dell’orgasmo.

Dal Medioevo all’era vittoriana:

Nel medioevo, la cura dell’”isteria” sessuale femminile consisteva in un rapporto sessuale per le donne sposate, nel matrimonio (ovviamente per avere in seguito rapporti) per le donne-single e per le vedove in un massaggio vaginale da parte dell’ostetrica. All’alba dell’era vittoriana, la diagnosi sull’”isteria” era oramai comune in tutta Europa, i sintomi si potevano ricondurre a debolezza, nervosismo, insonnia, ritenzione idrica, pesantezza addominale, spasmi muscolari, mancanza di respiro, irritabilità, perdita di appetito per il cibo e il sesso e una “tendenza a causare problemi”. Durante lo stesso periodo, i medici erano concordi sul fatto che la masturbazione manuale fosse difficile e noiosa. I vibratori nacquerò per venire incontro alle terapie sull’isteria sessuale medica che prevedevano il raggiungimento dell’orgasmo per superare il problema. Essendo quella manuale troppo lunga e costando troppo (ovviamente doveva essere eseguita da terzi) nacque il bisogno di avere meccanismi meccanici che potessero soddisfare l’esigenza. I vibratori accorciavano drasticamente il tempo del trattamento, aumentando gli affari dei medici (ovviamente i guadagni economici) ed  eliminando la necessità di utilizzare le ostetriche in questa veste del tutto osè. I primi vibratori avevano meccanismi idroterapeutici, dove un tubo con un getto ad alta pressione di acqua era rivolto direttamente verso il clitoride. Per il vibratore, il passo dalle stanze mediche alla camera da letto è stato davvero breve, specie con l’avvento della tecnologia a vapore e soprattutto dell’elettricità.

1900-1950:

Nel 1902, Hamilton Beach ® brevetta il primo vibratore da portare a casa, diventando uno dei primi elettrodomestici da casa, (subito dopo la macchina da cucire e circa dieci anni prima del ferro da stiro). Questi primi modelli di vibratori erano grandi, ingombranti e rumorosi. Nel 1917, c’erano più vibratori che tostapani nelle case americane.

Nel corso del 1950, i vibratori da camera da letto sono diventati un segreto condiviso da masse inespresse di singole donne, casalinghe e coppie.

1970-2000:

Grazie ai movimenti femministi degli anni ’70 i vibratori hanno cominciato ad emergere dall’ombra di imbarazzo e vergogna. Uno dei segni più evidenti di questo cambiamento è avvenuto nel 1973, quando Betty Dodson ha “inventato” gruppi di masturbazione per donne per “risvegliare la loro coscienza sessuale”. Negli anni successivi, i vibratori sono stati sempre più accettati dalla cultura: Nel 1990, il chirurgo generale C. Everett Koop incluse i vibratori come un’opzione per praticare il sesso sicuro. L’ascesa dello shopping online ha reso più facile e più discreto per le persone l’acquisto dei vibratori e le donne hanno avuto la possibilità di conoscere i vibratori con incontri presso locali e organizzati a casa. Oggi, i vibratori sono diventati una parte regolare della cultura pop, citati spesso in libri, riviste, trasmissioni televisive, dibattiti digitali e conversazioni quotidiane. Infatti, il 53% delle donne americane e il 45% degli uomini hanno usato un vibratore nella loro vita!

I vibratori sono ormai entrati nella nostre abitudini sessuali, rendendo il sesso più piacevole ma permettendo anche a molte donne di raggiungere per la prima volta l’orgasmo.

Oggi:

Una nuova rinascita dei vibratori si è riavuto negli ultimi 10 anni in cui si è passati da repliche di falli maschili a veri e propri oggetti d’arte che possono essere tranquillamenti esposti a casa (e non scherzo…) , fabbricati con materiali che nulla hanno da invidiare a quelli in carne e con un’infinità di usi e stimolazioni personalizzate. Eh si perchè cari maschietti miei, il vostro limite mentale è che avete di fatto solo una zona erogena e complessivamente per voi c’e’ solo il metti e togli.

Per le donne invece ci sono tantissimi punti che danno sensazioni diverse di cui, sempre per limiti culturali, spesso non ne si è nemmeno a conoscenza.

Si puo’ passare dalla stimolazione clitoreidea con le “bacchette magiche” che altro non sono dei massaggiatori sopraffini, alla stimolazione non vibrante ma anatomica.

Insomma ognuno ha il suo per quello che vuole. Io posso darvi un solo consiglio perchè ognuna di noi ha la sua sessualità. Diffidate da chi dice “io non me ne comprerei mai uno”. E’ come se una vergine venga da voi a darvi consigli sul sesso. Nessuna donna che in intimità abbia mai provato un vibratore ha poi detto che non servono a nulla o non siano piacevoli, cosa che invece soventemente viene detta a riguardo dei propri partner

Random Posts